Una giornata al corso di mindulness di Google

Corso di mindfulness Searh Inside Yourself a Google Google ha da tempo attivato un corso di mindfulness per i propri dipendenti, che consente loro di imparare le tecniche di meditazione e di consapevolezza per ridurre lo stress e gestire al meglio le relazioni con gli altri. Il corso, che si chiama “Search Inside Youself (“cerca dentro te stesso/a”), noto anche come SIY, è stato ideato da uno dei dirigenti storici dell’azienda, Chade Meng Tan , in collaborazione con Norman Fisher, insegnante zen proveniente dal San Francisco Zen Center.

Per avere un’idea di cosa succede nel corso di mindfulness “Search Inside Yourself” e come si trovano i partecipanti, vale la pena leggere la testimonianza di Mirabai Bush, che è stata una delle creatrici di SIY.

Un giorno, in una delle classi di SIY a Google, Mountain View, Meng chiede a ciascun partecipante di esprimere in due parole come si sente dopo la pratica di consapevolezza. Rich, di People Operations, dice “esperienza non giudicante”. Ahmed, uno scienziato, dice “molto relazionato”. Will, un reclutatore di avvocati, dice “hard disk deframmentato”. Avrebbe mai potuto il Buddha dire hard disk deframmentato? Penso di no. Unico!

Più tardi, mentre sto in fila per il pranzo, mi capita di ascoltare un giovane ingegnere che indossa una t-shirt nera col logo di Google: “Mi sentivo in colpa a venire qui, ma il mio capo ha detto ‘Dude, vai e basta’”. Un’altro, con la felpa grigia e le scarpe da corsa: “Beh, uno dei miei capi mi ha dato il ‘fuoco di copertura’. Ha detto che lui stesso ha fatto il SIY e lo ha realmente aiutato.” Mi è capitato di lavorare per l’esercito in passato, ma non avevo mai sentito dire “fuoco di copertura” in relazione alla meditazione. Una forma potente di azione compassionevole!

Nella sede di Google a New York (t-shirt, scooter, colori primari, sushi, ecc.), mi trovo in una sala riunioni, dove circa 30 Googlers entrano e si siedono, puntuali. Vengono dai reparti più disparati (Engineering, Product Management, People Operations, Finance, Sales and Communications): Bala, Anand, Ameesh, Doantam, Shibiao, Bruce, Jackie, Amanda, Anne, Brenda, John.

“Benvenuti al primo Search Inside Yourself di New York“, dice Philippe Goldin, di Standford. “Ho una formazione da neuroscienziato e spero di riuscire a spiegarvi perché cerchiamo dentro di noi così come al di fuori. Vi parlerò degli stati consapevoli della mente e dell’intelligenza emotiva. Per favore, spegnete i computer e i telefoni cellulari e siate semplicemente presenti.” Non appena Philippe parla del “sistema limbico della reazione emotiva” e della consapevolezza del corpo, sento che il mio collo si irrigidisce.

Parla anche di come la meditazione renda le persone meno reattive nei confronti delle distrazioni. Un po’ come rimanere “freddi” mentre si scrivono gli algoritmi del software. “Ciò che vogliamo è flessibilità psicologica nel prendere parte al passato, al presente e al futuro.” Definisce la neuroplasticità e uno studente chiede: “Ci sono differenze individuali nella capacità di essere plastici?”

Philippe ora ci guida ad assumere una “posizione di dignità“. “Sentite le ossa del bacino o il culo sulla sedia…” Dà un suggerimento scritto: “Quando mi sento compreso, io…”

“Fermatevi ora”, dice Philippe. “Lasciate andare. Notate. Osservate. Senza giudizio

Studente: “Quando mi sento compreso, sento come se fossi connesso a un universo più ampio. Oh sì, appartengo a questo luogo, sono qui per una ragione, c’è qualcuno che entra, un alleato. Mi sento meno solo”. Un altro studente, che indossa una maglietta BOOM HEADSHOT (da un popolare video YouTube, ndt): “Sono rimasto molto colpito dall’esercizio di respirazione. Pensavo che fossero passati più di tre minuti… Sentivo che avevo bisogno di una pausa.” Un altro: “La mia mente va così veloce. Quando scrivo al computer non riesco mai ad andare veloce quanto la mia mente”.

I corsi a Google sono così. Imparo sempre tanto e rido tanto. Per come la vedo io, la verità si rivela in modo unico in ciascun essere umano, che è meraviglioso, dato che siamo così tanti. E si manifesta anche attraverso certi gruppi o sottoculture in modi unici, da cui il resto di noi non ha che da imparare. Con l’espansione di SIY oltre Google, sempre più persone, da una più ampia gamma di provenienze, diverranno parte degli ex alunni SIY, condividendo i nostri contributi unici con tutti coloro che sono alla ricerca.

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[L’immagine è un fotogramma del filmato Search Inside Yourself – What to expect, che mostra testimonianze di partecipanti al corso SIY di due giorni]

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