Shunryu Suzuki-roshi – Perché stiamo seduti senza voler ottenere niente

Nella nostra pratica non abbiamo alcuna finalità o meta particolare, e nemmeno uno speciale oggetto di culto. Da questo punto di vista la nostra pratica differisce un po’ dalle comuni pratiche religiose. Joshu, un grande maestro zen cinese, diceva: “Un Buddha di argilla non può attraversare l’acqua; un Buddha di bronzo non può attraversare una fornace; un Buddha di legno non può attraversare il fuoco”. Comunque sia, se la vostra pratica è diretta verso un oggetto particolare, quale un Buddha di argilla di bronzo o di legno, non sarà sempre efficace. Finché conserverete quindi una meta particolare nella vostra pratica, non avrete un aiuto completo da essa. Può esservi d’aiuto finché vi dirigete verso quella meta particolare, ma, una volta tornati alla vita di tutti i giorni, non sarà più efficace.

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Potreste credere che, se manca ogni finalità o meta nella pratica, non si saprà più che cosa fare. Ma una via c’è. La via di praticare senza avere alcuna meta consiste nel limitare la propria attività, ossia concentrarsi su ciò che si sta facendo nel momento presente. Invece di avere in mente un oggetto particolare, dovete limitare la vostra attività. Se la mente se ne va in giro altrove, non avete alcuna possibilità di esprimervi. Ma se limitate la vostra attività a ciò che potete fare proprio e solo adesso, nel momento presente, allora sì che potete esprimere pienamente la vostra vera natura, cioè la universale natura di Buddha. Ecco la nostra via.

Quando facciamo zazen (meditazione seduta), limitiamo al massimo la nostra attività. Mantenere la giusta posizione e concentrarsi sullo stare seduti, nulla più: ecco come noi esprimiamo la natura universale. Allora diventiamo Buddha, e esprimiamo la natura universale. Allora diventiamo Buddha, esprimiamo la natura di Buddha. Perciò, invece di avere un oggetto di culto, ci concentriamo semplicemente sull’attività che svolgiamo in qualsiasi momento. Quando vi inchinate, dovete inchinarvi e basta; quando sedete, dovete sedere e basta; quando mangiate, dovete mangiare e basta. Semplicemente. Se fate così, la natura universale è lì, con voi.

Da: Shunryu Suzuki-roshi, “Mente zen, mente di principiante“, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Per approfondire:

non ottenimento

momento presente

natura di Buddha

letture di Shunryu Suzuki-roshi

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Tratto dai discorsi che Suzuki-Roshi teneva ai propri studenti zen, questo libro è la testimonianza scritta di un grande uomo, il quale, con le sue doti umane di semplicità, dolcezza, calore e umorismo, ha saputo comunicare agli occidentali, in una lingua occidentale, l'intimo significato dello zen, collocandosi così, insieme a Watts, Krishnamurti e Trungpa, fra i protagonisti dell'incontro fra Oriente religioso e Occidente contemporaneo.
Pubblicato da: Astrolabio Ubaldini
ISBN: 978-8834002780
Disponibile in: Versione economica
[La foto è di Alice Popkorn, Germania]
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