Come richiamare alla mente le proprie qualità

Foto di Pedro Ribeiro SimõesSta per arrivare il Natale, giorno dedicato alla nascita e alla rinascita in ognuno di noi. Perciò vi propongo una meditazione guidata molto efficace, che ci aiuta a riconoscere le qualità che abbiamo già dentro, in modo che possano crescere e donarci realmente nuova vita.

Il metodo proposto è abbastanza semplice. Qualunque sia la nostra personalità, e soprattutto qualsiasi sia l’opinione che abbiamo di noi stessi, possiamo riconoscere che, nella nostra mente, sono comunque presenti dei “semi” positivi. Delle qualità, anche se, in certi casi, poco visibili. Con la meditazione, possiamo riconoscerle una per una, individuarne il valore rigenerante e così creare le premesse per farle crescere.


(In fondo alla pagina ci sono i files da scaricare)

1) La meditazione comincia, come al solito, con la concentrazione sul respiro, per ritrovare l’unità della mente col corpo e col qui ed ora.

2) Poi si comincia ad entrare in contatto con la prima qualità:

Inspirando, sono in contatto con l’energia della presenza mentale in ogni cellula del mio corpo.

Espirando, mi sento nutrito dall’energia della presenza mentale che c’è in me.

Dunque, devo prima riconoscere di avere effettivamente questa qualità, la presenza mentale. Se pratico la meditazione, non è difficile ammetterlo. Poi, piano piano – respiro dopo respiro – prendo consapevolezza di quanto questa qualità sia preziosa e vada coltivata. Ci resto per un po’ in contatto. Me la godo: è proprio qui, dentro di me!

3) Successivamente, passo alle altre qualità: la solidità, la saggezza, la compassione, la pace, la libertà, il risveglio. Per ognuna di esse, devo solo fare lo sforzo di ammettere che siano presenti in me, anche se in misura minima.

Tutto qui. Alla fine prevale una sensazione piacevole. Per un quarto d’ora siamo stati in contatto con una persona piacevole, piena di qualità. E questa persona sono io! Da questa consapevolezza, però, è difficile che scaturisca orgoglio. Il nostro sguardo, mantenuto vigile dalla presenza mentale, è stato equanime.

Col tempo, ripetendo questa meditazione, si scopre come, con alcune di queste qualità, sia più difficile entrare in contatto. Sono quelle più nascoste e sacrificate, sulle quali possiamo lavorare.

Nota finale. Questa meditazione, tratta dal maestro Thich Nhat Hanh, parla di “richiamare alla mente la propria bontà e la propria natura di Buddha“. Cosa significa? Chi era il Buddha, e cosa ha a che fare con noi? E’ lo stesso maestro zen a spiegarci che il Buddha (“il risvegliato”) non è certo una divinità, ma una persona “normale”, come noi, che ha solo la particolarità di aver raggiunto l’illuminazione. In ciascuno di noi ci sono già quelle stesse caratteristiche, una per una: è sufficiente coltivarle ed alimentarle, per farle crescere. Se capite un po’ l’inglese, e vi interessa ascoltare questo concetto dalla viva voce di Thich Nhat Hanh, lo troverete nella seconda parte di un discorso tenuto il 6 aprile 2008 (scaricalo da qui: parte prima, parte seconda).

Meditazione per richiamare alla mente la propria bontà e la propria natura di Buddha:

Versione da 15 minuti  (mp3 – durata 15′)
Versione da 20 minuti  (mp3 – durata 20′)

Consiglio pratico: clicca sul link col tasto destro del mouse e poi scegli la voce: “Salva destinazione col nome…”

Per approfondire:

amore per se stessi

presenza mentale

depressione

[La foto iniziale è di Pedro Ribeiro Simões.]

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3 Risposte

  1. shamal ha detto:

    Ciao Paolo,
    sono Paolo del sangha di Bracciano.
    Grazie ancora delle preziose risorse che condividi, ti seguo sempre e sto scaricando i files audio… Lascio l’indirizzo del mio nuovo blog, nel quale ho appena traslocato dal vecchio che era sul Cannocchiale… Un saluto e un inchino 😉

  2. paolosub ha detto:

    Come vedi, ti ho aggiunto tra i “siti amici”. Che sia per te uno stimolo in più per mantenerlo aggiornato!

  3. Lorenza ha detto:

    Grazie per queste belle meditazioni guidate che hai messo in rete.
    Saluti
    Lorenza

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