Come godere della propria impotenza

Dobbiamo imparare a osservare la nostra impotenza. E non parlo tanto di impotenza maschile, un tema molto ricercato in internet. Pure quella  è una delle forme in cui si manifesta l’impotenza che caratterizza tutta la nostra vita. Se impariamo prima a riconoscere, poi a fare pace con la nostra impotenza, facciamo pace con noi stessi, con gli altri e col mondo intero.

Quello che dobbiamo imparare a osservare è il fatto che la stragrande maggioranza di ciò che succede non dipende da noi. Ma soprattutto, che non abbiamo alcun controllo su gran parte dei fenomeni che riguardano noi stessi, ovvero il nostro corpo, le nostre emozioni, i nostri pensieri. Questo ha anche come importantissima conseguenza che, in questo modo, impariamo anche a sentirci meno in colpa per quello che facciamo e soprattutto per come siamo. Se sappiamo osservare la nostra impotenza, non ci capiterà più di sentirci inadeguati, persone sbagliate o quanto meno inferiori a qualcuno o non all’altezza di certe aspettative.

Osservare la propria impotenza, come fare

Per imparare a osservare la propria impotenza, è necessario praticare la meditazione. Ma non c’è bisogno di essere esperti. Anche se non hai mai meditato in vita tua, per cominciare a imparare a osservare la tua impotenza ti bastano 10 minuti.

Ecco come devi fare, se ti interessa osservare la tua strutturale, innata, irriducibile impotenza, rispetto alla gran parte dei fenomeni che ti riguardano.

  1. Siediti in una posizione comoda e rilassante, ma che ti permetta di rimanere vigile per tutta la durata della pratica.
  2. Decidi quanto tempo vuoi stanziare e metti un timer, così quel tempo che hai te lo puoi godere tutto.
  3. Chiudi gli occhi, in modo che tu possa concentrarti meglio sull’osservazione di determinati fenomeni.
  4. Comincia con l’osservare il respiro: l’aria che entra nel tuo corpo e poi l’aria che esce. Osserva il respiro senza volerlo modificare. Presto noterai che il respiro è qualcosa che si fa da solo. Puoi comandarlo per un po’ – questo sì – ma solo per un po’. Per il resto, il respiro va avanti da solo, mentre tu pensi ad altre cose e ti occupi delle tue faccende. Apprezza questo lavoro che fa il respiro: ti permette di vivere e lo fa incessantemente, senza che tu debba fare il minimo sforzo. È un fenomeno che in larga parte tu non controlli. Però se vuoi, puoi godertelo, se ogni tanto ci fai caso.
  5. Passa ora in rassegna il tuo corpo. Concentrati sui capelli, poi sugli occhi, poi sulla pelle, poi sulla muscolatura. Passa in rassegna tutto il corpo e contemplane l’impermanenza. Il corpo cambia giorno dopo giorno e inesorabilmente invecchia, senza che tu possa farci nulla. Ma questa è solo la base dei processi che interessano il corpo, perché spesso gli capita di provare disagio o dolore e qualche volta di ammalarsi. Anche la malattia è qualcosa che molto difficilmente puoi evitare, che ti piaccia o no.
  6. Concentrati sul cuore che batte. Il cuore è nell’area del corpo dove è più facile percepire le tue emozioni, come la gioia e la paura, il desiderio e l’ansia. Le emozioni si manifestano senza che lo desideriamo, e le eccezioni sono ben poche. Ecco un’altra importante parte della tua persona sulla quale non hai il controllo.
  7. Se ci riesci, specialmente se hai un po’ d’esperienza in meditazione, puoi osservare l’insorgere di pensieri, mentre stai cercando di concentrarti su qualcos’altro. I pensieri vengono da soli, senza che nessuno li chiami e senza che lo desideriamo. Se provi a non pensare a nulla per 5 o 10 minuti, o anche solo per un minuto, vedrai che ogni tanto un pensiero ti ci scappa, perché anche loro non riusciamo a controllarli Sapresti dire quale sarà il tuo prossimo pensiero? No, perché i pensieri fanno tutto da soli, senza che noi lo vogliamo.

Questo è tutto. Vedrai che questa scoperta – la scoperta che non hai il controllo su quasi niente di ciò che ti riguarda da vicino – non è sgradevole. Anzi. Se hai seguito le indicazioni sin qui, vuol dire che sei una persona aperta, pronta a mettersi in discussione.

In una realtà nella quale tutto è impermanente, è assurda l’idea di voler mantenere il controllo su tutto. È come se, immersi in un torrente, volessimo riscaldare l’acqua che ci circonda.

Sapere che siamo impotenti di fronte a quasi tutto è bellissimo, perché ci permette di lasciare andare, di non attaccarci troppo all’idea fissa che abbiamo di no stessi, alle aspettative su quello che dovremmo fare o dovremmo essere.

Ah, che liberazione!

Per approfondire:

lasciare andare

impermanenza

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

Inserisci il tuo indirizzo per ricevere notifiche alla pubblicazione di nuovi contenuti:


Ora condividi la tua esperienza lasciando un commento, gli altri lettori ne saranno felici!

Cerca prodotti bio:

[La foto è di Wan Fuad, Malesia]

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: