Perché conviene fare una sola cosa per volta
15 febbraio 2012
Sarebbe la cosa più facile del mondo. Ma per noi, che viviamo in un’epoca nella quale il “multitasking” (fare tante cose insieme) è considerato una virtù, in realtà è sempre più difficile. A fare una sola cosa per volta siamo sempre meno abituati. Eppure, se vogliamo veramente esserci al 100 per cento, nella vita, è l’unica possibilità che abbiamo.
Meditare nel corridoio dell’ufficio
5 novembre 2011
Anche il corridoio dell’ufficio (della scuola o di qualsiasi altro edificio dove si svolga attività umana) può diventare luogo deputato alla pratica della meditazione. Non è necessario che sia proprio un corridoio. Stiamo parlando di un luogo nel quale ci capita spesso di passare, vicino al nostro posto di lavoro.
Meditazione del laghetto
24 ottobre 2011
Questo laghetto – realizzato secondo la moda neoclassica, tendente al romanticismo, tipica della fine del 17° secolo – sta a Roma, in Villa Borghese. Si presta molto bene – così come tanti altri laghetti nel mondo – per una pratica di consapevolezza che vorrei proporvi. La pratica della mente quieta che accetta la realtà per quello che è, senza voler trattenere nulla.
Meditazione nuotata
21 luglio 2011
L’Estate, se si sta in vacanza al mare – ma anche l’ora di piscina che eventualmente ci regaliamo – è il tempo ideale per la meditazione nuotata, o nuoto consapevole. Che cos’è? Una delle tante possibili forme di meditazione di consapevolezza – come quella seduta o camminata – che ci consentono di prendere contatto in pieno col momento presente, con la vita.
Meditazione della salita
16 maggio 2011
Ecco una facile pratica per entrare pienamente in contatto col proprio corpo e imparare a riconoscerne le sensazioni. Consiste nell’osservare cosa succede quando si passa da una situazione di sforzo, più o meno intenso, ad una di riposo. E succedono un sacco di cose interessanti! Si può fare dopo aver percorso una salita a piedi o in bicicletta, oppure dopo aver salito un bel po’ di scale. Anche dopo una corsa. Appena compiuto uno sforzo del genere, siediti comodamente, e osserva cosa succede nel tuo corpo.
Guardare la partita con gli occhi del Buddha
5 luglio 2010
Per fortuna l’Italia è stata eliminata dai mondiali di calcio, in Sudafrica, così è più facile provare a guardare la partita con gli occhi del Buddha. Nel V secolo avanti cristo, all’epoca in cui questo maestro spirituale è vissuto, non esisteva né il calcio, né tanto meno la TV. Ma la conoscenza dei suoi insegnamenti ci rende possibile guardare le cose in parte con i suoi occhi, gli occhi di una persona che ci ha mostrato come approcciare la realtà in modo equanime, senza giudicare; senza forzarne l’interpretazione nella direzione delle cose che ci piacciono, senza desiderare che i fatti si svolgano come vorremmo, in base ad un’idea preconcetta che ci portiamo dietro. E così, se non gioca l’Italia, il mio Paese, posso godere di una buona base: quella della non partigianeria.
Se sono stabile, sono anche libero
22 giugno 2010
C’è uno stretto rapporto tra stabilità e libertà. Se sei una persona stabile, puoi anche goderti una grande libertà dagli attaccamenti, dalle convinzioni infondate, dalle emozioni più distruttive, ed anche dai tanti volti della sofferenza. Hai più libertà di movimento e di scelta. Non ti senti dominato/a dagli avvenimenti. Si potrebbe tentare di fornirne una spiegazione, ma preferisco proporvi un approccio tipicamente zen: sperimentarlo direttamente.
Un modo molto bello ed efficace per farlo è tramite una versione particolare della meditazione camminata. - Continua a leggere>
Cosa ti sta dicendo il tuo corpo?
4 maggio 2010
“Fai una pausa… e ascolta profondamente il tuo corpo. Cosa ti sta dicendo?”
Ho appena trovato questo semplice post (non c’era altro testo) sul blog di Lilian Cheung, collegato al progetto Savor.
Trovo che sia uno stimolo semplice, ma al tempo stesso molto potente. Non ci vuole niente a provare. In qualsiasi circostanza, possiamo tornare a noi stessi, con l’aiuto del respiro, e far caso a come stiamo veramente, a cosa ci sta comunicando il nostro corpo.
Se parlo da solo dico la verità
10 aprile 2010
C’è una pratica molto semplice ed interessante che si può seguire, nella strada della consapevolezza e della ricerca della verità: quella di dire a voce alta tutto ciò che sta succedendo, nel preciso momento in cui lo si fa. Dalle percezioni dei 5 sensi, alle azioni che si stanno compiendo, basta nominarle, come se si stesse descrivendo quello che succede, a beneficio di un ipotetico interlocutore al telefono, anche se il telefono non c’è affatto.
Meditazione dello spogliarsi e del rivestirsi
6 ottobre 2009
Se c’è una cosa che facciamo tutti i giorni è spogliarci e rivestirci. Perché non cercare allora di cogliere appieno la bellezza e la profondità di questo gesto, che di solito compiamo mentre pensiamo a tutt’altro? Ti propongo un semplicissimo esercizio, caro lettore del blog, che puoi sperimentare la sera o la mattina, se hai l’abitudine di dormire col pigiama.
Poniamo il caso che sia inverno, o una di quelle mezze stagioni in cui fa un po’ fresco. Prima di iniziare a spogliarmi, lascio passare qualche respiro senza fare niente, così prendo contatto con le mie attuali sensazioni. Mi tolgo un indumento, ad esempio la camicia. Leggi il seguito di questo post »