Meditazione in automobile

Chris Waits, Driving homeL’automobile è un luogo perfetto per la meditazione, in quanto mezzo al centro della nostra quotidianità. Praticare la consapevolezza nella vita ordinaria è del resto l’essenza dello zen, che si propone di non ricercare “nulla di speciale” nella pratica spirituale, come ci ha insegnato la maestra zen Joko Beck. L’automobile in particolare offre molti spunti diversi, alcuni dei quali sono sintetizzati da questa frase di un altro maestro, Thich Nhat Hanh:

Quando guidiamo, tendiamo a pensare all’arrivo, e in nome dell’arrivo sacrifichiamo il viaggio.

Il punto è proprio come rendere la guida una pratica di consapevolezza, un periodo vero di vita vissuta e non solo un intervallo, uno spostamento da un luogo ad un altro. Ecco alcuni consigli.

  1. Quando entri in auto, prima di accendere il motore, fai tre respiri profondi, riprendendo così contatto col tuo corpo, e fai lo stesso dopo che hai spento il motore, prima di lasciare l’auto.
  2. Prova a non tenere accesa la radio, né lo stereo. Solo il silenzio ti permetterà di prendere contatto col tuo corpo, le tue sensazioni e i tuoi pensieri.
  3. Vai piano: mantenere l’attenzione a non superare i limiti ti aiuterà a sostenere la consapevolezza del momento presente.
  4. Nota quello che succede innanzi tutto nel tuo corpo: se ci sono zone di tensione, ad esempio. Ma anche nella tua mente: hai fretta? Ti annoi? Ti distrai facilmente?
  5. Nota i tuoi atteggiamenti verso gli altri automobilisti: hai tendenze competitive? Giudichi i comportamenti degli altri?
  6. Considera come si muove il tuo corpo nello spazio. Ora si sta spostando ad una velocità che da solo non potrebbe mai permettersi, e inimmaginabile per i tuoi antenati:

Prima di partire con l’auto, so dove sto andando. L’auto e io siamo una cosa sola. Se l’auto va veloce, io vado veloce.

  1. Approfitta delle soste al semaforo per rilassarti e riprendere contatto col corpo.
  2. Manda la tua benevolenza agli altri automobilisti che incroci: “possa tu vivere felice e leggero, nel corpo e nella mente”; “possa tu essere al sicuro da ogni pericolo”, e così via. Questo ti darà un grande benessere.
  3. Considera cosa significa spostarsi in auto. Stai pur sempre usando un mezzo privato che, in quanto fonte di inquinamento e di gravi problemi per la collettività, sai che va scelto con molta parsimonia.
  4. Non cercare di combattere contro le avversità, ad esempio il traffico, ma accettale come parte integrante della vita, come insegna Thich Nhat Hanh:

La prossima volta che rimani intrappolato/a nel traffico, non combattere. Combattere è inutile. Se ti rilassi e sorridi a te stesso/a, ti godrai il momento presente e renderai felice chi è in macchina con te. Il Buddha è qui, perché il Buddha lo puoi sempre trovare nel momento presente. Praticare la meditazione è  tornare a momento presente per imbattersi nel fiore, nel cielo blu, nel bambino, nella luce rossa che brilla.

Meditazione seduta

Infine, è possibile usare l’auto come luogo di meditazione. Ce ne sono di molto più adatti, indubbiamente, ma in certi momenti potrebbero non esserci alternative. Ecco come fare.

  • Assicurati di stare in un luogo tranquillo e privo di elementi di disturbo.
  • Arretra il sedile rispetto al volante e reclina lo schienale fino alla posizione verticale.
  • Metti un cuscino o altro sotto il sedere, in modo da avere le anche più in alto rispetto alle ginocchia, o quanto meno allo stesso livello.
  • Mantieni una postura eretta ma rilassata, con gli occhi socchiusi, e con la mente concentrata unicamente sul momento presente.

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[Ringraziamenti: a Bodhisapka, per il suo articolo "10 tips for mindul driving", da cui ho preso alcune idee; a Charlotte Joko Beck, per i suoi insegnamenti; a Thich Nhat Hanh, per i suoi insegnamenti; le citazioni sono tratte tratti dal suo libro "Respira! Sei vivo"; alla mia Ford Focus, che mi permette di raggiungere luoghi utili e interessanti]

[La foto, i cui colori sono stati alterati, è di Chris Waits]

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1 commento

  1. Alice F. scrive:

    Anche per me l’automobile spesso è una sorta di luogo di rifugio, dove posso quanto meno mantenere una zona di silenzio. Grazie per gli spunti, comunque

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