Cosa è la meditazione trascendentale

meditazione trascendentale

La meditazione trascendentale è tornata a far parlare di sé, per via delle iniziative di introduzione della meditazione a scuola da parte del regista David Linch, che hanno avuto luogo anche in Italia. Ma cos’è la meditazione trascendentale? In cosa si distingue dalle altre forme di meditazione?

La meditazione trascendentale – nota anche come MT – è una delle forme di meditazione più studiate dagli scienziati, ma anche tra le più seguite dal pubblico, a livello mondiale, come dimostrano anche questi dati sulle ricerche effettuate tramite Google.

google trends meditation

La MT si differenzia da altre forme di meditazione – yoga, zen, vipassana, ecc. – per il fatto che si riferisce ad un gruppo chiuso. Viene cioè praticata solo da chi appartiene a quel gruppo ed è disponibile ad attenersi strettamente agli insegnamenti del guru di riferimento.

maharishiIl guru, in questo caso, è Maharishi Mahesh Yogi (1918-2008), che l’ha messa a punto negli anni ’50. Maharishi divenne famoso in occidente per aver iniziato alla meditazione i Beatles e altre star del rock, tra cui Mick Jagger e Donovan. In questa pagina c’è un’interessante ricostruzione del soggiorno dei Beatles in India nel 1968.

Il mantra

A differenza che nella meditazione zen o quella vipassana – basate sulla concentrazione e la consapevolezza del momento presente – la pratica della meditazione trascendentale consiste principalmente nel ripetere mentalmente un mantra. Il mantra è presente in tutte le tradizioni spirituali indiane, con varie funzioni. Sempre in lingua sanscrita, può essere recitato ad alta voce, sussurrato o anche solo enunciato mentalmente, nel silenzio della meditazione, ma sempre con la corretta intonazione, pena la sua inefficacia.

La recitazione di un mantra consente di sostituire il flusso continuo di pensieri con una condizione mentale stabile e appropriata ed entrare così in uno stato di “trascendenza”. Chi lo ha sperimentato testimonia il raggiungimento di una condizione di serenità, energia ed equilibrio.

Nell’ambito della MT, è disponibile una gamma predefinita di mantra bisillabi, tra i quali l’insegnante ne sceglie uno, per affidarlo all’allievo in base alle sua caratteristiche. Il mantra personale poi deve rimanere segreto. Questo meccanismo fa sì che sia impossibile imparare la meditazione trascendentale da autodidatti. Bisogna anzi frequentare dei corsi a pagamento nei centri autorizzati.

La MT viene praticata tipicamente per una durata di 15-20 minuti, due volte al giorno, con gli occhi chiusi e in posizione seduta, senza particolare cura per la postura, quindi anche su una sedia.

Varie ricerche scientifiche ne hanno dimostrato la validità, non solo per rilassarsi, ma anche migliorare il proprio stato di salute.

Può interessare sapere che il mantra è presente anche nella cristianità: all’interno della chiesa ortodossa orientale si pratica infatti la Preghiera di Gesù, che consiste nel ripetere incessantemente la seguente invocazione:

“Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!”

VIP e personaggi famosi che praticano la MT

La MT è la pratica meditativa per eccellenza dei VIP. Oltre a David Linch e ai cantanti già citati, molte altre star del mondo dello spettacolo dichiarano di praticare la meditazione trascendenrale, tra cui Moby, Cameron Diaz, Jennifer Aniston, Nicole Kidman, Jim Carrey, Hugh Jackman, Oprah Winfrey, Paul McCartney, Clint Eastwood, William Hague, George Lucas e Gwyneth Paltrow.

[La foto iniziale è della David Lynch Foundation, mentre quella di Maharishi è di Jdontfight]

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8 Risposte

  1. Emanuela Leonelli ha detto:

    Caro Paolo, grazie!! Vorrei solo precisare che i corsi non sempre sono a pagamento (esperienza personale)., ma sempre c’è una iniziazione personale tra maestro e discepolo Viene molto sviluppata la devozione, che inizialmente centrata nel rapporto con il Guru, poi si interiorizza a comprendere che il Maestro non è altro che lo specchio del proprio “Se” e si espande ad ogni cosa. D’altro canto nella Bhagavad GITA (Il canto del Beato- testo sacro Induista) la devozione è solo una delle varie strade per raggiungere il vero YOGA, la consapevolezza è un’altra , ed è quella percorsa dal Buddha e a seguire da tutta la scuola Zen di cui Thay fa parte. Un sorriso.

  2. tina joris ha detto:

    Caro Paolo, grazie per i tuoi bellissimi articoli. Vorrei solo aggiungere qualche precisazione sulla meditazione trascendenale che ho praticato per qualche anno prima di avvicinarmi alla pratica di Thay. Il mantra non va ripetuto in continuazione, ma serve solo per sgombrare la mente quando si presentano immagini o pensieri insistenti che distraggono ; per il resto ci si limita ad osservare il fluire delle immagini e delle sensazioni, lasciandosi semplicemente andare. Spesso si ottiene un deciso acuirsi delle proprie percezioni e un rilassamento generale con un benefico influsso sulla vita quotidiana. Devo confessare che qualche volta ricorro ancora al mantra anche quando medito seguendo la pratica, come scorciatoia per liberarmi dalle distrazioni.
    Un abbraccio in consapevolezza,
    Tina Joris

  3. Marisa Di Bartolo ha detto:

    Medito da tempo, e devo dire che la tecnica mantiene tutte le promesse che sentiamo ascoltando la conferenza introduttiva . Naturalmente per trarre beneficio dalla meditazione trascendentale BISOGNA FARLA! cioè meditare mattina e sera, tutti i giorni , perché queste sono le istruzioni. Lo dico perché ci sono meditanti che appena si sentono meglio pensano che meditare solo ogni tanto sia la stessa cosa. La meditazione può mutare nel tempo come esperienza soggettiva, e anche questo è il bello dell’ Mt. La cosa che vorrei condividere come esperienza personale è che lo stress è veramente più superficiale , proprio come ci era stato spiegato all’inizio: continuando a meditare lo stress è un segno sulla sabbia, che l’onda porta subito via. Per questo diciamo sempre Jei Guru Dev!!

  4. Marisa Di Bartolo ha detto:

    Aggiungo che il mantra che viene dato si chiama “Mantra del Guru”, perché è un segreto tra maestro e allievo. Nell’ Induismo ci sono molti tipi di mantra . Una raccomandazione di Maharishi era quella di non saltellare da una tecnica all’altra, perché l’ MT funziona se viene seguita regolarmente. Disse però, in risposta a una domanda precisa : “Fate come volete, fate pure altre esperienze con altre tecniche, ma vedrete che poi tornerete alla Meditazione Trascendentale.”

  5. Romy ha detto:

    Leggendo i vostri commenti posso dedurre che non si possa praticare l’MT se non attraverso un corso, tra l’altro carissimo e non sempre accessibile come ubicazione. Ci vuole un maestro che ti disunito Mantra. Sarebbe quindi inutile praticare la MT come autodidatta? Qualcuno mi potrebbe dare spiegazioni dettagliate? Grazie Romy

  1. 6 aprile 2015

    […] Zen In The City: […]

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