Al mio pensiero dico: non ora, per favore!

marco Ghitti (Italia), 20040925_0257Vorrei tornare sulla questione della distrazione, quando si medita: la tendenza a lasciarsi andare a pensieri vari, senza riuscire a focalizzarsi sul momento presente. A parte l’articolo sui cinque modi per trasformare la distrazione, avevo proposto tre modi gentili per lasciare andare i pensieri. Ebbene, ecco il quarto, che è anche il più semplice di tutti.

Appena ci accorgiamo che un pensiero si è manifestato, nella nostra mente, diciamogli:

“non ora, per favore!”

È un modo molto gentile di lasciarlo andare, perché, invece di rifiutarlo, lo rimandiamo ad un altro momento. Se quel pensiero è utile, probabilmente si manifesterà di nuovo.

Tutti i pensieri hanno la caratteristica di manifestarsi inizialmente nella nostra mente, indipendentemente dal nostro desiderio, e solo successivamente svilupparsi in ragionamenti, discussioni, eccetera. Prima ci accorgiamo del loro insorgere, più è facile lasciarli andare.

Il metodo del “non ora” lo trovo molto efficace. È facile anche che riesca a strapparci un piccolo sorriso. Il sorriso di chi, nei confronti delle proprie debolezze, ha un atteggiamento equanime e compassionevole.

Me l’ha suggerito qualche giorno fa una “praticante” molto simpatica, Rosaria, mentre guidava una meditazione.

Un’ultima nota: questa bella immagine dell’acqua ferma, che viene improvvisamente messa in movimento dalla caduta di un oggetto, l’ho scelta perché mi sembra accompagni bene il soggetto di cui si parla. La mente ferma, rilassata e libera, tipica dello stato di meditazione, viene improvvisamente alterata da un pensiero che sorge, che le impedisce di riflettere con equanimità ciò che le sta intorno, così come l’acqua calma riflette il cielo come uno specchio. Di cogliere la verità delle cose. Ma poi, molto presto, quelle onde circolari si placano. Ma questa è una cosa che dobbiamo imparare a fare.

[La foto iniziale è di Marco Ghitti]

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Una risposta

  1. paolosub ha detto:

    Pare che il suggerimento del “non ora, per favore!” sia di Sumedho, maestro theravada della tradizione dei Monaci della foresta.

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