Thich Nhat Hanh – È il momento di spegnere Radio Non-Stop Thinking

Stephen Martin, Listening to the radio

Anche se non stiamo parlando con altri, leggendo, ascoltando la radio, guardando la televisione o interagendo online, la maggior parte di noi non si sente rilassata o tranquilla. Questo perché siamo ancora sintonizzati su una stazione radio interna, Radio NST (Non-Stop Thinking, Incessante Pensare).

Anche quando siamo seduti immobili, senza stimoli esterni, è possibile che dentro la nostra testa si stia svolgendo un interminabile dialogo. Stiamo consumando costantemente i nostri pensieri. Mucche, capre e bufali masticano il cibo, lo deglutiscono e poi lo rigurgitano per rimasticarlo più e più volte. Noi possiamo anche non essere mucche o bufali ma ruminiamo comunque i nostri pensieri, purtroppo prevalentemente negativi. Li divoriamo, poi li riportiamo su per masticare ancora e ancora, come una mucca che rumini il suo bolo.

Abbiamo bisogno di imparare a spegnere Radio NST. Non giova alla salute consumare la nostra coscienza in questo modo. A Plum Village, il centro di pratica in cui vivo, ci concentriamo sul praticare il consumo consapevole di cibo sensoriale oltre che di cibo commestibile. Non solo scegliamo di non bere alcol né mangiare carne, facciamo anche del nostro meglio per parlare e pensare il meno possibile mentre stiamo mangiando, bevendo, lavando i piatti o svolgendo qualsiasi altra attività. Questo perché mentre camminiamo, per esempio, se al contempo stiamo parlando o pensando finiamo invischiati nella conversazione o nei pensieri che stiamo avendo e ci smarriamo nel passato o nel futuro, nelle nostre preoccupazioni o progetti. Le persone possono facilmente passare tutta la vita a fare soltanto questo. Che tragico spreco! Cerchiamo invece di vivere davvero questi momenti che ci vengono donati. Per poter vivere la nostra vita dobbiamo fermare quella radio interiore, spegnere il nostro discorso interno.

Come possiamo godere dei nostri passi se la nostra attenzione è rivolta a tutto quel chiacchiericcio mentale? È importante diventare consapevoli di cosa sentiamo, non solo di cosa pensiamo. Quando tocchiamo il terreno con il piede dovremmo riuscire a sentire il piede che entra in contatto con esso. Quando lo facciamo possiamo provare un’enorme gioia nel semplice fatto di poter camminare. Quando camminiamo possiamo investire nei nostri passi tutto il nostro corpo e la nostra mente ed essere pienamente concentrati in ogni prezioso istante di vita.

Focalizzandoci su tale contatto con il terreno smettiamo di venire trascinati qua e là dai nostri pensieri e cominciamo a sperimentare in modo del tutto diverso il nostro corpo e l’ambiente circostante. Il nostro corpo è una meraviglia! Il suo funzionamento è il risultato di milioni di processi diversi. Possiamo rendercene conto appieno solo se fermiamo il nostro costante pensare e abbiamo consapevolezza e concentrazione sufficienti per entrare in contatto con le meraviglie del nostro corpo, la terra e il cielo.

Non che pensare sia sempre necessariamente negativo. Può rivelarsi molto produttivo. I pensieri sono spesso il prodotto delle nostre sensazioni e percezioni. Quindi si potrebbe considerare il pensare una sorta di frutto. Alcuni frutti sono nutrienti e altri no. Se proviamo molta preoccupazione, paura o angoscia, ciò rappresenta un terreno assai fertile per un pensare che è del tutto inutile, improduttivo e dannoso.

Noi siamo i nostri pensieri, ma allo stesso tempo siamo ben più dei soli nostri pensieri. Siamo anche i nostri sentimenti, le nostre percezioni, la nostra saggezza, felicità e amore. Quando sappiamo di essere più dei nostri pensieri possiamo decidere di non consentire al nostro pensare di assumere il controllo e dominarci. I nostri pensieri supportano la nostra autentica motivazione nella vita? In caso contrario dobbiamo premere il pulsante «reset». Se non siamo consapevoli dei nostri pensieri, essi dilagano incontrollati nella nostra mente e vi prendono dimora. Non aspettano un invito.

Da: Thich Nhat Hanh, Il dono del silenzio, Garzanti, 2015.

[Ringraziamenti: a Nicola Bianchi, per la segnalazione di questo brano]

Per approfondire:

pensieri

letture di Thich Nhat Hanh


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[La foto è di Stephen Martin, Regno Unito]
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