La rete di Indra rivela il segreto dell’universo

jenny downing, oh what a tangled webL’universo è come un’enorme rete che si estende all’infinito in ogni direzione, la rete di Indra, per includere ogni aspetto dell’esistenza, senza eccezioni. Al punto di intersezione di ogni nodo della rete c’è una lucente gemma dalla superficie riflettente. Ciascuna gemma riflette ogni altra, generando una vasta rete di sostegno che include tutto. Per quanto il loro numero sia infinito, nessuna gemma esiste senza le altre o può essere considerata a sé stante. Ciascuna di esse è ínterdipendente dalla presenza di tutte lealtre. Se ne appare una, appaiono tutte. Se non ne appare una, non ne appare nessuna. Se comparisse un puntino nero su una qualunque delle gemme, comparirebbe su tutte.

È una metafora molto antica, tramandatoci dalla tradizione buddhista. Contiene una verità fondamentale per capire cos’è la vita e il nostro rapporto col mondo: l‘interdipendenza di tutte le cose. In fatto che siamo legati gli uni agli altri da legami indissolubili , che si estendono a tutti gli altri esseri e a ogni elemento dell’universo.

Thich Nhat Hanh parla di “interessere“, cioè del fatto che più che “essere” possiamo “inter-essere” insieme a tutti gli altri e le altre cose con cui interagiamo. ma molti altri autori ne hanno parlato.

Immaginate una rete di ragno multidimensionale, coperta di primo mattino di gocce di rugiada. E che ogni goccia di rugiada contiene il riflesso delle altre gocce. E in ogni goccia di rugiada riflessa i riflessi di tutte le altre gocce di rugiada in quel riflesso. e così all’infinito. Questa è la concezione buddhista dell’universo in un’immagine

(Alan Watts)

Diane Rizzetto, una maestra di meditazione che abbiamo già incontrato, ci dà una bella interpretazione della rete di Indra, spiegandoci che “la mia vita e la vostra sono il continuo attualizzarsi di una solitudine assoluta e un’assoluta intimità“. È il nostro destino di esseri umani, quali creature completamente autonome, eppure definite solo in relazione con tutte le altre. Siamo di fronte al paradosso insito in qualsiasi attività spirituale o di ricerca interiore, compresa la meditazione:

non possiamo conoscere altro che noi stessi, eppure dobbiamo interagire con gli altri per scoprire chi crediamo di essere.

Dunque la rete di Indra non è solo una spiegazione affascinante della realtà, uno stimolo intellettuale, ma una sfida personale con la quale misurarci giorno per giorno. Siamo in grado di vedere quanto dipendiamo dagli altri? E quanto le nostre azioni si ripercuotono all’infinito nel tempo e nello spazio? Come ha detto sempre Thich Nhat Hanh, quando compiamo un’azione che fa bene a noi stessi, facciamo del bene al mondo. Quando compiamo un’azione che fa male a noi stessi, facciamo del male al mondo.

Diane Eshin Rizzetto – La rete di Indra (pdf)

[la foto è di Jenny Downing, Ginevra, Svizzera]

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Una risposta

  1. annafelice ha detto:

    Questo articolo sulla rete è magnifico: chiaro e penetrante

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