Come amare se stessi (parte 2)

Alla domanda su come amare se stessi Thich Nhat Hanh risponde inizialmente dicendo che, se riprendiamo il contatto col nostro corpo, possiamo apprezzarne tutta la bellezza (vedi prima parte del video).

Nella seconda parte della risposta ci invita a osservare meglio il corpo, perché potrebbe esserci della tensione, del dolore. Il motivo è che abbiamo permesso a tensione e dolore per troppo tempo di accumularsi, trascurando il nostro corpo, non degnandolo di sufficiente attenzione.

Con la respirazione consapevole non solo possiamo tornare al corpo per osservarlo, ma anche per portargli sollievo. Qui Thich Nhat Hanh aggiunge un elemento tipico del suo insegnamento: quello di godersi il momento presente. Con il contatto creato attraverso il respiro tra la mente e il corpo, quest’ultimo prova piacere, sollievo, generando addirittura un sentimento di gioia e di felicità.

Amare se stessi è dunque possibile, riconoscendo gli elementi che danno sollievo e guarigione  per generare gioia e felicità, grazie alla consapevolezza.

La consapevolezza genera visione profonda e quest’ultima consente di vedere la sofferenza e le sue cause e dunque soffrire di meno. E se uno soffre di meno fa soffrire meno anche gli altri.

Tutto ciò parte semplicemente dalla respirazione consapevole. Facile, no?

Vedi altri articoli su:

[Ringraziamenti: a Carla Ceolato per la traduzione dall’inglese]

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

(poi controlla l'email per confermare)
Ora condividi la tua esperienza lasciando un commento, gli altri lettori ne saranno felici!

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Simonetta ha detto:

    ho ascoltato la voce del Mastro mentre parlava e guardato il suo viso…ho visto che aveva un sorriso meraviglioso che mi ha trasmesso serenità… serenità che sto cercando di avere ormai da tempo….respirerò e respirerò ancora nel tempo, imparerò ad amarmi di più!
    grazie

  2. rocco ha detto:

    Prima volta che ascolto il maestro, o questo genere di argomenti. Ma mi è successo 14 anni fa di cominciare a volermi bene, o a pensare di volermi bene. Fumavo un pacchetto di sigarette al giorno da circa 28 anni, ogni giorno mi guardavo allo specchio e pensavo che solo io sono la persona che può amarsi veramente, volendomi bene non facendomi del male ogni giorno un pò. questo pensiero sempre più forte dentro, maturava giorno dopo giorno, fino al punto che una mattina forte di questo, ho deciso che avrei fumato l’ultima sigaretta dopo il caffè. Così fù, grazie al respiro cosapevole, che oggi so cosa vuol dire , ieri non ne avevo nemmeno idea. Molto interessante avere consapevolezza di cosa, e chi siamo. Cosa possiamo dare a noi stessi e agli altri, solo attraverso l’amore, un abbraccio , un sorriso vero, una parola detta al momento giusto, siamo utili a noi stessi ma sopratutto a chi sta a noi vicino.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: