Istruzioni per fare amicizia con sé stessi

carolina traverso mente calma cuore apertoFare amicizia con sé stessi è una delle imprese più ardue nelle quali cimentarsi, perché questa persona che ci è così vicina è quella su cui più di ogni altra esercitiamo il nostro giudizio. Un giudizio quasi sempre severo, forse perché dovendo essere per forza sinceri, con noi stessi, va a finire che non ci perdoniamo nulla. E al giorno d’oggi, essendo chiamati in causa di continuo, nel moltiplicarsi dei contesti sociali reali e virtuali, vorremmo essere sempre perfetti, dimenticando che questo è impossibile. Gli altri sono sempre lì a ricordarcelo, in qualche modo, esibendo i propri aspetti più gratificanti e nascondendo le proprie debolezze.

Sentirsi inadeguati, ritenere di non essere all’altezza nelle varie situazioni della vita. Trovarsi a disagio con sé stessi. A chi non capita? Per fortuna quest’anno è uscito un libro che risponde a questa esigenza non solo in modo efficace, ma con una grazia rara. “Mente calma cuore aperto” di Carolina Traverso è un manuale che si propone come antidoto antistress per fare pace con i propri pensieri con l’aiuto della mindfulness, ma è anche qualcosa di più. È un metodo pratico per fare amicizia con sé stessi, guidati per mano da una psicoterapeuta che ne ha viste troppe per rimanere indifferente di fronte al disagio del mondo contemporaneo.

Quello della mindfulness è un approccio di cui abbiamo parlato tante volte, in questo blog. Ideata dallo scienziato americano Jon Kabat-Zinn, la mindfulness è una pratica che fa ricorso alla meditazione per aiutare a guardare dentro sé stessi senza giudicarsi, in modo da essere in grado di individuare, con la massima chiarezza che ci è possibile, ciò che ci fa soffrire e ciò che invece ci fa stare bene.

Mente Calma Cuore Aperto
Mindfulness: un potente kit per far pace con i tuoi pensieri. Prefazione di Enzo Soresi

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 17

Kabat-Zinn ha imparato la meditazione dai maestri buddhisti e zen, ma per renderla accettabile a tutti, ha avuto la grande intuizione di presentarla senza alcuna connotazione culturale o filosofica. Evitando di nominare il Buddha, ha ulteriormente laicizzato il già laico buddhismo. Inoltre ha avuto l’idea di portare la meditazione negli ospedali, dove tra i malati di dolori cronici c’è una sofferenza tangibile e acclarata e dunque dove è già presente una naturale riconoscimento della sofferenza e della necessità di superarla con l’aiuto di terapie. Dall’ambito ospedaliero statunitense, la mindfulness si è diffusa in tutto il mondo e in tanti contesti diversi, quale reinterpretazione occidentale delle millenarie tradizioni orientali.

Carolina Traverso è andata direttamente in America da Kabat-Zinn, traendone linfa vitale per la sua professione di psicoterapeuta e stabilendo una sorta di missione laica in uno dei contesti italiani dove lo stress trova uno dei più fertili terreni di coltura: la frenetica e modaiola Milano, una città nella quale non è concesso di sentirsi inadeguati.

La città è piena di vita, ma anche di dolore. Lei decide di affrontare questo dolore nel modo più lieve che le è possibile, come l’amica che sa ascoltarti e che parla il tuo stesso linguaggio, per ridurre al minimo le distanze e rendere la strada della mindfulness veramente accessibile a tutti.

La meditazione è una pratica che richiede costanza e disciplina. L’autrice di “Mente calma cuore aperto” lo sa, perché ha studiato tutti i maestri, buddhisti e non, che sono anche la linfa vitale di Zen in the City: Ezra Bayda, Charlotte Joko Beck, Pema Chodron, Jon Kabat-Zinn, Jack Kornfield, Thich Nhat Hanh, Sharon Salzberg. Ma non ti parla mai di disciplina, come farebbe magari un insegnante di arti marziali che vuole insegnarti la meditazione. Non ce la fai a meditare per 30 minuti di fila? Prova con 20. Neanche così? Fallo solo per 10 minuti, o per 5. Ti senti a disagio per terra sul cuscino? Usa la sedia. Non forzare, sii gentile con te stesso/a. Riservati la stessa gentilezza che dedicheresti a una persona amica, proprio come fa con te Carolina Traverso, che non usa il linguaggio degli iniziati, ma ti parla come parleresti tu stessa la sera seduta con le amiche davanti a una birra. Tra gente che deve ogni giorno misurarsi con una società che ti dice che chi si ferma è perduto, anche se non è vero. Puoi fermarti davvero, e per il tempo che vuoi. Non c’è nessuna gara da vincere. L’importante è prima di tutto volersi bene.

A volte, praticando scoprirai di avere pensieri che consideri «bassi» (Chissà quanti like avrà ricevuto quel mio post su Facebook) o inaccettabili (Credevo di essere una persona perbene e guarda quanto sono invidioso del mio amico), o di continuare a tornare con la mente a una situazione o a una persona cui proprio non vorresti dedicare la tua attenzione (Chissà cosa intendeva davvero dire con quell’SMS).

Nota quando cadi nella trappola di giudicare i tuoi pensieri come buoni o cattivi, giusti o sbagliati e, se ti accorgi di averlo fatto, ricorda che anche i giudizi sono soltanto pensieri. Lasciali andare.

I pensieri, di qualunque natura siano, non sono qualcosa da scacciare o addirittura da estirpare, come se fossero un peccato capitale o una malattia terribile. Sederci e dire alla nostra mente: Ok, ora vedi di tacere! non è meditazione, ma vivere con una pistola puntata addosso. Difficilmente potremo rilassarci, figuriamoci trovare un po’ di pace.

Per favore, molla la presa sull’arma dell’autoaggressione e lasciala gentilmente ma fermamente andare. Per meditare non devi né bloccare il flusso dei pensieri, né importi di pensare soltanto ad alcune cose o solo in un determinato modo. Lo sforzo di manipolare i pensieri, respingerli o trasformarli in qualcosa di accettabile secondo il nostro punto di vista non è meditazione ma un atto di violenza che infliggiamo a noi stessi, che non ci meritiamo e non è utile perché ci danneggia, guastando indirettamente anche la nostra relazione con gli altri.

Le nostre aspettative su chi dobbiamo essere o su quello che deve succedere non sono il punto centrale della pratica. Il nodo focale è incontrare noi stessi. Concediti di essere la persona fantastica, confusa, contradditoria, un po’ folle e complessa che sei, senza cercare di cambiare nulla di tutto ciò, e inizia a fare amicizia con la tua mente. É il fondamento di tutto.

Siediti e respira, incontrandoti con coraggio e con amore. Se vuoi trasformare te stesso e il mondo intorno a te, non c’è nulla di più potente.

Da: Carolina Traverso, “Mente calma cuore aperto“, Sperling & Kuppfer, 2016.

Per approfondire:

mindfulness

gentilezza

Milano

Jon Kabat-Zinn

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