Facebook può favorire l’apertura mentale

Facebook può favorire l’apertura mentale, anche se spesso può sembrarci che avvenga il contrario. Ce lo dice un testimone d’eccezione come Dan Zigmond, il quale è monaco zen e, al tempo stesso, direttore dell’Analytics a Facebook. Dipende tutto da come la usiamo, Facebook – come del resto succede per qualsiasi altro strumento – e dalla consapevolezza che sappiamo metterci.

In Facebook Dan si occupa del News Feed, ovvero dell’algoritmo che determina quali notizie vengono mostrate di volta in volta agli utenti del social network. È una grossa responsabilità, perché Facebook – sempre più mezzo primario per l’accesso all’informazione – esercita una forte influenza sui singoli individui e sulla società. In occasione delle ultime elezioni negli Stati Uniti, l’azienda di San Francisco era stata accusata di parzialità. In conseguenza di ciò, ha dovuto mettere in campo una serie di azioni contro la diffusione di fake news e informazione manipolata all’interno della propria rete. La mission di Facebook, ama ricordare Dan, è proprio quella di rendere il mondo più aperto e più connesso.

Zigmond è la voce più autorevole per consigliarci su come esercitare la consapevolezza quando stiamo sui social media. Personalmente trovo nelle sue parole conferma di quanto ho scritto più volte sia in questo sito sia nel libro “Zen in the City”. “Uno degli insegnamenti centrali del Buddha è quello che abbiamo bisogno di porre attenzione”, ci dice. “Dobbiamo mettere attenzione a ciò che facciamo online allo stesso modo di come avviene nel mondo reale”. Abbiamo dunque sintetizzato in 7 punti le indicazioni più utili che si possono ricavare da uno degli ultimi interventi di Dan Zigmond, l‘intervista che ha rilasciato per il sito Lion’s Roar.

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7 modi per aprire la propria mente grazie a Facebook

  1. Disinformazione: è sempre esistita, in tutte le epoche. Ora con internet e i social media diffondere e accedere all’informazione è molto più facile ed economico. È più facile sia diffondere la verità, sia le falsità. Dunque nell’era di Facebook è sempre più importante esercitare la consapevolezza in tutti i nostri tipi di relazione.
  2. Pluralismo: internet ce ne porta di più, rispetto al passato. “Il mondo è più connesso. Il mondo è più aperto. Penso che sia un’ottima cosa. Significa che vengono ascoltate più voci”, dice Dan. Su Facebook siamo esposti a idee di molte fonti diversi e molti lati diversi. Dobbiamo essere consapevoli di ciò che viene detto e di chi lo dice, perché contribuisce a formare le nostre opinioni. Dobbiamo coltivare una mente che è al tempo stesso aperta agli altri punti di vista e critica rispetto ad essi.
  3. Apertura mentale: Facebook può favorirla. “Ho amici con le idee più diverse, di diversa appartenenza religiosa e culturale e in Paesi diversi. Così ho l’opportunità di essere a contatto con punti di vista diversi e rimanere aperto ad essi. Cerco di rimanere amico con persone che dicono regolarmente cose con le quali sono in disaccordo”. “Incoraggio le persone a non togliere l’amicizia a causa di idee diverse. Rimanete connessi e mantenete il dialogo aperto. Cliccate sui link che vengono condivisi e andate a vedere cosa viene discusso, partecipate. I punti di vista diversi si trovano alla distanza massima di uno o due click. Ma ciò richiede comunque un minimo sforzo di andarseli a cercare. Spero che la gente lo faccia”.
  4. Responsabilità: Facebook è una piattaforma per tutte le idee. “Il grande potere dei social media è che ciascuno di noi può creare il proprio flusso d’informazione sulla base di chi ha scelto, sia come persone con cui connettersi, sia come fonti. Sta a te stabilire ciò che vuoi vedere. Questo meccanismo facilita molto la circolazione di idee, ma ci dà anche una responsabilità: quella di creare in modo consapevole la nostra rete sociale”.
  5. Confronto: “A tutti ci fa piacere quando ci si dà ragione e dispiacere quando ci si dà torto. È normale. L’importante è esserne consapevoli e notare qual è la nostra reazione in questi casi”. “Il concetto buddhista di ‘retta parola’ è molto utile per sapere come comportarci online. Nel decidere se è giusto dire una certa cosa, il criterio da seguire è dunque se essa è vera, se è necessaria e se è gentile. Se online ce lo ricordiamo, possiamo godere di una comunicazione vera e autentica. Al contrario, i problemi nascono quando anche uno solo dei tre attributi è assente. Capita di scrivere cose che non si direbbero a voce, figurarselo può aiutare a essere più consapevoli. Quando ci si accorge che una conversazione sta prendendo una piega dannosa, è il momento di fare un passo indietro, per tornare ai principi della comunicazione consapevole. A volte può essere facile scivolare in scambi di battute poco gentili, e allora quando scrivo, cerco di immaginarmi di avere quell’interlocutore di fronte e parlargli direttamente di persona”.
  6. Interconnessione: è molto interessante la stretta relazione che Dan Zigmond vede tra Facebook e il buddhismo. “Per il buddhismo, siamo tutti strettamente interconnessi, ma viviamo nell’illusione di un sé indipendente e separato dagli altri. È connettendoci con gli altri che possiamo recidere questa illusione: più lo facciamo, più capiamo che gli altri sono parte di noi e noi siamo parte di loro. La missione di Facebook è proprio quella di connettere le persone. Mettendo in connessione il mondo, le piattaforme come Facebook ci aiutano a prendere coscienza delle connessioni che già esistono tra di noi. Il mio lavoro a Facebook è un po’ questo. Aiuto le persone a manifestare questo senso di connessione che è così facile perdere e che è la radice di buona parte della nostra sofferenza. Connettendosi con gli altri possiamo prendere parte ai loro problemi e ai loro trionfi e aprirci veramente a questa profonda interconnessione”.
  7. Comunità: i social network facilitano la creazione di comunità, che a differenza del passato non hanno bisogno di basarsi sulla prossimità fisica. Le tecnologie hanno di positivo che facilitano la connessione tra le persone. Anche per le comunità buddhiste i social network possono essere importanti nel mantenere in contatto le persone. Tutti hanno una vita piena di impegni e così chi è interessato ad esempio al San Francisco Zen Center può sapere le attività che vi si svolgono e seguire gli streaming web, senza perdere il contatto.

Alla ricerca della via di mezzo

La chiave del futuro, secondo Dan Zigmond, è trovare un bilanciamento tra l’adozione di nuove strade per realizzare la condizione umana e il mantenere la memoria della saggezza antica. Le verità fondamentali della nostra esistenza non cambiano con le tecnologie. Anche in questo caso va trovata una via di mezzo: utilizzare tutto il buono che le app ci possono dare, senza però pensare che le tecnologie siano la panacea di tutti i problemi.

Si questo tema, in ogni caso, si parlerà in modo approfondito nel mio prossimo libro “Digital Mindfulness“, di uscita imminente.

Per approfondire:

facebook

apertura

responsabilità

informazione

interdipendenza

via di mezzo

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[La foto è di Michael Newhall]

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3 Risposte

  1. olaf ha detto:

    interessante. relativamente al tema mi permetto di consigliare la lettura del bel romanzo di Dave Eggers “il cerchio”

  2. paolapavese ha detto:

    E’ veramente deprimente leggere le stupidaggini di qualcuno che o mente o è completamtne cieco. Avere un determinato incarico su Facebook e non accorgersi del funzionamento di quella piataforma, è alquanto imbarazzante.

  3. Olaf ha detto:

    Leggere anche “la merce sei tu”. Articolo su Internazionale del 15 settembre…

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