Rabbia: meglio accettarla che reprimerla

foto da Flickr di gilles chiroleuTi capita spesso di arrabbiarti? Ad alcuni sì, ad altri molto meno, è molto una questione di carattere. In tutti i casi, la rabbia è un’emozione distruttiva, che non porta mai a nulla di positivo.

Thich Nhat Han è maestro, nell’insegnarci a gestire la rabbia, e lo fa proponendoci un metodo tanto originale quanto efficace: non combattere la rabbia, non cercare di reprimerla, ma accettarla, per poi essere in grado di trasformarla.
Ecco come.

È molto importante imparare ad osservare le nostre emozioni negative. Un’emozione negativa comune è la rabbia, una formazione mentale complessa che è alla base – per molte persone – della lotta col proprio peso, con le relazioni e con la vita in generale. Identificare la presenza o l’assenza di rabbia in noi porta molti benefici. La rabbia è come una fiamma che divampa e consuma il nostro autocontrollo, facendoci dire e fare cose di cui probabilmente dopo ci pentiremo ….

Quando osserviamo che è presente la rabbia e la identifichiamo in modo consapevole, essa perde la sua natura distruttiva. La rabbia diventa distruttiva solo quando siamo arrabbiati e non la osserviamo consapevolmente. Quando la rabbia sorge dentro di noi, dovremmo seguire da vicino il respiro, mentre la identifichiamo e la osserviamo  in presenza mentale. Nel momento in cui facciamo così, la presenza mentale è già sorta in noi e la rabbia non può più continuare a monopolizzare la nostra coscienza.

La presenza mentale si affianca alla rabbia:

Inspirando, so che sono arrabbiato.
Espirando, mi prendo cura della rabbia.

Tale presenza mentale è una compagna, per la rabbia. L’osservazione consapevole non mira ad eliminare o scacciare la rabbia, ma solo a prendercene cura. Si tratta di un principio molto importante.

Quando siamo arrabbiati, noi siamo la nostra rabbia. Eliminare o allontanare la nostra rabbia equivale ad eliminare o allontanare noi stessi. Quando nasce la rabbia, possiamo essere consapevoli che essa è un’energia dentro di noi, e possiamo cambiarla in un altro tipo di energia. Se vogliamo trasformarla, per prima cosa dobbiamo sapere come accettarla.

Il testo è una mia traduzione di un brano da Savor — Mindful Eating, Mindful Life , p. 83, citato nell’articolo Accepting Our Anger, di Lilian Cheung.

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[La foto iniziale è di Gilles Chiroleu, Perpignan, Francia]

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