Osho – Essere semplicemente

Essere semplicemente, senza alcun pensiero nella mente; essere semplicemente, senza alcun contenuto nella consapevolezza: uno specchio che non riflette alcunché, oppure che riflette solo il nulla – questo è vera meditazione, questo è dhyana. È un dono del divino. Per riceverlo, occorre essere in attesa, aspettare senza avere aspettative, senza pretesa alcuna… un’attesa silente, passiva, aspettare in passività.

Meditazione non è la traduzione esatta di dhyana, ma quella più vicina. Infatti, il termine meditazione dà ancora l’idea di meditare su qualcosa, quasi ci fosse un oggetto cui rivolgersi. La parola dhyana si riferisce a una consapevolezza del tutto priva di oggetto – non si medita su qualcosa, ma si è semplicemente meditativi.

Se mediti su qualcosa sei coinvolto in una sorta sorta di pensiero — forse più focalizzato, più concentrato, ma comunque di pensiero si tratta; laddove dhyana è uno stato di non-mente. E in Oriente da dhyana deriva il Cinese chuan e il giapponese Zen: indicano tutti la stessa cosa.

Da: Osho, Alleggerire l’anima, Mondadori, 2001

Pagina dopo pagina, Osho porta dalla mente alla non mente, dando sensibili tocchi a una dimensione che egli consiglia di acquisire per cogliere la nostra vera ricchezza e vivere la vita in pienezza: il solo modo per alleggerire l′anima dai tanti affanni che continuamente ne velano la presenza, spesso oscurandola al punto da renderla inesistente.
Pubblicato da: Mondadori
ISBN: 978-8804586616
Disponibile in: Versione economica

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

(poi controlla l'email per confermare)
Ora condividi la tua esperienza lasciando un commento, gli altri lettori ne saranno felici!
[La foto è di Betty Nudler, Israele]

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: