Dalai Lama – Come non perdere la speranza in nessuna occasione

Maria Teresa Ambrosi, spring hopes

Soffermati a riflettere più che puoi. Se lo fai, ti accorgerai che il nostro normale stile di vita è quasi del tutto insensato. Non scoraggiarti per questo. Sarebbe stupido rinunciare proprio ora. Se la speranza ti ha del tutto abbandonato, dovrai compiere un grande sforzo. Siamo così abituati a stati mentali erronei che è difficile cambiare con una pratica di breve durata. Una goccia di sostanza dolce non è in grado di cambiare un gusto fortemente amaro. Tuttavia, nonostante i fallimenti, dobbiamo insistere.

Nei momenti difficili, l’atteggiamento migliore consiste nel cercare di mantenersi il più possibile onesti e sinceri. Se invece reagiamo con durezza o egoisticamente, non facciamo che peggiorare le cose. Ciò è particolarmente evidente in situazioni familiari dolorose. Bisogna rendersi conto che le difficoltà in cui ci troviamo sono dovute ad azioni incontrollate compiute in passato, per cui, quando si attraversa un periodo difficile, è necessario fare il possibile per evitare comportamenti che in seguito potranno appesantire il nostro fardello.

È importante ridurre gli stati incontrollati della mente, ma ancora di più affrontare le avversità con un atteggiamento positivo. Ricorda che far fronte ai problemi con ottimismo e speranza permette di evitare l’insorgere di problemi ancor più gravi. Immagina inoltre che in questo modo puoi alleviare il peso di tutti coloro che sono afflitti da problemi simili. Tale pratica -immaginare che, accettando il dolore, si riduce il karma negativo di tutti coloro che sono destinati a provare un dolore simile – è estremamente utile. A volte, quando sono malato, mi dedico alla pratica di farmi carico delle sofferenze di altri offrendo loro il mio potenziale di felicità; ciò fornisce alla mente una buona dose di sollievo.

Tutti i giorni di prima mattina, e ogni volta che trovo il tempo, mi dedico a questa pratica in termini generali prendendo in considerazione tutti gli esseri viventi. Mi concentro tuttavia su alcuni individui in particolare, come capi e funzionari cinesi alle prese con la decisione se torturare o uccidere cittadini tibetani. Li visualizzo e trasferisco su di me la loro ignoranza, i loro pregiudizi, il loro odio e il loro orgoglio. Sento che, grazie all’addestramento da me seguito, i loro atteggiamenti negativi non avrebbero alcun influsso sul mio comportamento né riuscirebbero a trasformarmi in una persona negativa. Assumere su di me le loro negatività non è dunque difficile e serve a ridurre i loro problemi. Mi dedico a questa pratica con tale convinzione che se nel corso della giornata vengo a sapere di atrocità da loro commesse, sebbene provi in parte irritazione e rabbia, la mia mente nella sua totalità è ancora sotto l’influsso della pratica mattutina; l’intensità dell’odio si riduce al punto da perdere ogni fondamento.

Non so se questa meditazione aiuti o meno quei funzionari, comunque a me dà la pace mentale. Riesco così a essere più efficiente; il beneficio che ne traggo è immenso.

Non bisogna perdere la speranza in nessuna occasione. La disperazione porta sempre al fallimento. Ricordati che qualsiasi problema è superabile. Mantieni la calma anche quando intorno a te non vedi che confusione e complicazioni; se la tua mente è in pace, l’ambiente esterno avrà un influsso minimo su di te. Se invece la tua mente lascia spazio alla rabbia, la serenità ti sfuggirà anche quando il mondo è in pace e piacevole.

Da: Tenzin Gyatso (Dalai Lama), “La strada che porta al vero. Come praticare la saggezza nella vita quotidiana“, Oscar Mondadori, 2009.

Per approfondire:

problemi

speranza

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mente quieta

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[La foto è di Maria Teresa Ambrosi, Italia]
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