Ansia, come combatterla attraverso il cibo

Miroslav Vajdic, boy eat watermelonAnsia: tutti ci chiediamo come combatterla, perché è la malattia del nostro tempo. In realtà non va combattuta, nessuno stato d’animo va combattuto, altrimenti andremmo contro noi stessi. Ma certamente la precarietà e l‘incertezza che oggi dominano nel lavoro, nei rapporti interpersonali, nella famiglia, nella società, sono una continua fonte di ansia che va quanto meno gestita.

Contemplare l’impermanenza di tutte le cose, ovvero il fatto che non ci sia niente, ma proprio niente al mondo che non cambi continuamente, è un ottimo antidoto per chi si sente schiacciato dall’ansia. Se si prende consapevolezza che l’incertezza è lo stato fondante della nostra esistenza, molte situazioni precarie della vita ci sembreranno più accettabili.

Oggi impareremo la meditazione sull’impermanenza del cibo, una pratica semplice che può aiutarci a comprendere tramite l’esperienza diretta la dimensione dell’impermanenza. Ciò è molto importante per affrontare gli stati d’ansia legati alla precarietà.

Questa meditazione aiuta a vedere l’impermanenza come qualcosa di insito nell’esperienza dell’alimentazione, dunque facilmente osservabile e al tempo stesso accettabile in quanto connaturato alla nostra stessa esistenza.

Meditazione sull’impermanenza del cibo

  1. Scegli il cibo col quale sperimentare questa pratica: può essere un pasto completo, solo una portata o qualcosa di più semplice, come un frutto.
  2. Osserva il cibo e cerca di guardarlo in profondità, cogliendo tutti gli aspetti che tramite esso ti collegano ad altri elementi. Il maestro zen Thich Nhat Hanh suggerisce questa frase prima di mangiare: “questo cibo è ambasciatore dell’universo”, a causa del fatto che tramite anche un semplice alimento possiamo entrare in contatto praticamente con tutti gli elementi dell’universo: il sole che ha permesso alla pianta di crescere, l’acqua, i microorganismi, le persone che hanno permesso a quell’alimento di arrivare a te, gli elementi che hanno permesso a quelle persone di vivere, eccetera.
  3. Tutti questi elementi sono stati soggetti a processi di cambiamento – come ad esempio germogliazione, maturazione e deperimento, essiccamento, conservazione, cottura, eccetera – grazie ai quali questo cibo è potuto arrivare a te. Si trovavano altrove e ora sono di fronte a te, sul tuo piatto.
  4. Nota come cambia la temperatura da quando il cibo è sul piatto a quando lo finisci.
  5. Ascolta brevemente il tuo corpo per percepire la sensazione di appetito.
  6. Mangia il cibo con estrema attenzione, masticando con cura e nota come esso subisce un grande cambiamento passando attraverso la tua bocca.
  7. Man mano che prosegui, percepisci come la sensazione di appetito diminuisce fino a lasciare spazio a una di sazietà.
  8. Questa pratica ti ha visto protagonista di un’esperienza di cambiamento, uno di quei cambiamenti che ti permette di vivere. Contempla l straordinaria bellezza dell’impermanenza.

Per approfondire:

impermanenza

cibo

ansia

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[La foto è di Miroslav Vajdic, Croazia]

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Una risposta

  1. deltone24 ha detto:

    Grazie.

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