Thich Nhat Hanh – Quando incontrai Martin Luther King

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Quando incontrai Martin Luther King a Chicago nel 1966, avevamo già parlato della costruzione di un Sangha1. Ci incontrammo e prendemmo il tè insieme, e poi scendemmo per una conferenza stampa. In questa conferenza Martin Luther King si espresse contro la guerra in Vietnam e io dissi alla stampa che le sue attività per i diritti umani, i diritti civili, si conciliavano perfettamente con i nostri sforzi in Vietnam per porre fine alle uccisioni, e portare la pace in quella terra e dovevamo sostenerci a vicenda. Martin Luther King era giovane, a quel tempo, nel 1966 e Thay anche era giovane, 40 anni fa. Egli parlò della amata comunità. Sapevamo che entrambi appartenevamo alla associazione “Fellowship of Reconciliation” che è un’organizzazione che opera per la pace e la riconciliazione; entrambi avevamo responsabilità all’interno  dell’organizzazione. Egli parlò alcune volte della amata comunità. Senza la amata comunità niente si può fare, e la amata comunità è il Sangha. Senza il Sangha nulla potrebbe essere fatto, non hai in che prendere rifugio, non hai il sostegno. Quindi il Sangha è una fonte di ispirazione, una fonte di protezione, una fonte di nutrimento e perciò ognuno di noi praticanti dovrebbe dare una mano di aiuto nella costruzione di un Sangha.

Il Buddha non avrebbe potuto fare nulla senza un Sangha ed è per questo che, dopo l’illuminazione cercò immediatamente di fondare un Sangha. Si recò a Benares sperando di trovare i suoi cinque co-praticanti e costruì un Sangha di sei persone a Deer Park e poi il Sangha crebbe in un Sangha di novanta persone e in un solo anno divenne di milleduecentocinquanta membri. Il Buddha è un eccellente costruttore di Sangha e dal momento che noi siamo la continuazione del Buddha dovremmo imparare l’arte di costruire un Sangha. Martin Luther King ha costruito il suo Sangha a modo suo e Thay ha costruito il suo Sangha a modo suo, ma entrambi  hanno fatto la stessa cosa. Abbiamo seminato la pace, i semi di pace, non-violenza, diritti umani, solidarietà. Lo abbiamo fatto in molti modi.

E nel mio incontro con Martin Luther King, appena pochi mesi prima del suo assassinio – quell’incontro fu a Ginevra, eravamo lì per partecipare a una conferenza di pace (“pacem in terris”, pace sulla terra) – … egli mi invitò a salire in camera sua all’undicesimo piano per la colazione. Io ero in ritardo perché dovetti incontrare i giornalisti, e quando arrivai lui mi aspettava conservando in caldo la mia colazione. Martin aveva molti assistenti, io ne avevo solo uno e alloggiavo al piano terra.

Fui in grado di dirgli una cosa:  Martin, tu sai, in Vietnam parliamo di te come di un Bodhisattva. Sei un vero Bodhisattva, quello che hai fatto finora è il lavoro di un Bodhisattva. Era molto commosso, non disse niente, ma era molto commosso. Sono contento di averglielo detto perché quella fu l’ultima possibilità che ebbi di incontrarlo prima che morisse. Quando gli spararono ero a New York City. Avevo l’influenza, ero malato, ero in preda alla disperazione. Ma so che quello che avevamo fatto è della stessa natura: piantare i semi di fratellanza e sorellanza, semi di pace, di non-violenza, di perdono e così via. Ora, quando mi guardo indietro, vedo che i semi che abbiamo piantato non sono persi, hanno cominciano a germogliare e venir su.  L’amata comunità specialmente il suo amato Sangha è lì, lo potete riconoscere come un Sangha anche se non porta un nome buddhista e Barack Obama è un membro di quel Sangha. Abbiamo prodotto Obama. Il nostro Sangha ha prodotto Barack Obama. Egli è un uomo capace di usare la parola amorevole e l’ascolto profondo. Egli è la speranza di molti di noi, ma ha bisogno di un Sangha forte che lo sostenga perché, come uomo politico farà dei compromessi di tanto in tanto, e può perdere se stesso e la sua posizione; quindi come membri del Sangha, dobbiamo fare qualcosa per aiutarlo a mantenere salda la sua posizione, a portare avanti la sua aspirazione, la sua speranza, la sua determinazione.

Tratto dal discorso di Thich Nhat Hanh del 2 giugno 2009 a Plum Village, traduzione a cura del Sangha di Genova.

1 – Nota: “Sangha” è il nome col quale in ambito buddhista si indica la comunità dei praticanti.

Per approfondire:

sangha

bodhisattva

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[Foto: Thich Nhat Hanh Foundation]

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