Thich Nhat Hanh – Meditazione del sassolino

Alcuni vivono la meditazione come una grossa fatica e non vedono l’ora che il tempo passi per potersi finalmente ripo­sare. Queste persone non sanno ancora sedersi. Sedendo cor­rettamente, si può trovare il rilassamento e la pace perfetta proprio nella posizione seduta. Spesso è d’aiuto meditare sul­l’immagine di un sassolino gettato nell’acqua.

Come ci aiuta l’immagine del sassolino? Sedetevi nella po­sizione che vi riesce più comoda, il loto o il mezzo loto, con la schiena dritta e il mezzo sorriso sul volto. Respirate lentamente e profondamente, seguendo ogni respiro, diven­tando tutt’uno col respiro. Poi lasciate andare tutto. Imma­ginate di essere un sassolino gettato nel fiume. Il sassolino affonda nell’acqua senza sforzo. Distaccato da tutto, copre la distanza più breve e infine raggiunge il fondo, il punto di massima quiete. Siete come un sassolino che si è lasciato cadere nel fiume, dimentico di tutto. Al centro del vostro essere c’è il respiro. Non c’è bisogno di sapere quanto ci vorrà per raggiungere la quiete assoluta sul fondo di sabbia sottile sott’ acqua. Quando vi sentirete come un sassolino che riposa sul letto del fiume, comincerete a trovare la quiete dentro di voi. Non sarete più come una foglia al vento.

Se non trovate la gioia e la pace nei momenti in cui vi sedete a meditare, il futuro stesso vi sfuggirà fra le dita co­me un fiume che scorre e voi non riuscirete a trattenerlo, non saprete vivere il futuro quando diventerà presente. Gioia e pace sono la gioia e la pace possibili precisamente in que­st’ ora di meditazione. Se non le trovate qui, non le trovere­te da nessuna parte. Non inseguite i pensieri come un’om­bra segue l’oggetto che la produce. Non correte dietro ai pensieri. Trovate la gioia e la pace in questo preciso istante.

Da: Thich Nhat Hanh, Il miracolo della presenza mentale, Astrolabio Ubaldini, 1992.

Risorse:

Scarica il testo per la pratica: meditazione del sassolino (pdf)

Per approfondire:

quiete

lasciare andare

acqua

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Duemilacinquecento anni fa, sotto l'albero dell'illuminazione, il Buddha comprese che all'origine dell'infelicità vi sono tre cause: l'errata conoscenza, il desiderio ossessivo e la rabbia. Di queste condizioni la più pericolosa è la rabbia, capace in un solo istante di minare sino alle fondamenta sia il corpo sia l'anima, di distruggere la nostra spiritualità. Gli insegnamenti buddhisti che si ritrovano in questo libro rivelano però che la profonda comprensione di questa emozione rende possibile riconoscere, circoscrivere e alleviare la sofferenza causata dalla collera, che diventa così un mezzo fondamentale per trasformare noi stessi e far emergere la nostra bontà primordial.
Pubblicato da: Mondadori
ISBN: 978-8804589617
[La foto è di Chris Marquardt, Germania]

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