Clima: ce l’hai con Trump. Ok, ma tu cosa mangi?

Gunnar Richter, allevamento intensivo di mucche da latteL’abbandono da parte di Trump degli accordi di Parigi sul clima ci ha scandalizzato. Di fronte alle tragedie immani che si prevedono a causa del riscaldamento globale (compreso un aumento enorme di tutte le migrazioni), non ci sembra possibile che uno dei Paesi che contribuisce di più alle emissioni nocive rinunci a fare la propria parte.

Ma chi pensa che l’indignazione sia poco utile, sa che di fronte ai problemi che affliggono il mondo la prima domanda da porsi è: cosa posso fare io personalmente perché questo problema porti meno sofferenza possibile?

Anche se ne parla molto poco – essendoci enormi interessi in gioco – l’alimentazione ha un ruolo molto importante, nel determinare i cambiamenti climatici in corso.

Secondo le stime della FAO, gli allevamenti animali costituiscono una delle cause principali del riscaldamento globale, più di tutti i trasporti messi insieme (auto, treni, aerei, navi).  Uno dei problemi è costituito dalle emissioni di gas, ma c’è anche quello del consumo di terra e di acqua. Nel mondo noi umani siamo circa 7 miliardi, e stiamo crescendo, ma per nutrirci alleviamo un numero di animali molto maggiore. Si stimava nel 2010 che gli animali allevati fossero circa 27 miliardi. Come fa la terra a dare il cibo a tutte queste bestie, noi compresi? Non ce la fa, infatti la deforestazione (necessaria per fare posto all’agricoltura) è oggi una delle maggiori piaghe della Terra, causa della scomparsa di un enorme numero di specie di esseri viventi.

Alcuni ecologisti dicono di risparmiare acqua facendo meno docce. Ma mangiare un hamburger richiede un consumo di acqua che equivale a circa 40 docce. Questo si fatica a dirlo, per non compromettere l’industria degli allevamenti, che anche in Italia è molto importante.

Se dobbiamo scegliere tra un piatto di pasta e fagioli e una bistecca, che hanno proteine equivalenti, dobbiamo prima sapere che la bistecca richiede 20 volte più terra e comporta emissioni 20 volte maggiori di gas serra.

Dunque protestiamo pure contro Trump, che porta gli Stati Uniti verso una scelta irresponsabile. Ma se pensiamo che si debba fare qualcosa per salvare la Terra e l’umanità, chiediamoci prima come possiamo essere coerenti e come possiamo fare la nostra parte con l’arma principale che abbiamo a disposizione: le nostre scelte di consumo.

Per approfondire:

cambiamenti climatici

alimentazione

indignazione

consumo consapevole

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[La foto è di Gunnar Richter, Germania]

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