Stefano Bettera – Ascoltare i suoni senza disturbarli

Ajahn Sumedho, un monaco buddhista Theravada americano della tradizione della Foresta, racconta che quando si trovava in Thailandia nel monastero del suo maestro Ajahn Chah, continuava a lamentarsi perché durante le sedute di meditazione veniva disturbato o da un canto di un uccello che passava nel cielo, o dal suono della campana o da altri rumori. Una volta raccontò il suo “fastidio” al maestro, il quale gli rispose «non sono i suoni che disturbano te ma tu che disturbi loro». Così comprese come quella risposta, apparentemente assurda, fosse in realtà molto vera ed efficace. I suoni ci sono, fanno parte dell’ambiente che ci circonda. Ma è la nostra mente che cerca ogni appiglio possibile per non stare dove dovrebbe e per andarsene a zonzo.

Ecco che un suono fugace diventa subito una scusa per corrergli dietro e concentrarsi su di esso invece che sul fatto che stiamo seduti proprio lì dove siamo. Succede a tutti. È naturale perché è così che funzioniamo. Ma possiamo scegliere se lasciarci irretire da ogni distrazione che ci passa sotto il naso o semplicemente stare lì a osservarla. In questo caso noteremmo che anche il più fastidioso dei suoni arriva, resta un po’ e poi se ne va. Ma il suo obiettivo non è quello di puntare a noi, come se avesse come unico piano quello di disturbare proprio il nostro silenzio. Gli uccelli sono uccelli, i suoni sono solo suoni. Il resto fa parte della narrazione che gli costruiamo sopra perché pensiamo che sia un fatto personale, che sia una questione tra me e il resto. Torniamo sempre a ciò che era o non era previsto. È interessante come riusciamo a giudicare, a creare una scala di merito anche verso la meditazione, a come applichiamo la logica prestazionale anche alla pratica. Perciò siamo soddisfatti quando ci sembra di aver raggiunto un buono stadio di concentrazione e irritati quando un suono ci disturba. Ma sono solo idee, in fondo, no?

Per approfondire:

udire

Ajahn Chah

suono

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Felice come un buddha. 8 passi per condurre una vita con cura e gentilezza
Autore: Stefano Bettera
Editore: Morellini
Data pubblicazione: 25 maggio 2017
ISBN: 978-8862985239
In sintesi: Stefano Bettera è una persona che si può senz'altro definire 'buddhista'. Dunque un libro scritto da lui che parla del Buddha potrebbe essere considerato alla stregua di un'opera dottrinaria rivolta ai seguaci del suo stesso orientamento. Invece è esattamente il contrario, perché Bettera in questo bello e agevole libro racconta gli insegnamenti di Gotama (noto poi come Buddha) a beneficio di chiunque. E ci spiega come essi non richiedano affatto un'adesione religiosa o ideologica, ma costituiscano un insieme di strumenti, di cui verificare la validità in prima persona, per vivere meglio. In certi casi persino più felici. (recensione di Paolo Subioli)

[La foto è di egrodziak]
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