Shunryu Suzuki-roshi – Le situazioni difficili portano all’illuminazione

Mentre fate zazen non sforzatevi di ottenere alcunché. Dovete semplicemente sedere nella completa calma mentale senza appoggiarvi a niente. Tenete il corpo dritto e basta, senza cercare punti di appoggio. Tenere dritto il corpo significa non appoggiarsi a niente. In tal modo potrete raggiungere la completa calma fisica e mentale. Invece appoggiarsi a qualcosa oppure cercare di fare qualcosa durante lo zazen è una calma dualistica e incompleta.

Nella nostra vita di tutti i giorni comunemente ci sforziamo sempre di fare qualcosa, di cambiare qualcosa in qualcos’altro, o di ottenere qualcosa. Proprio questo sforzarci è già di per sé un’espressione della nostra vera natura. Il significato è implicito nello sforzo stesso. Bisogna scoprire il significato del proprio sforzo prima di ottenere il risultato. Per questo Dogen diceva: “Bisogna raggiungere l’illuminazione prima di raggiungere l’illuminazione”. Non è dopo aver raggiunto l’illuminazione che ne scopriamo il vero significato. Sforzarsi di fare qualcosa è già di per sé illuminazione. Quando ci troviamo in difficoltà, in situazioni difficili, lì abbiamo illuminazione. Quando ci troviamo in uno stato di contaminazione mentale, è allora che dobbiamo essere calmi e composti. Di solito troviamo molto difficile vivere nell’evanescenza della vita, ma è solo in mezzo all’evanescenza della vita che si può trovare la gioia della vita eterna.

Da: Shunryu Suzuki-roshi, “Mente zen, mente di principiante“, Astrolabio Ubaldini, 1978.

Per approfondire:

illuminazione

situazioni difficili

corpo eretto

letture di Shunryu Suzuki-roshi

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