Meditare ad occhi aperti

Barbara Willi, catSe vedi una persona meditare, in genere ti sembrerà che tiene gli occhi chiusi. Ma tu sai che le percezioni molto spesso sono erronee, e infatti la realtà è che quegli occhi a volte sono chiusi, altri socchiusi. Perché la scelta di molti è di non chiudere gli occhi, durante una seduta di meditazione “formale”. La questione riguarda la concentrazione e la consapevolezza.


Quando si medita, si cerca la concentrazione, e perciò si fa in modo di scegliere un ambiente ed una situazione privi di elementi di distrazione. Chiudere gli occhi aiuta ad eliminare le distrazioni visive. È per questo che s’inizia sempre a meditare ad occhi chiusi, poi questa scelta iniziale si trasforma in un’abitudine.

Ma ci sono validi argomenti a favore della scelta contraria. Innanzi tutto, la vista è solo uno dei cinque sensi: chiudere gli occhi non evita di essere distratti dai rumori, gli odori, i sapori e le sensazioni tattili. Inoltre, con gli occhi chiusi è più facile cadere in preda alla sonnolenza.

Ma il motivo principale, a favore degli occhi aperti o socchiusi, è che essi permettono di familiarizzare con uno stato di non distrazione mentre si sta a contatto con la realtà. Uno stato che si può mantenere sempre. Una continuità con la pratica di consapevolezza nella vita quotidiana.

C’è chi consiglia di iniziare con gli occhi chiusi, per trovare più facilmente la concentrazione, per poi riaprirli gentilmente e fissare un punto. Appena ciò si trasforma in motivo di distrazione, richiuderli. Qualcosa ho scritto anche sulla mia guida alla postura di meditazione.

Alcuni siti web citano un trattato di meditazione seduta (pdf) redatto nell’11° secolo dal maestro Chan Zongze Cijiao. Ne riporto un brano, avvertendovi però che ho trovato pochi riscontri su questa fonte.

“Tenete gli occhi leggermente aperti per evitare l’insorgere del torpore. Ad occhi aperti il potere della concentrazione meditativa è forte. Nei tempi antichi molti monaci eminenti praticavano ad occhi aperti. Il maestro chan Fayun Yuantong disapprovava la meditazione seduta con gli occhi chiusi, paragonandola al praticare dentro una caverna di fantasmi in una montagna tenebrosa. Il significato di questo monito è profondo e solo i praticanti avanzati lo realizzano”.

Un maestro contemporaneo che raccomanda di tenere gli occhi aperti è Sogyal Rinpoche, noto esponente del buddhismo tibetano, di cui vi consiglio questo video (in inglese).

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[La foto iniziale è di Barbara Willi, Svizzera]

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Una risposta

  1. salius ha detto:

    L’ha ribloggato su Meditazione.

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