Facebook: scegliere chi consumare

Bill Keaggy (St. Louis, Missouri, USA), Jenny Cimino's Facebook friends as drawn on Post-Its.

Facebook e gli altri social media ci pongono di fronte a un problema inedito: invece di scegliere cosa consumare, siamo costantemente  in preda a scelte compiute da altri. Minuto dopo minuto i nostri “amici” scelgono quali testi, immagini e video consumeremo e in questo modo rinunciamo ad una delle scelte più importanti per la nostra vita.

Per tutto il tempo che siamo di fronte a uno schermo, dobbiamo renderci conto che stiamo consumando materiali importantissimi per la nostra vita. Ogni cosa che consumiamo entra a far parte del nostro vissuto e così contribuisce a dare forma a chi siamo come persone.

Ciascuno di noi è guidato, nei propri comportamenti, da elementi che sfuggono al proprio controllo, visto che appartengono al passato: il patrimonio genetico che abbiamo ereditato, l’ambiente sociale e culturale nel quale siamo vissuti, la famiglia nella quale siamo cresciuti, tutte le cose che ci hanno insegnato, sin da piccoli, i vari maestri e professori. A tutto questo si aggiunge ciò che abbiamo consumato sia con il corpo (cibo, bevande, attività fisica, ambiente naturale), sia con la mente (libri, riviste, film, TV, conversazioni, videogiochi, siti internet). Ciò che consumiamo oggi contribuirà a determinare chi saremo in futuro.

Internet ci consente la massima scelta su cosa consumare. Una quantità immensa di contenuti sono a nostra a disposizione, pronti per essere scelti. La rete è per definizione il mezzo dell’utente attivo, del consumatore con il massimo del potere. Questo potere è una grande responsabilità, per ciascuno di noi, perché ci dà un’effettiva libertà di scelta, che dobbiamo saper gestire.

La risposta è, ancora una volta, la consapevolezza, come quando abbiamo parlato della scelta di non pubblicare online le foto dei propri figli. Esercitando la consapevolezza dei pensieri e delle sensazioni, può riuscirci più facile, col passare del tempo, capire quali effetti abbiano sulla nostra mente i contenuti che consumiamo attraverso i diversi schermi dei nostri dispositivi.

Ma nei social media – come Facebook, Twitter e Pinterest – il controllo della nostra esperienza su ciò che consumiamo è ai minimi. Possiamo sì commentare o dare il nostro voto cliccando sul “mi piace”, ma non scegliere il contenuto dello schermo.

Come fare

Per rispondere al problema abbiamo due alternative:

  • ritirarci in uno spazio dove possiamo avere un maggiore controllo su ciò che consumiamo, cioè abbandonare i social network;
  • scegliere accuratamente le nostre fonti,  sfruttando tutte le opzioni che i social network ci mettono a disposizione, come ad esempio nascondere gli aggiornamenti di stato di persone troppo invadenti o che pubblicano materiali che giudichiamo poco nutrienti.

Raffinando la consapevolezza, tramite la pratica costante, possiamo capire sempre di più quale effetto abbiano su di noi i vari contenuti che passano sullo schermo. Fermandoci un attimo, – grazie anche a semplici tecniche come la pratica dei tre respiri – possiamo vedere con maggiore chiarezza cosa succede, mettendoci in ascolto non solo delle sensazioni che emergono nella mente, ma anche di quel che accade nel corpo, il nostro migliore alleato per conoscere il nostro rapporto con il mondo. 

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[La foto è di Bill Keaggy, St. Louis, Missouri, USA]

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