Organizzare un ritiro di meditazione autogestito

Ritiro presso centro Avalokita, CastelliOrganizzare un ritiro di meditazione autogestito della durata di un week-end è un’ottima idea per i gruppi locali che praticano la meditazione e vogliono regalarsi la possibilità di praticare insieme in silenzio, lontani dalle preoccupazioni della vita quotidiana.

Un ritiro di meditazione ha effetti misurabili sul cervello, non comparabili a quelli della meditazione anche praticata regolarmente, ma nel contesto del proprio ambiente di vita. Partecipare a un ritiro di meditazione viene considerato molto importante in tutte le tradizioni e scuole. Non c’è insegnante che non ne organizzi per i propri allievi e seguaci. Tipicamente un ritiro dura da una settimana a diversi mesi, me ce ne sono molti di tre giorni. Il week-end è la dose minima, comunque valida.

Ma partecipare a un ritiro di meditazione non è sempre possibile per tutti, a causa di fattori come la mancanza di giorni a disposizione per chi lavora e/o ha una famiglia, la lontananza dai luoghi dei ritiri, la scarsità di soldi, anche se raramente i ritiri di meditazione sono cari.

Il ritiro di meditazione autogestito può essere organizzato molto facilmente per la durata di un week-end, utilizzando la seconda casa di uno dei partecipanti, se disponibile. Ciò semplifica molto l’organizzazione.

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Come organizzare un ritiro di meditazione autogestito

Il modo migliore per organizzare un ritiro di meditazione autogestito, se nel gruppo non c’è un insegnante di riferimento, è quello di farlo in modo collaborativo. Il mio consiglio è di creare una tabella con l’elenco completo dei compiti e le rispettive persone incaricate. Ecco un possibile elenco:

  • Redazione programma (consiste nel redigere il programma dettagliato e poi stamparne una copia da affiggere nel luogo del ritiro)
  • Insegnamenti (consiste nel scegliere eventuali brani da leggere o video a cui assistere insieme)
  • Maestro/a di campana (è la persona incaricata di suonare la campana e di gestire tutta la tempistica del ritiro)
  • Campana (consiste nel portare la campana)
  • Pranzo del sabato (2 persone si incaricano dell’organizzazione completa del pasto: preparare il cibo, apparecchiare, ripulire)
  • Cena del sabato (2 persone per l’organizzazione completa)
  • Colazione della domenica (1 persona)
  • Pranzo della domenica (2 persone)
  • Pane (1 persona)
  • Frutta (2 persone)

Una persona del gruppo può assumersi l’onere di attribuire i vari incarichi. Oppure si può creare un documento condiviso a cui ciascuno dà il proprio contributo, tramite un sistema di condivisione come Dropbox o Google Drive.

Per quanto riguarda i supporti, tipo cuscini e panchetti, e tappetini, la cosa più semplice è che ciascuno provveda per sé.

Il programma va redatto in base all’esperienza di chi ha frequentato ritiri. Si consiglia di alternare sessioni di meditazione seduta e camminata, della durata di 45 minuti o 30 minuti ciascuna, inserendo anche momenti di pausa per prendere un tè o una tisana, per la preparazione dei pasti e dopo i pasti. Nel ritiro si pratica prevalentemente la meditazione, ma è bene che i partecipanti possano fare tutto con molto agio e praticare la consapevolezza delle azioni semplici nella vita quotidiana, come vestirsi, andare in bagno, eccetera.

Il nobile silenzio dovrebbe dominare tutto il tempo del ritiro. Si intende con questo termine la pratica di non parlare anche nei momenti in cui non c’è la meditazione formale, per fa sì che il silenzio possa alimentare la consapevolezza e facilitare un atteggiamento di contemplazione anziché di azione. Il programma può però prevedere una sessione finale di condivisione, nella quale ciascuno avrà la possibilità di esprimere le proprie impressioni sull’esperienza vissuta.

Le regole da seguire non sono tanto scontate, pertanto può essere utile che prima dell’avvio ufficiale del ritiro ciascuno esprima a voce esplicitamente il proprio impegno a rispettarle. Ecco alcune possibili regole:

  • non parlare, nemmeno a bassa voce, se non per emergenze;
  • spegnere tutti i dispositivi elettronici, dall’nizio fino alla fine del ritiro;
  • presentarsi puntuali, o meglio in anticipo, alle sessioni di pratica;
  • non allontanarsi dal luogo del ritiro.

Al termine di questo ritiro di meditazione autogestito della durata di un week-end tutti saranno molto soddisfatti e si sentiranno più amici di prima, perché il silenzio consapevole è in grado di unire le persone meglio delle parole.

Per approfondire:

ritiro

nobile silenzio

meditazione nei gruppi di pratica

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Pubblicato da: Astrolabio Ubaldini
ISBN: 978-8834009604
Disponibile in: Versione economica

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