Alan Watts – Così l’ansia vanifica il piacere sessuale

Si potrebbe pensare che l’esempio più lampante della bestialità e animalità dell’uomo civilizzato sia la sua passione per il sesso, ma in realtà in essa non c’è quasi niente di bestiale o animale. Gli animali hanno rapporti sessuali quando si sentono di averli, il che avviene di solito secondo una specie di costante ritmica. Negli intervalli il sesso non li interessa. Ma fra tutti i piaceri il sesso è quello che l’uomo insegue in forma più ansiosa. Che questa brama sia cerebrale piuttosto che corporea lo dimostra il fatto comune dell’impotenza del maschio quando giunge a compiere l’atto, perché la sua mente persegue ciò che i suoi geni in quel momento non desiderano. Questo gli dà un disperato turbamento, perché egli semplicemente non riesce a capire il fatto di non volere la grande squisitezza del sesso una volta che la si abbia a disposizione. L’ha agognata senza interruzione per ore e giorni, ma quando la realtà si presenta il suo corpo non vuol cooperare.

Cosi come mangia ‘più con gli occhi che con lo stomaco’, nell’amore giudica la donna secondo standard in larga misura visivi e cerebrali piuttosto che sessuali e viscerali. È attratto dall’aspetto esteriore della propria partner, dalla membrana cutanea più che dal corpo vero. Vuole qualcosa con una struttura ossea come quella di un adolescente che dovrebbe reggere le curve esterne e le dolci ondulazioni della femminilità — non una donna, ma un sogno di gomma gonfiata. Tuttavia la funzione del sesso resta di per sé talmente radicata nell’ambito del ‘sapere istintivo’ che si può far poco per accrescerne il già intenso piacere, per renderlo più dissoluto, più estroso e più frequente. Lo si può sfruttare solo con la fantasia cerebrale, ammantandolo di civetterie e suggestioni di vaghe delizie a venire, come se bastasse sempre qualche alterazione superficiale per aumentare l’estasi dell’amplesso.

Da: Alan W. Watts, La saggezza del dubbio. Messaggio per l’età dell’angoscia, Mondadori, 1996

Per approfondire:

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Come può vivere l'uomo in un mondo del quale non può mai essere sicuro, quando gli venga a mancare anche la consolazione della fede religiosa? Watts mostra che questo problema contiene in sé la sua stessa soluzione: la somma felicità, la suprema intuizione e certezza spirituale vanno cercate proprio nella consapevolezza che impermanenza e insicurezza sono ineluttabili e inseparabili dalla vita
Pubblicato da: Astrolabio Ubaldini
ISBN: 978-8834006764
Disponibile in: Versione economica

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[La foto è di Kant Prhomraksa]

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