Charlotte Joko Beck – Come imparare a non sfuggire la realtà

Nello Zen ci viene richiesta una cosa difficile: l’attenzione a questo preciso momento, alla totalità di ciò che accade ora. Il motivo per cui non vogliamo fare attenzione è che non sempre ciò che accade è piacevole. Non ci va.

Abbiamo una mente in grado di pensare. Le cose spiacevoli sono impresse nella memoria. Facciamo sogni sul futuro, sulle cose piacevoli che avremo e che faremo. Tutto ciò che accade nel presente lo passiamo a questo filtro: “Non mi piace. Non voglio sentirlo. Preferisco dimenticarlo e sognare quanto accadrà di bello”. È un lavoro continuo: la mente gira, gira, gira nel costante tentativo di creare una vita piacevole, di farci sentire al sicuro e felici.

Facendo così non vediamo il qui-e-ora, questo preciso momento. Non lo vediamo perché siamo impegnati a filtrare. Ma ciò che accade è molto diverso da ciò che pensiamo. Chiedete a dieci persone di riassumervi questo libro, e avrete dieci distinte versioni. Si rimuovono i passi che non ci piacciono e si isolano quelli che ci gratificano. Delle parole dell’insegnante di Zen, sentiamo solo quello che vogliamo sentire. Essere aperti significa ascoltare tutto, non solo qualcosa. L’insegnante non è li solo per essere carino con voi.

Ciò che dobbiamo sviluppare è la capacità di stare intensamente nel qui-e-oraIl cardine dello zazen (meditazione seduta) è questo: ritornare costantemente dal lavorio mentale al qui-e-ora. La pratica è questa. Ciò che dobbiamo sviluppare è la capacità di stare intensamente nel qui-e-ora. Dobbiamo sviluppare la capacità di decidere, di fare questa scelta: “Questa volta non me la filerò”. La pratica è una scelta ogni volta rinnovata, un bivio che ci si apre continuamente davanti. Momento per momento siamo chiamati a decidere tra il mondo meraviglioso dentro la nostra testa e la realtà. E la realtà, in una sesshin (ritiro), è molto spesso stanchezza, noia e male alle gambe. Ciò che impariamo dal sedere tranquillamente con il disagio è così prezioso che, se non ci fosse, dovremmo inventarlo. Se avete dolore non potete filarvela. Il dolore vi costringe a stare con lui. Non ci sono altri posti in cui andare. Questo è il valore del disagio.

La pratica dello Zen mira a farci vivere con più agio. Vivere con agio significa imparare a non passare la vita a sognare, ma stare con ciò che è qui-e-ora, qualunque cosa sia. Buono, cattivo, bello, brutto, mal di testa, malattia o felicità non fa differenza.

Da: Charlotte Joko Beck, “Zen quotidiano“, Astrolabio Ubaldini, 1991.

Per approfondire:

momento presente

disagio

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Uno dei capolavori dello zen americano, nel quale questa insegnante, che sa unire la tradizione secolare dell'Oriente con la psicologia contemporanea, ci spiega come la liberazione si possa ottenere proprio nella vita ordinaria di tutti i giorni.
Pubblicato da: Astrolabio Ubaldini
ISBN: 978-8834010358
Disponibile in: Versione economica


[La foto è di Magdalena Roeseler, Svizzera]
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