Thich Nhat Hanh – Cosa ci impedisce di essere felici?

Pratichiamo perché vogliamo apprendere ancora una volta come camminare, respirare, stare seduti: camminare in modo che pace e gioia pervadano l’intera durata della camminata, respirare in modo che ci siano pace, vita e compassione. Quando facciamo colazione, mangiamo in modo da realizzare pace e gioia. E qualcosa che apprendiamo e con cui ci esercitiamo con l’aiuto del sangha, dei nostri fratelli e delle nostre sorelle di pratica. Alcuni di noi sono in grado di respirare in presenza mentale, di gioire e assaporare il momento presente. Un’inspirazione porta grande piacere “Inspirando, sono vivo!”. E un’occasione per celebrare la vita che è qui, presente. Sappiamo che siamo vivi ed è possibile vivere veramente la nostra vita, celebrarla in ogni momento. Inspirando, so che sono vivo. Espirando, sorrido alla vita.

Chiunque è in grado di farlo. Ognuno è capace di inspirare e di celebrare la vita con ogni inspirazione, ma c’è qualcosa che ostacola il nostro cammino. Quando camminiamo, ogni passo può aiutarci a essere in contatto con le meraviglie della vita presenti qui e ora. Sappiamo che ci sono la primavera, il sole, la vita e i fiori che ci sorridono. In teoria dovremmo essere in grado di stabilire un contatto con queste meraviglie per essere nutriti e guariti. Ma qualcosa ostacola il nostro cammino e ci impedisce di essere felici e a nostro agio. Abbiamo perso il sorriso.

Tuttavia possiamo ritrovarlo. Ogni passo in contatto con la vita e le sue meraviglie ne è una celebrazione. Camminando in questo modo, camminiamo in libertà, libertà da sofferenza, paura e disperazione. Tale libertà è il fondamento della nostra felicità. Quando camminiamo, camminiamo da persone libere. E quando siamo liberi, siamo in contatto con le meraviglie della vita che ci guariscono e nutrono. Cosa ci impedisce di camminare in questo modo, di celebrare la vita a ogni passo? Qual è l’ostacolo? Bisogna riconoscerlo e chiamarlo col suo nome.

Cosa ci impedisce di camminare e respirare così, di fare colazione con gioia e felicità? Sappiamo molto bene che il momento presente è il solo momento in cui entrare in contatto con la vita. Il passato non è più qui, il passato non contiene più la vita, e il futuro non è ancora qui. Il passato non è qualcosa di reale e non lo è nemmeno il futuro. Solo il momento presente è reale. La pratica quindi ci mette in contatto con il momento presente, ci rende disponibili al momento presente, ci stabilisce nel momento presente; allora tocchiamo la vita e la viviamo davvero, e lo facciamo con un passo, un respiro, una tazza di tè, una colazione, un suono di campana. Tutto ciò ci riporta al momento presente e ci permette di vivere la nostra vita. Ci addestriamo a camminare in modo tale che ogni passo, ogni inspirazione, ogni espirazione ci porti felicità, ci porti vita.

Da: Thich Nhat Hanh, “Fare pace con se stessi“, Terra Nuova Edizioni, 2011.

Per approfondire:

respirazione consapevole

felicità

momento presente

letture di Thich Nhat Hanh

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In ognuno di noi è presente un bambino o una bambina sofferente, che versa lacrime sulle ferite del passato, impedendo loro di cicatrizzarsi. Questo libro insegna a fare pace con noi stessi. A dialogare con il bambino interiore per affrontare la vita adulta con più serenità e consapevolezza. Con gentilezza e poesia siamo sollecitati a guardare dentro di noi per scoprire come i nostri conflitti interiori siano all'origine di tensioni con noi stessi e con gli altri. E questa scoperta ci aiuta a comprendere il passato e a vivere in pace nel qui e ora, migliorando il nostro quotidiano e la qualità delle nostre relazioni.
Pubblicato da: Terra Nuova Edizioni
ISBN: 978-8888819853
Disponibile in: Versione economica
[La foto è di Matthias Weinberger, Germania]

 

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