Meditazione Vipassana, origini e significato

Foto: Evan Henritze, Insight Meditation SocietyLa meditazione Vipassana è oggi tra le forme di meditazione che si stanno diffondendo maggiormente. Pur potendo contare su origini molto antiche, è stata riscoperta in tempi piuttosto recenti, trovando molti adepti in Occidente, un po’ come è accaduto per lo Yoga. Oggi il maggior centro di propulsione della Vipassana può essere considerata la Insight Meditation Society, fondata nel 1975 da Joseph Goldstein, Sharon Salzberg e Jack Kornfield, insegnanti dei quali potete trovare molti materiali su questo sito. In Italia il principale veicolo della meditazione Vipassana è da considerare a mio parere l’A.me.co. di Corrado Pensa, a Roma, mentre il centro più importante per i ritiri Vipassana è Pian dei Ciliegi, anche se ce ne sono molti altri di non minor valore.

La Vipassana è una forma di meditazione che potremmo definire decisamente buddhista. Affonda infatti le sue radici direttamente in uno dei Sutra più importanti della tradizione buddhista, il Satipatthana Sutta, il quale contiene istruzioni dettagliate per la pratica che di fatto coincidono con la meditazione Vipassana. Gli insegnanti Vipassana sono sempre prodighi di richiami alla dottrina buddhista, anche se di “dottrinario” in questi insegnamenti non c’è realmente nulla.

Abbiamo chiesto a Massimo Paradiso, istruttore di meditazione vipassana presso il Centro Meditazione Roma e studioso di Buddhismo, di spiegarci le origini e il significato di questa forma di meditazione.

Origini della Vipassana

“La meditazione vipassana che oggi conosciamo nasce (o meglio rinasce) in Birmania“, ci dice. “La pratica originale è stata in qualche modo persa o dimenticata e solo nella prima metà del Novecento c’è stata una sorta di rinascita. In questa fase di ripresa o rinascita la meditazione Vipassana è stata considerata come un qualcosa di riservato ai soli monaci, mentre ai laici spettava la pratica devozionale e il sostegno dei monasteri. La pratica monastica era prevalentemente samatha, cioè di concentrazione”.

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“La forma di vipassana conosciuta in occidente oggi si basa su due vecchie linee monastiche (‘lignaggi’) sorte in Birmania. Una è quella di Jetavan Sayadaw – Mahasi Sayadaw, il lignaggio che durante la meditazione usa la tecnica del labeling, che consiste nell’etichettare (label) ogni esperienza compiuta. La seconda è il lignaggio di Webu Sayadaw – Ledi Sayadaw – U Ba Khin – SN Goenka e utilizza la sensazione corporea come oggetto di meditazione”.

Si tratta dunque di tecniche in qualche modo artificiali, ma Paradiso ci ricorda che esse “sono fondate nelle Scritture originali del Canone Pali, ma ancora di più sull’Abhidhamma, che è considerato il cuore della psicologia buddhista, e sul suo commento scritto 800 anni dopo, chiamato Visuddhi Magga, scritto dal dotto buddhista Buddhaghosa”.

È importante sapere che questi due nuovi lignaggi birmani sono stati appositamente ideati e sviluppati principalmente per i laici, i quali hanno a disposizione il tempo limitato per il ritiro e poche ora alla settimana, durante la vita quotidiana. “Forse è proprio per questi motivi che sono divenuti così popolari in Occidente”, osserva lo studioso..

“Un nuovo slancio alla Vipassana è stato dato dalla tradizione dei Monaci della Foresta di Ajahn Chah, di tradizione theravada thailandese, che ha diffuso nuovamente la pratica di Vipassana e samatha congiunte”. Ajahn Chah è stato insegnante di Jack Kornfield. Secondo Massimo Paradiso questa tecnica è molto simile alla shikantaza dello zen, “nobilissima e efficace tecnica meditativa”.

Significato della Vipassana

La parola Vipassana può essere tradotta come “insight” (intuizione) o “conoscenza superiore”, una parte centrale – e anche il culmine o apice – dell’insegnamento originale del Buddha. Quest’ultimo parlava soprattutto di comprensione delle tre caratteristiche universali (dette anche tre segni o tre caratteristiche dell’esistenza):

  1. anicca = impermanenza, mutevolezza, instabilità;
  2. dukkha = stato insoddisfacente delle cose, imperfezione, la responsabilità per la sofferenza;
  3. anatta = non-sé, l’assenza di nucleo duraturo e fisso in un essere (di solito assunto come ‘anima’).

Il senso di Vipassana, cioè di insight, può essere inteso come “vedere chiaramente come le cose realmente sono” – molto più chiaramente e profondamente della normale esperienza umana, ci spiega Massimo. È per questo che nella tradizione buddhista viene data grande importanza allo sviluppo o concentrazione o raccoglimento della mente, che dà a quest’ultima maggiore potere di penetrazione della chiara visione o visione profonda.

Dunque la Vipassana, intesa come pratica formale meditativa, è sempre connessa con una concentrazione abbastanza profonda.

Massimo Paradiso ci tiene a fare chiarezza su un punto: la pratica di Vipassana formale non è necessaria o indispensabile per la corretta pratica verso l’illuminazione. “Si tratta di uno strumento potente, ma molti evidentemente hanno raggiunto l’illuminazione anche senza questa tecnica di meditazione”.

Il Centro Meditazione Roma è attivo su Facebook in questa pagina.

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Un solo dharma. Il crogiolo del nuovo buddhismo
Autore: Joseph Goldstein
Editore: Astrolabio Ubaldini
Data pubblicazione: 24 ottobre 2003
ISBN: 978-8834014288
In sintesi: Mille anni fa - raccontano le scritture buddhiste - un esperto traduttore di testi buddhisti chiese al venerabile monaco Atisha quale fosse il modo migliore di praticare. Atisha gli rispose: "Devi trovare il punto essenziale comune a tutti gli insegnamenti e praticare in quel modo". Può sembrare un paradosso, eppure Goldstein è convinto che proprio oggi, all'alba del terzo millennio e per di più in Occidente, si potrebbero verificare le condizioni per una nuova comprensione dell'insegnamento di Atisha e per lo sviluppo di "un solo dharma", cioè di quel fulcro essenziale comune a tutti gli insegnamenti buddhisti, al di là delle dispute dottrinarie, delle differenze di approccio tra le varie scuole e le diverse terminologie.

[La foto è di Evan Henritze, Insight Meditation Society]

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Una risposta

  1. deltone24 ha detto:

    Molto utile come sempre. Grazie.

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