Meditazione guidata di amore per se stessi

Allen Skyy, MirrorQuesta meditazione guidata di amore per se stessi è una pratica molto potente ed efficace, ma anche un’ottima e chiara sintesi degli insegnamenti buddhisti. Questi ultimi ci spiegano che l’amore per se stessi è il presupposto irrinunciabile non solo della felicità, ma pure dell’amore per gli altri. E le poche parole di questa sorta di preghiera laica dicono praticamente tutto. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per stare in pace con noi stessi e con gli altri:

Che io possa prendermi cura di me
di quello che mi piace di me e di quello che non mi piace
di quello che conosco di me
e di quello che non conosco
Che io posso prendermi cura di tutto ciò
con amorevole gentilezza

Che io possa vedere sempre più chiaramente
e sradicare sempre più profondamente
le cause della sofferenza: l’attaccamento, l’avversione, la non visione
dentro e fuori di me

Che io possa essere libero
da tutta la sofferenza non necessaria

Che io possa essere felice e in pace
con tutto ciò che viene e tutto ciò che se ne va

Si tratta di una versione particolare della meditazione di metta, un’antica pratica di tradizione buddhista, che consiste nel formulare intenzioni di gentilezza amorevole, prima a se stessi e poi agli altri. In questo caso ci si ferma alla parte di se stessi, che però è la più importante. Questo lo si capisce anche intuitivamente: chi giudica continuamente gli altri è perché lo fa prima di tutto con se stesso; chi fa soffrire gli altri soffre a sua volta; eccetera.

Quando si parla di “sofferenza non necessaria” – una formulazione abbastanza inusuale ma efficacissima – si intende tutta quella parte della sofferenza che ci affligge e che di fatto ci procuriamo da soli. La malattia, il dolore fisico, il lutto, sono tutte forme di dolore inevitabili ma sopportabili. Diventano insopportabili quando li carichiamo di pensieri inutili del tipo “perché proprio a me doveva succedere?” o “vorrei che non fosse così”. Questa è la sofferenza non necessaria, che nella iconografia buddhista è rappresentata dalla “doppia freccia“: se ti colpisce una freccia ti fa male, ma se una seconda freccia ti colpisce nello stesso punto, il dolore diventa insopportabile.

Il testo di questa meditazione è tratto dagli insegnamenti di Alberto Cortese, un maestro di meditazione vipassana che apprezzo moltissimo.

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Meditazione guidata di amore per se stessi (mp3)

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[La foto è di Allen Skyy, Stati Uniti]

 

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