È tempo di prendersi cura di se stessi

ionea, Little GardenerI giorni di vacanza sono sempre il momento migliore per prendersi cura di se stessi. Liberi da molti dei doveri e degli impegni della vita abituale, possiamo rivolgere l’attenzione verso noi stessi, ma non in un’accezione egoistica. Non si tratta di curare i nostri interessi prima di quelli degli altri, quanto piuttosto di prenderci cura di come stiamo per essere veramente in grado di prenderci cura anche degli altri.

Questa poesia di Antonio Machado è molto utile in tal senso, a mio parere.

Il giardino dimenticato

Il vento, una mattina chiara, chiamò
il mio cuore con una fragranza di gelsomino.
“In cambio di questo mio profumo di gelsomino,
tutto l’aroma delle tue rose voglio”.
“Non ho rose; tutti i fiori
nel mio giardino sono morti”.
“Allora prenderò i petali appassiti
e le foglie gialle e l’acqua della fontana”.
Il vento se ne andò. E io piansi. E dissi
a me stesso: “Che cosa hai fatto, anima mia,
al giardino che ti era stato affidato?”.

Antonio Machado (1875-1939) è stato un poeta spagnolo molto incline all’introspezione e all’intimismo, dunque una guida ideale per condurci nei meandri di noi stessi.

Machado ricorre a una metafora piuttosto utilizzata in ambito spirituale, quella del giardino. Nella nostra cultura, il giardino per eccellenza è quello dell’Eden, il luogo in cui Dio mise tutti gli esseri viventi dopo averli creati, tra cui Adamo ed Eva, la prima coppia umana, così com’è narrato nel libro della Genesi. Dio incarica l’uomo (e la donna) di coltivare e custodire il giardino, cioè l’intera creazione, compresi se stessi. A giudicare da come stiamo messi oggi, l’incarico non sembra essere stato portato avanti nel migliore dei modi, ma il messaggio della Bibbia – che utilizza un’immagine già presente nella mitologia sumera – non ha perso la sua validità.

Prendersi cura di un giardino significa preparare per tempo il terreno, piantare i semi giusti, innaffiare, presidiare perché non crescano piante infestanti. Tutte immagini molto adatte a rappresentare un percorso spirituale e introspettivo, indipendentemente dai contenuti religiosi o culturali.

Anche nel buddhismo, infatti, la metafora del giardino è molto presente. Sappiamo quanto sia importante il giardino zen in quel tipo di cultura. Per Thich Nhat Hanh, appassionato giardiniere,

“Il giardino è il posto perfetto per praticare la consapevolezza. Innaffiare, seminare, toccare e sentire la terra, sono attività meravigliose e rigeneranti”.

Per la stessa psicologia buddhista è centrale il concetto di semi di vario tipo che possono essere piantati nella coscienza deposito, per poi manifestarsi a livello cosciente, qualora dovessero essere innaffiati. Per Zachiah Murray, architetto paesaggista e membro dell’Ordine dell’Interessere, un ordine di laici istituito da Thich Nhat Hanh, il giardino è uno specchio della nostra anima.

Le sue erbacce sono la rabbia e la sofferenza che sentiamo; i suoi fiori sono la compassione e l’amorevolezza che, se nutrite e innaffiate, possono germogliare nel nostro cuore, rendendo felici noi e le persone che amiamo.

Attraverso la respirazione, l’osservazione profonda e la ripetizione di gatha (versi) atti a unificare la mente e il corpo nel momento presente, possiamo fare del giardinaggio una splendida occasione per comprendere noi stessi e ritrovare l’armonia e la pace interiori.

Al di là di questo, la bella poesia di Machado è un messaggio che va dritto al nostro cuore. Il nostro corpo e la nostra mente sono capaci di cose meravigliose e già dotate di quella bontà originaria che era la condizione di Adamo ed Eva nel giardino dell’Eden. Il dono preziosissimo che abbiamo ricevuto con la nostra nascita non può essere lasciato a se stesso, proprio come un giardino.

Il giardino del nostro corpo e della nostra mente va contemplato e coltivato ogni giorno, per renderlo ogni giorno più bello. In tale giardino, non c’è nemmeno paura della vecchiaia e della morte, perché è il luogo dove la continua trasformazione viene onorata come manifestazione suprema della vita.

Scarica il testo della poesia “Il giardino dimenticato”:

Antonio Machado – Il giardino dimenticato (pdf)

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

(poi controlla l'email per confermare)
Ora condividi la tua esperienza lasciando un commento, gli altri lettori ne saranno felici!

Leggi Antonio Machado:

Paolo Subioli - Ama il tuo smartphone come te stessoSe t’interessa questo tema, è il momento di leggere “Ama il tuo smartphone come te stesso“, il libro di Paolo Subioli che per la prima volta affronta in modo sistematico tutte le problematiche legate all’uso degli smartphone, dei social e dei media digitali in genere. Nel libro viene descritto il metodo Digital Mindfulness, che avvalendosi degli insegnamenti di maestri come Thich Nhat Hanh, Pema Chodron, Alan Watts e lo stesso Jon Kabat-Zinn, affronta il tema della consapevolezza nel mondo contemporaneo e negli ambienti di lavoro.

Leggi l’anteprima dell’introduzione

[La foto è di ionea.]

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. Vito ha detto:

    Grazie Paolo di questo bellissimo post. Tanti Auguri di ogni Bene.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: