Ajahn Chah – Come meditare lasciando andare

Durante la meditazione non è necessario porgere attenzione a nulla che sorga nella mente. Ogni qualvolta la mente è influenzata da pensieri o stati d’animo, ovunque ci sia una sensazione o una impressione nella mente, semplicemente lasciate andare. Non ha importanza che questi pensieri siano buoni o cattivi, non è necessario fare nulla con loro, lasciate solo che passino via e ritornate con la vostra attenzione al respiro. Mantenete la consapevolezza del respiro che entra e esce in modo rilassato. Non preoccupatevi che il respiro sia né troppo lungo né troppo corto. Semplicemente osservatelo senza tentare di controllarlo o trattenerlo in qualche maniera. In altre parole: non attaccatevi a niente. Permettete al respiro di procedere così com’è e la mente si calmerà. Continuando, la mente andrà gradualmente a posare i vari fenomeni, acquietandosi, e il respiro diverrà sempre più leggero, sino a diventare talmente lieve da sembrare di non esserci più. Sia il corpo che la mente si sentiranno leggeri e energizzati. Tutto ciò che rimarrà sarà una conoscenza singola. Si potrà dire che la mente sia cambiata ed abbia raggiunto uno stato di calma.

Se la mente è agitata, ristabilite la presenza mentale e ispirate profondamente no a quando non ci sia più spazio per immagazzinare altra aria nei vostri polmoni, quindi rilasciatela no al suo completo esaurimento. Fate seguire un’altra simile ispirazione e rilasciate nuovamente l’aria. Fatelo per due o tre volte, poi ristabilite la concentrazione. La mente dovrebbe essere più calma. Se altre impressioni sensoriali dovessero causare agitazione nella mente, ripetete il processo quando sia necessario. Fate lo stesso durante la meditazione camminata: se camminando la mente diviene agitata, fermatevi, calmate la mente, ristabilite la consapevolezza dell’oggetto di meditazione e poi riprendete la camminata. La meditazione seduta o camminata sono essenzialmente la stessa cosa, differiscono solo nelle condizioni della postura sica.

A volte possono sorgere dubbi, pertanto dovete avere consapevolezza, “essere colui che conosce”, seguendo ed esaminando continuamente la mente agitata in qualsiasi forma essa si presenti. Questo è ciò che si intende con avere presenza mentale. La presenza mentale presta attenzione e si prende cura della mente. Dovete mantenere questa conoscenza a prescindere dallo stato assunto dalla mente, e non essere incuranti o vagare altrove.

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Il trucco consiste nell’avere consapevolezza per sovraintendere la mente. Quando la mente si unisce alla presenza mentale, emerge un nuovo tipo di consapevolezza. Una mente che ha sviluppato la calma è tenuta sotto controllo dalla quella stessa calma, proprio come una gallina in un pollaio. La gallina non è in grado di uscire dal pollaio, ma può ancora muoversi, girandoci dentro. Non importa se va di qua o di là, perché è pur sempre nel pollaio. Analogamente la consapevolezza che sorge quando la mente è calma ed ha presenza mentale, non causa problematiche. Nessun pensiero o sensazione che possano presentarsi alla mente calma, possono causarle disturbo ne tanto meno danno.

Ci sono persone che non vogliono provare alcun pensiero o sensazione, ma questo non è corretto. Nello stato di calma sorgono sensazioni. La mente, pur non essendone disturbata, sperimenta sensazioni e contemporaneamente la calma. Quando c’è una calma come questa non ci sono conseguenze dannose. I problemi sorgono quando la gallina esce dal pollaio. Per esempio: potreste star osservando il respiro che entra ed esce per poi dimenticarvi di voi stessi, permettendo alla mente di allontanarsi dal respiro, e ritrovarvi a casa vostra, a far compere o in altri mille posti. Anche una mezz’oretta potrebbe passare prima che, improvvisamente, realizzate che si supponeva di star praticando la meditazione, e allora vi direte: “Ma cosa sto facendo?”. È qui che dovete essere veramente attenti, perché è qui dove “la gallina è uscita dal pollaio” – dove la mente ha abbandonato la sua base di calma.

Dovete prendervi cura di mantenere la consapevolezza con presenza mentale e riportare la mente indietro. Sebbene dica riportare indietro la mente, in effetti la mente non va da nessuna parte. Ciò che è cambiato e solo l’oggetto della consapevolezza. Dovete far restare la mente proprio nel “qui ed ora”. Fin quando c’è presenza mentale ci sarà coscienza della mente. Sembra che si riporti indietro la mente, ma in realtà essa non è andata altrove, è semplicemente cambiata un poco. Sembrerebbe che la mente vaghi di qua e di là, però il cambiamento avviene esattamente nello stesso posto. Quindi, quando la presenza mentale è ristabilita, essa ritorna in un lampo, seppur in realtà non venga da qualche altra parte. È necessario comprendere che è proprio qui.

Da: Ajahn Chah, “Istruzioni sulla meditazione”, Aruno Publications, 2013.

Per approfondire:

come meditare

lasciare andare

consapevolezza del respiro

letture di Ajahn Chah

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