Ridere, una pratica di meditazione

Foto da Flickr di Ernst MoeksisÈ difficile dedicarsi alla risata in modo artificioso, ma, visto che, di occasioni per ridere, ce ne sono quasi sempre, a disposizione, possiamo assumerla di proposito come sana pratica da perseguire. Un bel brano di Virigina Woolf, recentemente apparso sul Sole-24 Ore, mi spinge a riassumerne brevemente i benefici, proponendovi una mini-antologia sul tema.


Per Virginia Woolf (1882-1941), «ci sono cose che vanno oltre le parole e non al di sotto, e la risata è una di queste. Perché la risata è l’unico suono, per quanto non articolato, che nessun animale può produrre». «La risata, più di qualunque altra cosa, mantiene il nostro senso delle proporzioni; è lì a ricordarci sempre che siamo soltanto umani, che nessun uomo è del tutto un eroe o completamente un malvagio. Immediatamente, appena dimentichiamo di ridere, perdiamo il senso delle proporzioni e della realtà». «Le donne e i bambini sono i principali rappresentanti dello spirito comico, perché non hanno gli occhi annebbiati dal sapere, né le menti ingombrate da teorie libresche». «Non c’è niente, in verità, tanto difficile quanto ridere e far ridere, ma non esiste qualità che valga di più. È una lama che recide ciò che è superfluo, riproporziona e restituisce giusta misura e sincerità alle nostre azioni e alla parola scritta e parlata». (qui c’è il testo completo)

Mi pare significativa l’analogia coll’immagine del “diamante che recide l’illusione“, usata dal maestro zen Thich Nhat Hanh, in riferimento al Sutra del Diamante, il quale a sua volta insegna come penetrare, mediante la lama tagliente della comprensione, nei nostri modi di vedere compromessi dalle concezioni “dualistiche”. «Una volta squarciato il velo dell’illusione, ci apparirà nitidamente la meravigliosa realtà che è fuori e dentro noi».

Per il famoso guru indiano Osho (1931-1990), «se sei posseduto dalla risata, il pensiero si arresta. La risata può essere una splendida introduzione a uno stato di non pensiero». Più in particolare, «la risata fa affiorare energie latenti nella tua fonte interiore. L’energia inizia a scorrere, segue la risata come un’ombra. Ci hai fatto caso? Quando ridi di gusto, in quei brevi istanti sei in uno stato di profonda meditazione. Il pensiero si arresta. È impossibile ridere e pensare allo stesso tempo. Sono cose diametralmente opposte: puoi o ridere o pensare! Se ridi di gusto, il pensiero si arresta, se ancora pensi, la risata sarà di circostanza, sarà un po’ fredda. Sarà una risata monca».

Anche il giornalista e scrittore Tiziano Terzani (1938-2004), nella sua lunga ricerca, tra i tanti possibili metodi di cura – quando si ammalò di cancro – scoprì, in India, la risata come cura, di cui parla in questo breve video.

Vorrei citare inoltre – seppure non per esperienza diretta – lo Yoga della Risata, una disciplina che formalizza la pratica del ridere. Lanciato nel 1995 dal medico indiano Madan Kataria, lo Yoga della Risata si basa sul fatto che il corpo non avverte la differenza tra una risata reale e una indotta (se fatta volontariamente), poiché entrambe produrrebbero gli stessi benefici, sia a livello fisiologico, sia psicologico. La pratica consiste nel combinare esercizi respiratori dello yoga (“pranayama”) con esercizi di risata, in modo da aumentare le riserve d’ossigeno nel corpo e nel cervello. Kataria ha affermato che “ridere non conosce confini, non fa distinzioni di razza, credo religioso o colore ed è un linguaggio universale che può unificare il mondo”. La 1° domenica di maggio di ogni anno si celebra la “Giornata Mondiale della Risata” (World Laughter Day), promossa proprio da lui.

Infine una citazione poetica: alcuni versi di Omar Khayyam, matematico, astronomo, poeta e filosofo persiano dell’11° secolo:

La mia legge è il vino e il buon umore,
il mio credo, l’indifferenza a fede e a dubbio
ho domandato alla mia amata che è il mondo: “Che dote vuoi?”
Ella m’ha detto: “Il tuo cuore gioioso è la mia dote”.

[Ringraziamenti per i link e le fonti: al Sole-24 Ore, per aver pubblicato, il 4 settembre 2011, il brano tratto da: Virginia Woolf, Voltando pagina. Saggi 1904-1941, a cura di Liliana Rampello, il Saggiatore 2011; a Wikipedia, per le voci su Woolf e Osho; a Meditare.it, per aver riportato il brano di Osho; a YouTube, per il video di Terzani; all’Associazione Nazionale Yoga della Risata, per il sito sullo Yoga della Risata; al sito la meditazione come via, per la citazione di Omar Khayyam]

Virgina Woolf – Il valore della risata (pdf)

[La foto iniziale è di Ernst Moeksis]

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2 Risposte

  1. Grazie! Questo post, oltre che essere molto completo e ben scritto, mi ha anche fatto fare una risata, a cuor leggero, come mi succede di rado in questo periodo.

  2. paolosub ha detto:

    Sullo stesso argomento, segnalo anche questo interessante intervento:
    http://youtu.be/5P6UU6m3cqk

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