Jack Kornfield – Come decidere se stare bene o stare male

Saskia Jansen, Jump for Joy

Lama Yeshe diceva: « Per diventare lo psicologo di te stesso non devi studiare chissà quale grande filosofia: ti basta esaminare la tua mente ogni giorno. In fondo esamini già tutti i giorni le cose materiali, controlli ogni mattina se hai cibo in frigorifero. Perché non controllare lo stato della tua stessa mente? Investigare sulla propria mente è molto più importante! »

Quando impariamo a essere consapevoli dei nostri stati mentali cominciamo anche a vedere quanto siano abituali e condizionati. Le moderne neuroscienze ci dicono che le nostre reazioni del passato sono incise nelle sinapsi che mandano messaggi da un neurone all’altro, il che rende più probabile che continuino a mandare lo stesso messaggio in futuro. Facendo attenzione, riconosciamo quanto spesso all’esperienza del momento segua immediatamente una reazione. Può essere scioccante renderci conto di quanto siano impersonali e dettate dall’abitudine le nostre reazioni. Poi ci rendiamo conto, gradualmente, che la presenza mentale ci consente di scegliere una risposta più salutare.

Uno studente di meditazione, Jeremy, mi parlò delle difficoltà che provava incontrando un suo ex amico, Zach, che l’aveva tradito in un affare. In precedenza, ogni volta che Jeremy incontrava Zach, vederlo aveva sempre suscitato in lui affetto, eccitazione e felicità; ora vedere Zach gli faceva nascere dentro le qualità mentali della rabbia, della tristezza, della preoccupazione e dell’infelicità.

Nell’incontro del passato e in quello del presente l’esperienza sensoriale di incontrare Zach è la stessa; la differenza determinante è data dalle diverse qualità mentali che sorgono in relazione all’esperienza stessa. Jeremy abitava vicino a Zach, dunque lo incontrava regolarmente. I due avevano cercato di parlarsi, avevano tentato anche di mediare, ma Jeremy continuava a provare sentimenti di rabbia e di rancore: alla vista di Zach seguiva una reazione automatica, condizionata dal tradimento. Ogni volta che se ne ricordava, Jeremy si sentiva il corpo e la mente contratti dal dolore.

All’incontro successivo, invece di rimettere in scena per la cinquecentesima volta tutta la storia del grande torto che aveva subito, Jeremy fece una pausa. Provando il dolore, andò a indagare più a fondo. Sì, c’era una ferita; ma aveva già fatto quello che era necessario per prevenire ulteriori perdite. Respirando con delicatezza riusciva a notare che non era insorto nessun problema nuovo, che i suoi stati mentali erano il risultato dei conflitti passati. Respirò di nuovo e permise alla rabbia e all’agitazione di esserci, circondate di presenza mentale, senza alimentarle; cominciarono a ridursi, per lasciar posto a un tranquillo sollievo. Quando incontrò l’ex amico, Jeremy riuscì a riconoscere il tradimento senza più essere costretto a dimorare negli stati mentali infelici: con questo semplice atto di osservare i suoi stati mentali, Jeremy aveva fatto un passo verso la comprensione e la liberazione.

Come insegna Ajahn Chah, « quando sei saggio, il contatto con l’esperienza somiglia a stare in cima a una pianta di mango con i frutti maturi. Bisogna scegliere fra i manghi buoni e quelli marci, ed è una scelta che ti conviene fare, visto che sai quali frutti ti fanno star male e quali ti fanno bene ». Allenandoci alla consapevolezza cominciamo a vedere chiaramente i frutti salutari e quelli non salutari. Praticando la presenza mentale con le esperienze piacevoli come con quelle spiacevoli, scopriamo la capacità della consapevolezza di dar spazio a una reazione salutare a qualunque cosa si presenti. La consapevolezza è il re, è la regina di tutti gli stati salutari: vede quali esperienze sono presenti e genera le condizioni perché si manifestino le nostre qualità innate — integrità, amore, generosità e semplicità.

Con la consapevolezza degli stati mentali possiamo scegliere se praticare la pace o andare in guerra, possiamo scegliere se vogliamo lasciarci imprigionare e bloccare oppure lasciar andare gli stati mentali dolorosi e stare in salute. Possiamo lasciar andare l’argilla e lasciare che risplenda l’oro che abbiamo dentro.

Da Jack Kornfield, il Cuore Saggio, Corbaccio, 2014.

Per approfondire:

letture di Jack Kornfield

consapevolezza

stati mentali non salutari

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Il cuore saggio
Autore: Jack Kornfield
Editore: Corbaccio
Data pubblicazione: 13 novembre 2014 (3a edizione)
ISBN: 978-8863808865
In sintesi: In noi c'è un'illimitata capacità di provare amore, gioia, comunione con la vita e felicità. "Il cuore saggio" è una guida alla psicologia buddhista che spiega come risvegliare tale capacità. Concetti e pratiche vengono illustrati da esperienze realmente accadute che ci aiutano a capire come affrontare con saggezza, ricorrendo al nostro stesso coraggio e alla nostra serenità interiore, i conflitti, lo stress, la sofferenza e le diverse situazioni che la vita ci impone. La pratica buddhista ci dà accesso a quella libertà interiore che ci consente di prendere fiducia con la nostra personale, profonda capacità di gentilezza e di saggezza.

[La foto è di Saskia Jansen, Olanda]
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