Meditazione in carcere

carcere di regina coeliA Roma viene svolta una pratica di consapevolezza e di meditazione in carcere, a Regina Coeli ogni sabato e a Rebibbia ogni martedì. La pratica coinvolge un gruppo di detenuti di ciascun carcere e alcuni praticanti di meditazione. L’iniziativa, sostenuta dall’Associazione Essere Pace, si colloca nell’ambito del Progetto Liberazione nella Prigione.

Cosa facciamo

L’attività è iniziata nel 2012 a Regina Coeli, un carcere giudiziario, caratterizzato da una forte mobilità dei detenuti. L’attività è mirata innanzi tutto allo scambio di esperienze tra “praticanti” e detenuti, con la precisa volontà di non creare barriere tra le due tipologie di partecipanti e creare un unico gruppo, che condivida pratiche utili a chi vive in una situazione di detenzione.

Uno dei problemi principali, di chi vive in carcere, è quello di fare i conti con la propria rabbia, la quale è costantemente alimentata da un’attività mentale senza sosta, a sua volta facilitata dall’inattività. Uscire dal relativo circolo vizioso non è facile, perché il detenuto deve, al contempo, fronteggiare l’aggressività di un ambiente nel quale atteggiamenti come la gentilezza o la parola amorevole tendono ad essere percepiti come segnali di debolezza. Inoltre, in un contesto caratterizzato da continuo rumore e sovraffollamento, è difficilmente attuabile la pratica formale di meditazione, come ad esempio stare seduti in silenzio, anche solo per dieci minuti. Dunque le pratiche proposte vanno dal semplice “tornare a sé stessi“, anche per pochi minuti, alla consapevolezza del camminare, del pasto, e delle altre azioni della vita quotidiana.

Tra le pratiche tese a riconquistare la consapevolezza della mente e del corpo, un posto importante lo occupano gli esercizi di risveglio del corpo, proposti attingendo da varie discipline: yoga, tai chi, qi gong, ecc., ma anche ai dieci di movimenti di consapevolezza del maestro zen Thich Nhat Hanh.

Esempi di pratiche utili per i detenuti

Articoli sul tema

Video

Questa inchiesta video di Progrè mette in evidenza quanto si sappia poco della situazione delle nostre carceri, e quanto questa realtà, di cui si parla troppo poco, sia ormai vicina al collasso. [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=L1KU6WvBSX0&w=560&h=315] [La foto iniziale è tratta dal sito del Garante dei Diritti dei Detenuti del Lazio]

Una risposta

  1. laura valenti ha detto:

    credo che sia una cosa utilissima e benedetta, complimenti al gruppo che la fa…grazie!

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