Costruire un panchetto da meditazione
6 agosto 2009
La meditazione è una delle più belle attività cui dedicarsi, ma è necessario seguire un minimo di tecnica. A cominciare dalla posizione. Se non siete stati abituati sin da bambini a sedervi nella posizione del loto, avete bisogno di un supporto sotto il bacino: un cuscino (del tipo da meditazione) o un panchetto ad hoc.
Qui vi insegno come si costruisce un panchetto in legno, in base alla mia esperienza personale. E’ una versione trasportabile, adatta ad una persona di media altezza (175 cm). Quando è richiuso, il panchetto entra in uno zainetto dei tipi più diffusi.
Può essere utilizzato per meditare nelle posizioni sedute – come la posizione birmana, il quarto di loto, il mezzo loto o il loto stesso – oppure inginocchiati in “seiza“, la posizione giapponese. Per una descrizione delle diverse posizioni, si può consultare questa pagina (in inglese, ma corredata di illustrazioni).
Come fare
1) Innanzi tutto, è necessario tagliare tre pezzi di tavoletta di legno come indicato nella figura. Potete chiedere di farlo ad un falegname, che utilizzerà probabilmente degli scarti.

2) I tre pezzi vanno poi trattati: prima scartavetrandoli, poi passando un impregnante (affinché il legno non si sporchi, con la pratica), come il “turapori”, possibilmente del tipo che si diluisce con l’acqua, in modo che non lasci odori.
3) Le due basi vanno assicurate al ripiano mediante cerniere, sufficientemente robuste.
Se non avete confidenza con le cerniere, non scoraggiatevi: montarle è molto semplice. Per l’acquisto, fatevi consigliare dal ferramenta, che vi darà anche delle viti da legno, la cui lunghezza non oltrepassi lo spessore del legno stesso. Poi serve un cacciavite a croce. Le viti entrano nel legno da sole, avvitandole, senza bisogno di fare prima alcun buco. Ma per fare un lavoro preciso, è meglio incidere un buchetto nel legno, al centro di ognuno dei fori che nella cerniera devono ospitare le viti, che faccia da “invito” alle viti stesse, quando queste ultime dovranno decidere come entrare nel legno.

4) Per finire il lavoro, si possono applicare dei feltrini (di quelli che si mettono sotto le gambe delle sedie) nelle parti che poggiano in terra, per non rigare eventuali parquet. Inoltre, si possono adottare accorgimenti per trasportare più comodamente il panchetto quando è in posizione chiusa. Ad esempio, applicare del velcro nelle parti di contatto tra le basi ed il ripiano, o delle calamite. Se no due grandi elastici, o una custodia costruita alla bisogna.

Una variante possibile e divertente, è quella illustrata di seguito, nella quale è stata applicata una semplica maniglia per il trasporto. L’ha realizzata il mio amico Marius Moisuc, costruttore professioniasta di panchetti (clicca sull’immagine per ingrandire).
L’immagine all’inizio dell’articolo è tratta da Meditation Chair.
8 agosto 2009 at 13:14
Un articolo molto edificante, molto bello.
Serena giornata.
20 settembre 2009 at 19:08
In un articolo successivo, ho descritto come migliorare la comodità del panchetto smussandone uno spigolo.
Articolo: http://paolosub.wordpress.com/2009/09/20/un-panchetto-piu-comodo/
paolo s.
2 gennaio 2011 at 23:24
Che dire? Grazie, e grazie e ancora grazie! Cercavo esattamente un sito come questo..ma non lo sapevo ;)
Sto muovendo i primi passi nella meditazione e imbattermi in questo sito così ricco di informazioni è un vero dono!
Paola
10 febbraio 2012 at 20:21
Ti ho raggiunto da Ruota del Dharma, davvero un bel blog! lo metto sicuramente tra i preferiti.
Che ne diresti di unirti a Meditazione Zen, potremmo collaborare, ad esempio con il guest posting,
I tuoi articoli sarebbero preziosi per la nostra community!
Ciao
11 febbraio 2012 at 01:04
Ho visto meditazione zen, bel sito!
L’ho aggiunto al blogroll, ma cosa vuol dire “guest posting?