Cos’è la Soka Gakkai e perché ha successo

Mattia Belletti, Bologna Pride 2008 - Nam myoho renge kyoIl movimento spirituale della Soka Gakkai, col suo mantra nam myoho renge kyo, è il gruppo numericamente più numeroso, in Italia, tra quelli che si richiamano in un modo o nell’altro al buddhismo, e può contare su una presenza capillare sul territorio. Come mai?

La caratteristica più nota della Soka Gakkai è che la pratica dei suoi seguaci consiste principalmente nel ripetere all’infinito “nam myoho renge kyo” ovvero il titolo (“daimoku”) in giapponese del Sutra del Loto, uno dei più importanti testi del buddhismo mahayana. La versione originale del Sutra era in sanscrito, ma il suo titolo viene recitato in giapponese, essendo di tale nazionalità Tsunesaburo Makiguchi, l’iniziatore del movimento (1930). Ecco come appare all’orecchio la recitazione del mantra:

Il daimoku “nam myoho renge kyo” è un’invocazione il cui significato letterale è “io esprimo la mia devozione alla Legge mistica perfettamente dotata del Sutra del Loto”. Il daimoku costituisce per gli adepti della Soka Gakkai la pratica quotidiana di base, recitata per mezz’ora, una, due o più ore al giorno. O quando ce n’è bisogno.

La pratica complementare al daimoku è chiamata Gongyo e viene effettuata al mattino ed alla sera, a memoria o da un apposito libretto. Si tratta della lettura in giapponese antico di alcuni capitoli del Sutra del Loto, in base alla selezione indicata da Nichiren (1222-1282) monaco buddhista giapponese a cui la Soka Gakkai si ispira. Daimoku e Gongyo vengono recitati davanti al Gohonzon, il cosiddetto “oggetto di culto”, davanti al quale contemplare quotidianamente la propria mente. Il Gohonzon è costituito dalla riproduzione di una pergamena di Nichiren ed è inserito in una sorta di altare che i fedeli ricavano tipicamente all’interno di una libreria in soggiorno.

La Soka Gakkai in Italia

È stato stimato che in Italia gli adepti della Soka Gakkai siano almeno 70 mila, il doppio degli ebrei e più di tutti gli altri buddhisti messi insieme. È il Paese occidentale dove il movimento ha più successo in assoluto, e può contare su molti “VIP”, da Roberto Baggio a Sabina Guzzanti a Carmen Consoli, ma soprattutto su un gran numero di gruppi locali, col massimo delle presenze a Roma e Firenze.

La Soka Gakkai nel mondo

Oggi la Soka Gakkai International è presente in 192 paesi del mondo e annovera più di dodici milioni di seguaci. I discorsi e gli scritti del suo attuale presidente, Daisaku Ikeda, sono oggetto di particolare venerazione all’interno del movimento.

La Soka Gakkai è presente soprattutto in Giappone, dove vanta il seguito di circa otto milioni di adepti, per lo più aderenti al partito Komeito, al quale è strettamente legata, potendo così esercitare una forte influenza su tale sistema politico. Il Komeito è infatti il terzo partito del paese. La Soka Gakkai nel tempo ha costruito una rete molto estesa di organizzazioni locali in tutto il mondo, comprendenti associazioni non-profit, scuole, università, fondazioni, testate giornalistiche e imprese commerciali.

Perché la Soka Gakkai ha successo

Il successo della Soka Gakkai e del suo mantra “nam myoho renge kyo” si potrebbe spiegare con una concomitanza di fattori.

  1. La prospettiva di conseguire risultati concreti. L’idea di fondo che circola tra i praticanti è che la recitazione del “daimoku” possa consentire di ottenere benefici diretti, come trovare lavoro, casa, partner, fare carriera, risolvere problemi di ogni tipo. Persino trovare parcheggio, insistendo con la recitazione di “nam myoho renge kyo” all’interno della propria auto, come ho potuto rilevare da testimonianze dirette.
  2. L’essere inseriti in un contesto comunitario, solidaristico, nel quale ricevere l’incoraggiamento degli altri partecipanti rispetto ai propri obiettivi, senza sentirsi giudicati.
  3. Poter prendere parte a rituali devozionali del tutto analoghi a quelli di una pratica religiosa, ma senza alcuna credenza soprannaturale e soprattutto senza che sia richiesto di seguire norme comportamentali nella propria vita privata in tema di sesso, alimentazione, vestiario e così via.
  4. Il sentirsi parte di un movimento globale che predica la tolleranza, la pace e il rispetto per l’ambiente.

Tutto ciò è ancora più valido in un paese come l’Italia, nel quale la spiritualità è sempre stata sinonimo di cattolicesimo e dunque di una religiosità dogmatica, fortemente prescrittiva e tendenzialmente ostile alla modernizzazione. Per noi italiani è un grande sollievo vivere una pratica religiosa senza costrizioni, più che altrove.

La Soka Gakkai è veramente buddhismo?

Parlare di Soka Gakkai è un argomento che fa litigare tantissimo, al punto che la relativa voce di Wikipedia in inglese è stata messa sotto lo stato di “semi-protezione”, una misura adottata per le voci particolarmente controverse. In certi gruppi Facebook è un argomento esplicitamente vietato. Molti la considerano una setta, al pari dei Testimoni di Geova, per il loro modo di fare proselitismo e la difficoltà a uscire dal movimento. Altri puntano il dito contro il business della Soka Gakkai International. Altri ancora li considerano intrusi, nel panorama buddhista.

Per molti aspetti la Soka Gakkai è molto lontana dal buddhismo nelle sue varie forme (il buddhismo tibetano del Dalai Lama, le varie scuole zen, la vipassana, ecc.) soprattutto perché non contempla il ricorso alla pratica fondamentale del buddhismo, la meditazione. Inoltre l’usanza di praticare col fine di ottenere dei risultati pratici è esattamente l’opposto di quanto viene insegnato nella tradizione zen, uno dei cui principali fondamenti è proprio quello che è indispensabile praticare senza voler ottenere nulla (“non ottenimento“).

Eppure, se sentirete qualcuno dichiararsi “buddista” (senza la h, come ormai è di uso comune), state sicuri che frequenta un gruppo della Soka Gakkai. Conosco tanti che adottano quotidianamente pratiche buddhiste e le mettono al centro della propria vita, me compreso, ma non si autodefiniscono “buddhisti”. Personalmente credo che il buddhismo sia una pratica, non una categoria umana, né una religione (a parte certe sue declinazioni) e che autodefinirsi tali crei una barriera tra sé e gli altri, ovvero produca qualcosa di contrario al buddhismo stesso.

Va pure detto che il buddhismo non è una tradizione monolitica; ha sempre avuto anzi una connotazione molto pluralista e sperimentale, per cui nessuno può essere accusato di ritenersi a torto buddhista. Inoltre la Soka Gakkai ha un punto molto importante in comune col buddhismo: l’idea che la liberazione dalla sofferenza non dipenda da cause esterne, ma dalla propria mente. Come dice il Dhammapada infatti:

Tutto ciò che siamo è generato dalla mente

Perché funziona

Gli adepti della Soka Gakkai sono mediamente soddisfatti della propria pratica, che considerano essenziale per la felicità personale. Questo è tipico di tutte le prassi spirituali, ma nel caso dei recitatori di “nam myoho renge kyo” mi sono fatto l’idea che ciò sia dovuto principalmente a due fattori:

  • l’idea di dover adottare una pratica personale per risolvere i propri problemi spinge a concentrare l’attenzione su se stessi, abituandosi progressivamente ad attribuire sempre meno agli altri la responsabilità dei propri guai;
  • recitare un mantra in maniera prolungata, come si fa anche in ambiti come la meditazione trascendentale, ha comunque effetti benefici, in quanto aiuta a calmare la mente e a ridurre l’ansia, come hanno anche provato diversi studi.

Dunque chi ha deciso di vivere al ritmo di “nam myoho renge kyo” sia lasciato libero di praticare come vuole, persino di definirsi “buddista”. Per tutti consiglio di approfondire leggendo questo studio sulla Soka Gakkai del sociologo Carlo Barone e questo post del blogger Fauno Silvestre, ricchissimo di commenti a favore e contro. Oltre che il sito ufficiale della Soka Gakkai, naturalmente. E a conclusione consiglio la lettura di questo brano sulla vita del Buddha.

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[La foto è di Mattia Belletti, Italia]

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75 Risposte

  1. Marina ha detto:

    Ecco, questo articolo mi chiarisce diverse cose.
    Non conosco nulla o quasi del buddhismo. Ho seguito alcuni insegnamenti in un centro di buddhismo tibetano, dove sto anche seguendo un corso di meditazione. Cercavo qualche libro che mi aiutasse a capire i concetti fondamentali e mi sono imbattuta ne “il buddhista riluttante”, salvo poi scoprire che faceva riferimento solo al buddhismo di Nichieren e alla Soka Gakkai e non sapevo bene cosa significasse.
    Ora finirò comunque di leggerlo, ma mi serviva proprio qualche elemento per contestualizzare il tutto… visto che avevo provato a cercare in rete e avevo letto cose molto contrastanti.
    Non è la prima volta che trovo in questo sito le risposte ai miei dubbi 🙂
    Ora vado a leggere i link di approfondimento.
    Grazie 🙂

  2. Marcello ha detto:

    Ciao Paolo,
    vorrei fare una piccola considerazione non sulla Soka Gakkai che, onestamente, conosco poco o niente e solo tramite qualche articolo sui vari media, quanto soffermarmi brevemente su una parte del tuo articolo, cito:
    “Personalmente credo che il buddhismo sia una pratica, non una categoria umana, né una religione (a parte certe sue declinazioni) e che autodefinirsi tali crei una barriera tra sé e gli altri, ovvero produca qualcosa di contrario al buddhismo stesso”.
    Pur accettando in linea di principio che una qualsivoglia barriera tra se stessi e gli altri sia agli antipodi del buddhismo, ritengo che nell’autodefinirmi buddhista – nel mio caso un buddhismo agnostico, per dirla alla Batchelor – non ci sia necessariamente l’ intento di porre un ostacolo tra me e gli altri e, comunque, se di separazione può parlarsi forse è più da imputarsi ad una non conoscenza del tema da parte dei miei interlocutori che di separazione da parte mia. Definirmi uomo, non vuol dire necessariamente separarmi dalle donne. Lo stesso nel definirmi alto piuttosto che basso, ecc.. L’intento è solo quello di dare un riferimento culturale a chi mi sta di fronte: niente di più, niente di meno.
    Ciao e complimenti per l’ottimo lavoro.
    Marcello

  3. Elisa ha detto:

    Io invece di Soka Gakkai ne so abbastanza. Abbastanza per decidere di iscrivermi al Basic Program di studi buddhisti in un centro FPMT 🙂
    Per quanto mi riguarda, quando mi capita di confrontarmi con qualcuno su questo argomento, è difficile per me riuscire a rimanere veramente serena, ma credo sia questione di pratica.
    Per questo ti ringrazio per il post, mi servirà come traccia la prossima volta che affronterò l’argomento Soka Gakkai con qualcuno. Saprò ricordarmi con maggiore chiarezza che ci possono essere motivi validi anche per questo tipo di scelta!

  4. marco ha detto:

    Ho avuto esperienza diretta di S.G. assolutamente antibuddhista.ripetere ossessivamente il N.Y.R.K. e fare sempre e solo riferimento al Sutra del Loto che peraltro,non è di certezza assoluta opera del Buddha,per ottenere soldi,successo,benessere materiale mi fà pensare effettivamente ad una setta,plagiano i nuovi adepti perchè chi si rivolge alla setta é spesso in crisi totale con se stesso ed emotivamente debole.questo a mio parere non è il buddhismo del Dalai Lama e tantomeno Dzog Chen.

  5. Alessandro ha detto:

    Salve 🙂
    Ho deciso di far parte della Soka Gakkai lo scorso 16 Marzo 2014. Trovo l’articolo molto interessante, specie perché usa un tono ‘pacato’ e, a colpo d’occhio, sufficientemente obiettivo sull’argomento, ottimi presupposti per poter intavolare un dibattito costruttivo.

    Non credo che nel mondo esisteranno associazioni o organizzazioni fatte da persone che per un motivo o per un altro non susciteranno polemiche o motivi per cui “far litigare tantissimo”, compresa la Soka Gakkai.

    L’articolo purtroppo non è frutto di un’analisi approfondita cosa che, per un’organizzazione che vanta così tanta adesione nel mondo, decisamente merita. Trovo importante far presente che ancora prima di aderire alla Soka Gakkai chi decide di recitare Nam Myoho Renge Kyo segue gli insegnamenti di Nichiren Daishonin, monaco buddista nato in Giappone nel 1222. Effettivamente, quindi, che ci piaccia o no, questa è una pratica buddista.

    Mi piace ricordare a tutti quanti che, prima ancora d’esser buddista, io sono Alessandro, in un secondo momento faccio presente che pratico il buddismo. Questo lo sottolineo proprio per non apparire sotto ad un’etichetta ben esposta, tipica di coloro che appartengono a delle sette religiose. Vi assicuro che sono stato tra i primi a considerare questa pratica una sorta di organizzazione affine a quella dei testimoni di Geova, cosa che ho smentito a me stesso dopo aver deciso di vederci chiaro. Nessuno ti corre dietro, nessuno vuole convincerti di nulla, nessuno ti viene a suonare alla porta alle 8 del mattino la domenica per sapere cosa ne pensi del futuro.

    Se ho continuato a recitare Nam Myoho Renge Kyo è solo per un motivo: esser felice e manifestare la mia natura di Budda. Esser felice qui e oggi, non in una vita presunta o attraverso la venerazione di un dio esterno a me che non ho mai percepito. E’ ovvio dalla mia premessa sono di parte 🙂 ma vi assicuro che Nam Myoho Renge Kyo funziona. Funziona davvero.

    Purtroppo declassare a una serie di bullet point tipici delle analisi marketing di un’azienda una nobile organizzazione come la Soka Gakkai (che, ci piaccia o no, fa tanto per il benessere dell’essere umano), non aiuta all’approfondimento sull’argomento. Ci sono cose che, per esser comprese, vanno vissute e comprese solo ed esclusivamente col cuore. Invito tutti quanti a non arrabbiarsi e a non litigare quando si affronta un argomento del genere, non ce n’è davvero motivo. Chi è buddista, appartenente a qualsiasi tipo di budismo, sa che vogliamo tutti quanti raggiungere lo stesso obiettivo, ognuno con gli strumenti che ritiene opportuni. Se io ho deciso di continuare a recitare Nam Myoho Renge Kyo è perché qualcosa nella mia vita è successa davvero. E continua a succedere davvero. Questa pratica non è migliore delle altre, nessuna pratica è migliore di questa o quella, come nessuna religione lo dovrebbe essere. Quello che deve vincere è l’essere umano, nella sua natura più nobile. Se io ho deciso di recitare Nam Myoho Renge Kyo, che male faccio? 🙂

    Grazie a tutti e buona vita 😉

    • silvio ha detto:

      “ma vi assicuro che Nam Myoho Renge Kyo funziona. Funziona davvero.” anche vanna Marchi diceva così dei suoi numeri del Lotto.

      • silvio ha detto:

        cosa è NMRK??’ Una formula magica..e se ad un certo punto non funzionasse più..quale sarebbe la spiegazione??? naturalemnte non si pratica abbastanza…mi ricorda tanto il sale che non si scioglieva perchè si aveva il malocchio….Wanna si fece bei soldi..ma al popolo italiano non bastano maghi,ciarliatani, chiromanti..tumori asportati con l’imporsizione della mani..alla fine sarà solo selezione naturale..e lo stato vitale post pratica è solo adrenalina..poi ognuno è libero di dare da mangiare ad una pergamena chiusa come fosse un TAMAGOCHI..

  6. Luisa Pietrangeli ha detto:

    mi spiace ma il tutto è generalizzato senza alcun approfondimento in materia….vorrei sottolineare che il gruppo politico in questione il “Komeito” è nato da parte di un gruppo di praticanti , ma dove la SGI si è astenuta anzi tra l’altro chi pensa di avventurarsi in una carriera politica è chiesto di non avere nessuna responsabilità all’interno….proprio per evitare qualsiasi coinvolgimento, è un’associazione aperta a tutti indistintamente anche non praticanti, senza alcuna discriminazione nei confronti di altre religioni…. il pensiero filosofico di questo buddismo si occupa della vita in sè , nella sua profondità e non sul raggiungimento di obbiettivi materiali, ma è fondamentale il percorso che ognuno di noi fa, è importante la partecipazione attiva nel nostro ambiente in modo pacifico e costruttivo, difatti come Organizzazione non Governativa riconosciuta dall’ONU si impegna di partecipare attivamente per la pace nel mondo, ci auto-sosteniamo sia economicamente, sia facendo attività di volontariato, vi consiglio apertamente di andare a vedere la mostra Senzatomica è itinerante in tutta Italia trovate il sito, totalmente gratuita e magari potete farvi un’idea di cosa fa e come agisce la SGI nel sociale. Hanno partecipato e continuano a partecipare numerose scuole proprio per una campagna di sensibilizzazione verso il disarmo nucleare e il cambiamento che ognuno di noi può fare nel proprio quotidiano, in altre iniziative si è associata anche Amnesty International. Il punto secondo me è che quando si trova una filosofia di pensiero aperta e libera per se e gli altri, purtroppo noi essere umani dobbiamo trovare comunque il losco in tutto, non è così, mi spiace, magari approfondendo i principi di questo movimento buddista si potrebbero avere idee più chiare in merito. Per quanto riguarda il fondatore della SGI Tsunesaburo Makiguchi potrei aggiungere che è stato un grande Pedagoga, ha scritto un’importante trattato (discusso anche in diverse università, anche alla Sapienza di Roma) “La teoria del valore” approfondendo la pedagogia di Jhon Dewey e morto in carcere per portare avanti la libertà di pensiero e di credo in Giappone durante la seconda guerra mondiale, ove regnava un governo militarista e definito da molti storici un modello di piccolo nazismo….. magari approfondiamo un pò prima di scrivere ….. sono una praticante dal 1997 e con molta difficoltà non ho mai smesso e credo nella libertà di pensiero, espressione e di essere……Grazie 😀

    • silvio ha detto:

      Una delle caratteristiche della partecipazione politica della Soka Gakkai – attraverso il Komeito – è quella di aver dichiarato, fin dall’inizio, che la motivazione di questo impegno e l’attività politica in sé si basavano sui principi del Buddismo mahayana. Nella storia moderna del Giappone, i movimenti politici le cui attività si riferivano agli ideali buddisti sono stati ben pochi, e fra questi soltanto il Komeito è riuscito ad andare avanti con successo.

  7. paologiamm ha detto:

    Anch’io apprezzo il tono pacato di Subioli. Nessuno cerca la rissa, però proprio il successo italiano dell’ultima sigla arrivata impone un confronto serio. Non è in gioco la libertà di pensiero, figuriamoci: il problema non sono i praticanti, ma l’organizzazione. Purtroppo i seguaci ripetono 4 info rivendute a buon mercato, come il legame con un unico antico prestigioso saggio giapponese, del tutto incolpevole… Buddhismo è altro: ricerca, sfida, approfondimento, accettazione del paradosso, senza fini di potere o attaccamenti… SG è invece un fenomeno tutto moderno, spirituale nel senso più superficiale possibile, e come tale gestito, a cominciare dall’impossibilità di allontanarsene senza essere inseguiti per mesi… Trovo debolissimo di Paolo, sul piano logico, il passaggio finale: può far piacere anche a me che le persone ci si trovino bene e che abbiano benefici da un’unica pratica ipnotica; questo non vuol dire però chiudere gli occhi sull’ideologia e i comportamenti di una associazione che fuori dal Giappone ha pensato bene (come Scientology) di presentarsi sotto altri panni, più soft, per reclutare persone, possibilmente di reddito medio-alto. Per fortuna il Buddhismo offre tanti altri approcci: meditare per credere… Magari conoscere i limiti di SG potrà aiutare qualcuno entrato da quella porta a visitare altre esperienze. Un inchino

  8. Alessandro ha detto:

    paologiamm, tra le tue righe leggo una vena saccente e arrogante. Il Buddismo di Nichiren Daishonin che è diffuso dalla SGI è già esattamente tutto quello che hai elencato: ricerca, sfida, approfondimento (accettazione del paradosso ce la devi spiegare), senza fini di potere o attaccamenti. Non so davvero quali siano le fonti dalle quali attingi le tue informazioni però mi spiace precisarti che sono in buona parte errate, poiché nessuno rincorre nessuno, la SGI non ha nulla a che vedere con Scientology, nessuno recluta persone (non siamo dei talent scout) e, perdonami, ma quella di adepti col reddito medio-alto mi ha fatto sganasciare dalle risate. Conosco persone che, come me, hanno davvero una scarsissima possibilità economica e, nonostante tutto, attraverso il Buddismo con le potenzialità che hai egregiamente elencato, sono e siamo felici di vivere sotto questo cielo, felici di condividere l’universo anche con persone che deridono la nostra pratica. Ti semberà un paradosso, ma ti devo ringraziare poiché il tuo intervento è un frizzante espediente per approfondire (però seriamente) cos’è veramente la SGI. A me il Buddismo ha cambiato e sta cambiando la vita. Mi sento una persona migliore e con la consapevolezza di poter e di dover migliorare ancora un’infinità di cose. Ogni giorno mi sforzo di diffondere questa mia contagiosa gioia nell’affrontare la Vita e Vincere, insieme agli altri. Contagiare le persone e risvegliarle alla consapevolezza che tutti quanti siamo già dei Budda e perfettamente dotati di tutto quello che ci serve per esser felici, qui e adesso. Questi sono i sentimenti con i quali i membri e i simpatizzanti del Buddismo del Daishonin hanno fatto crescere la SGI, portandola a quei numeri interessanti che quest’articolo condivide.
    E poi, perdonatemi, ma se c’è così tanta gente che decide di aderire a questa pratica… un motivo ci sarà, non credete? Il motivo è che Nam Myoho Renge Kyo funziona. Provate per credere. Però dovete provare, possibilmente liberandovi da tutti i pregiudizi che non fanno bene a nessuno.

    Buona Vita a tutti 🙂

  9. Michele ha detto:

    Perché attaccarsi ad un’idea, un ideale, una setta, una religione ecc.. non è un preconcetto?
    Ma tutti quelli che parlano così bene di questa soka gakkai, non si rendono conto per primi che i loro discorsi sono colmi di contraddizioni (sicuramente come le loro vite).
    Ma provate mai a parlare con voi stessi in totale sincerità?
    Non credo proprio visto questo continuo perseverare nel proselitismo e nel cercare di definire in ogni modo possibile l’essere umano… essere umano, non buddha o simili.. essere umano, ce la fate? vi entra? essere umano.. siamo nati così.. umani.. non buddha, non cristiani, no questo e non quello. UMANI!
    Sveglia!
    E si che per ogni cosa voi volete sempre un tornaconto.. lo faccio perché voglio questo, perché voglio quello, la mia missione, la pace ecc.
    Ma per favore! Egoisti, egoici, egocentrici insoddisfatti delle proprie vuote vive!
    Imparate a stare sereni nella solitudine, invece di creare continuamente masse conformi, clan e gruppi di automi che ripetono e fanno sempre le stesse identiche cose:
    SOLDATINI!
    Così si creano gli eserciti, così si creano le differenze e così continuano le guerre!

    Blablabla.. che velo dico a fare.. tanto già credete di sapere e conoscere tutto.

    • Alessandro ha detto:

      Caro Michele,

      intanto voglio precisare che continuo a rispondere ai commenti di questo articolo solo perché quando risposi al primo credo di aver spuntato un’opzione in cui si diceva che mi sarebbe arrivata una mail ad ogni nuovo commento. L’ho fatto perché amo il confronto e credo sinceramente che, nella fattispecie, quello intavolato con persone che la pensano e la vedono in modo diametralmente opposto al mio sono le discussioni che più mi fanno crescere.

      Credo che non sia questo il caso poiché (ti sembrerà paradossale) sottoscrivo ogni tua parola e pensiero. Sono davvero d’accordo con tutto quello che dici. ‘Essere Umano’ è la parola chiave. Il mio intervento non vuole essere da ‘maestrino’ però permettimi di dirti che il buddismo al quale ho deciso liberamente di aderire è proprio quello in cui al centro di qualsiasi importanza c’è l’essere umano. Così come lo hai descritto tu il “buddha” da l’impressione che sia una cosa diversa dall’ “essere umano”, ed era il mio pensiero di prima che cominciassi a praticare il buddismo di Nichiren Daishonin. In seguito ho imparato che questo giudizio è dettato dalla nostra cultura occidentale che tende a divinizzare tutto ciò che sta sotto la parola “religione”. Invece ho imparato che nel buddismo “buddha” ed “essere umano” sono davvero la stessa identica cosa. E qui il termine budda prescinde davvero dalla religione, dal nostro concetto di religione, persino dal buddismo da cui deriva il nome dello stessi movimento religioso. E’ molto difficile per noi sia da capire che da spiegare poiché, ripeto, la nostra educazione alla religione ci rende ardua la comprensione immediata.

      Ho imparato, finalmente, che l’essere umano è alla base di tutto. L’essere umano che, risvegliandosi alla consapevolezza di essere tale, s’illumina: ecco da dove deriva il termine budda, ovvero “risvegliato” l’illuminato. Quindi, da come puoi vedere il mio pensiero è concorde con il tuo.

      Poi, per chi non si è ancora annoiato nel leggermi/ci, volevo una volta per tutte esprimere il mio pensiero riguardo al considerare la Gakkai come una “setta” o “clan” o un “club di fanatici”.
      Quando muovevo i primi passi nella pratica ero fra i primi a dubitare di tutto e, guidato solo dal mio buonsenso, avevo giurato a me stesso che se non avessi compreso per bene che non si trattava proprio di una setta religiosa non avrei più rimesso piede a un qualsiasi Kaikan (centro culturale buddista della Soka Gakkai) o a un qualsiasi meeting buddista. Purtroppo per chi si pone anti-Gakkai ho verificato e appurato che non è così. Non posso farci niente, perdonatemi, ma se ho dubitato come tutti voi e poi valutato e dissolto il mio dubbio ho dovuto fare i conti con quella che era la mia nuova realtà dei fatti.

      Rimaneva però un dubbio che diceva “Perché una Soka Gakkai? Perché la necessità di una organizzazione?!??” la mia domanda ha trovato una semplicissima risposta. L’organizzazione religiosa, termine che fa venire l’orticaria a chiunque, altro non dovrebbe essere che un insieme di esseri umani mossi dal raggiungimento di un nobile obiettivo comune. La Gakkai fa fede a questo obiettivo fin dal primo momento in cui è nata e quell’obiettivo prende il nome di KOSEN RUFU.

      Quando io ho un interesse e condivido quest’interesse col mio vicino di casa e un giorno decidiamo di agire insieme abbiamo già formato un’associazione senza la necessità di ufficializzare la cosa. Se poi a me e al mio vicino si aggiunge mio fratello, un mio amico, il panettiere dietro l’angolo e l’edicolante di due isolati più in là, la cosa diventa più complessa: comunicare e agire coerentemente tenendo fede al nostro obiettivo senza mai sgarrare diventa fondamentale. In una sola parola diventa fondamentale ORGANIZZARSI. Ecco che nasce l’organizzazione. Se ci pensate, anche il gruppo su WatsApp creato da Gino per comprare un regalo a Carlo in occasione del suo compleanno è un’organizzazione.

      Ecco da dove nasce la necessità di creare un’organizzazione. L’organizzazione nasce in modo naturale.
      Quando però in una organizzazione religiosa gira del denaro giustamente storcono tutti il naso, io per primo. La Soka Gakkai, però, è un’organizzazione che si auto-finanzia e l’autofinanziamento avviene con uno spirito che è molto lontano dal nostro concetto di fare un’offerta. L’importante è sempre informarsi. Informarsi, capire, se è il caso confutare e poi farsi una vera idea.

      Per molti anni, Michele, ho sguazzato nella solitudine assaporandone le nobili virtù. Facevo della solitudine la mia compagna quotidiana ed ero felice. Felice perché sentivo di non aver bisogno di altro se non del mio silenzio e trarre da esso la comprensione di me. Questa cosa è durata per diversi anni, sembrava tutto bello fin quando ho capito che ero scivolato silente nella depressione e l’apparente felicità aveva d’un tratto preso le sembianze di un mostro rattrappito dalla sofferenza. Non c’è alcuna felicità se non quella condivisa. CONDIVISA. Purtroppo la solitudine non è contemplata per adempiere alla missione comune di ogni essere umano: esser felice. E non è una cosa che dice la Soka Gakkai per trasformarci in soldatini, è una legge dell’universo alla quale siamo costretti obbedire, volenti o nolenti. Ci ho messo un po’ a capirlo, ma poi ho accettato la realtà col sorriso sulle labbra. Questo è l’esatto motivo per cui Shakyamuni stesso aveva abbandonato la pratica ascetica.

      Infine, caro Michele, quanto hai ragione ad accanirti con tutti quelli che “credono di aver capito tutto”. Io ho deciso di praticare questo buddismo proprio perché, con molta umiltà, ho capito di non sapere un cazzo ma con l’irrefrenabile e inarrestabile volontà di capirci qualcosa su questo enorme fenomeno chiamato Vita. E in questo il buddismo del Daishonin mi sta dando grosse soddisfazioni.

      Saluti! 🙂

      • Michele ha detto:

        Ma guarda, ti rispondo con molta semplicità.
        Personalmente non ho interesse a dare considerazione a nessuno, mi sono abituato nel tempo a camminare bello dritto e a testa alta anche con venti perennemente contrari, e senza seguiti o persone pronte ad applaudirmi o adorarmi, cose che detesto pietosamente.
        Io non ho bisogno di definire o creare organizzazioni per vivere libero.
        Quando parlo di solitiduine, non parlo di startene chiuso nel tuo angolino di casa a rimuginare con i tuoi pensieri ad occhi chiusi o fissando oggetti di culto.
        Quando parlo di solitudine, parlo di sentire la tua reale essenza a contatto con tutta l’energia dell’universo.. concetto che non ho voglia ed intenzione di approfondire per iscritto, e per di più qui, perché lo trovo atrocemente riduttivo.
        Di certo non devo insegnare io agli altri come vivere la vita, ci mancherebbe. Ognuno cerchi di trarre il meglio possibile dalle proprie personalissime esperienze e di trovare equilibrio e serenità; questo non toglie, che per riuscire a vivere felici aiutandosi reciprocamente, e creando una società pacifica, non c’è sicuramente bisogno di creare organizzazioni… basterebbe semplicemente essere coerenti e consapevoli con se stessi. Cosa che diventa ardua, quando nascono continuamente scuole, dottrine, religioni, sette ecc. (me ne frego altamente di come le chiami tu, non fa una grinza), che ti educano a verità assolute, ogni prinicipio di libertà automaticamente si distrugge.
        L’unica cosa che ho potuto tranquillamente constatare, ed è palesemente oggettivo, sotto gli occhi di tutti chiaro come il riflesso della luna sull’acqua in una limpida notte estiva.. è che da quando l’uomo ha iniziato a porsi domande su ciò che ancora oggi è oscuro (perché velato da questa ignoranza globale), e a dar vita appunto alle diverse fedi e gruppi religiosi e/o politici, per trovare risposte, si sono viste soltanto differenze, che hanno allontanato sempre di più le persone le une dalle altre. E poi, come ovvia conseguenza di questa immensa idiozia e stupidità, sono arrivate le guerre.
        Chiediti come mai?
        Tu vuoi la tua bella organizzazione, la tua bandiera, il tuo credo.. blablabla. ecc.
        Bene, continua pure liberamente a separare, ma non venirmi a raccontare che stai pensando di agire diversamente da tutti quelli che sono arrivati prima di te.
        Siamo nel 2015 e ancora sento parlare di guerra, fame, violenza, povertà, corruzione, soprusi, inganni, disastri ecologici e potrei andare avanti fino a settimana prossima elencando tutte le atrocità che l’uomo ha inflitto a se stesso nel corso della storia… tutto a nome di cosa?
        Potere, avidità, bandiere, nazionalismi, credo, ideali.. ecc. tutte divisioni dell’essere… create dagli uomini stessi ovviamente; perché questa divisione sta dentro e non fuori.
        Tu vuoi la pace, la desideri con tutto te stesso? Bene, guarda prima dentro di te quanta avidità nutri, trasformando qualcosa di interiore in una assurda missione.
        La pace sta in ogni singolo individuo, non c’è bisogno di diventare salvatori della patria urlando a squarciagola dei mantra, per poterlo osservare. Ecco come crolla il tuo castello di sabbia.
        Hai continuamente bisogno delle stampelle per poter camminare? Per essere felice? per avere considerazione dagli altri? Bene, continua a perseverare nelle tue illusioni, ma almeno lascia stare in pace il resto del mondo.. scusa una cosa: ma dove sta scritto che gli altri abbiano realmente bisogno di te e delle tue presunte verità?
        Probabilmente, finchè non arrivi a capo di questo, l’unica cosa che puoi vedere nel tuo cammino è solo buio! Oppure sei così arrogante da credere che se non compi la tua personale missione, qui la pace non si vedrà mai… e allora se così fosse, acthung acthung, sull’attenti soldatini si parte per l’ennesima crociata!

        Adesso va bene tutto, ma io di prendere in giro me stesso, onestamente, non ne ho voglia.
        Da buon essere umano, continuo ad anelare alla libertà.
        Buona fortuna.

        • Alessandro ha detto:

          🙂 Io continuo a sorridere perché la penso esattamente come te, nonostante mi stai un po’ accusando di cose che non ho pensato/detto/scritto.

          L’unica cosa di cui mi sento di dissentire è la triste consapevolezza che la pace è un obiettivo irraggiungibile. Ciò è quanto di più vero nella misura in cui uno prende solo la merda che sta nell’essere umano. Anche tra i peggiori terroristi si cela il cuore di un essere umano, forse in fondo molto in fondo, ma c’è. E che male fa una persona ad appellarsi a questo, alla parte saggia e illuminata di cui ogni essere umano sulla faccia della terra già dispone?

          L’obiettivo non è in alcun modo quello di credere alla pace nel mondo come all’immagine di tutti quanti che si tengono per mano e si mettono a saltellare su un prato verde costellato di margheritine. La pace è già dentro ognuno di noi e la cosa più maledettamente difficile è capirlo e, ancor di più, mettere in atto questa cosapevolezza.

          Io continuo a sorridere perché tutti quelli che, puntualmente (e credimi quando ti dico *puntualmente*) parlano male della Soka Gakkai, di Nichiren e del suo Buddismo poco ortodosso e poi dicono (come hai appena fatto nella tua risposta) come la pensano esprimendo il loro personale giudizio mi dimostrano che stanno esattamente dicendo quello che dice il Buddismo del Daishonin. Sono le tue risposte che rafforzano la mia fede in Nam Myoho Renge Kyo, perché se la pensi *esattamente* come la penso io, tu che non sei buddista allora io non posso che essere sulla migliore delle strade.

          “[…] non c’è bisogno di diventare salvatori della patria urlando a squarciagola dei mantra, per poterlo osservare. Ecco come crolla il tuo castello di sabbia. […]”

          Questa frase, inoltre, mi conferma quanto veramente poca informazione c’è dietro all’argomento di questo articolo. L’unica cosa di cui non mi capacito è di come ci sia così tanto accanimento dietro a qualcosa di cui si sa poco o nulla o comunque si ha un’informazione generale davvero misera.

          E’ come se dopo aver letto le prime due parole della divina commedia cominciassi a nutrire un immenso rancore nei confronti di Dante considerando la sua opera un tripudio di stronzate.
          *Perplessità*

          Ma poco male, evidentemente c’è bisogno di più Shakubuku.

          😀

          • Michele ha detto:

            Ma guarda che quello che ho scritto a te, lo rivolgo allo stesso modo a tutti quelli che finiscono nel giro business delle religioni!
            Il punto è, credimi, mi fa tristezza quando ti leggo, enorme tristezza, che sei spiaccicato uguale a i testimoni di geova o simili! Allarme rosso!!
            Comunque, continui a portare avanti il tuo discorso colmo di contraddizioni, prova almeno a rendertene conto.
            E’ evidente che dovresti farti un bell’esame di coscienza, perché qui non si parla nè di rancore nè di accanimento… ovvio che gli egocentrici pensano sempre che tutti ce l’abbiano con loro, e per questo sguainano la spada per difendersi da non si sa bene cosa..
            Così hai capito anche a cosa porta attaccarsi ai preconcetti e alle tue verità assolute. Vuoi lo “scontro”, perché in te c’è violenza, ed è così per tutti coloro che vogliono difendere il loro possesso.
            Buona fortuna con il tuo attaccamento.
            Prima di lanciarti in discussioni virtuali, ti converrebbe sciorglielo (scioglierti) senza se e senza ma.

            Rinnovo gli auguri di buona fortuna soldatino!

          • Alessandro ha detto:

            Mi spiace molto che continui ad offendermi, io non lo sto facendo con te, sto utilizzando un tono pacato e amichevole. Quando dico “sorrido” o metto gli smile non lo faccio con il tono arrogante del “povero scemo, rido perché non hai capito una mazza, io ne so più di te”, non ti sto trattando in quel modo e mi scuso davvero profondamente se è questa l’immagine che ti ho dato. Il mio è un sorriso amichevole perché cerco di spiegarti che la penso come te, però senza l’accanimento che le tue parole comunicano e soprattutto senza offendere.

            Mi spiace davvero, credevo che questo confronto (nei limiti dettati dal virtuale) poteva portare a qualcosa che creasse valore. Io da quello che hai scritto ne ho tratto insegnamento, evidentemente devo stare più attento ad esprimere i miei pensieri perché appaio arrogante, saccente e persino testimone di geova, figurati.

            Che sia chiaro, il mio pensiero non è migliore del tuo, non l’ho mai creduto. Non sto cercando di convincere nessuno, mi sono limitato ad esporre la mia esperienza riguardo ad un articolo che mi riguarda da vicino e sono intervenuto quando (evidentemente con cognizione di causa) ho letto delle imprecisioni e delle sciocchezze che, mi auguro, siano da monito a tutti coloro che vogliono approfondire l’argomento. Tutto qui.

            Io non voglio lo scontro, ma il confronto.
            Infine, io non riesco a vedere le contraddizioni. Sarà certamente un mio limite poiché non fai che ripetermelo, ma non riesco a vederle.

            Saluti.

          • Alessandro ha detto:

            Felice di averti regalato grasse risate. Figurati che credevo d’intavolare qualcosa di serio, ma la risata ci sta sempre.
            Eddai Michè, la vita è costellata di momenti di vera gioia e vere risate, magari anche costruttive! Non ti fare il sangue marcio per la Soka Gakkai o per quello che ti scrivo. Stai calmo 🙂 non t’incazzare, farei di tutto per cercare di prendere un caffè con te e convincerti di questo 😀

            Ormai è chiaro dai tuoi commenti che questa conversazione è degenerata nell’insulto o in qualcosa dal quale né io, né tu o qualcun altro che ha dedicato il suo tempo a leggerci può trarre più valore.

            Sii positivo.
            Ciao 🙂

          • Michele ha detto:

            Oh poverino, è classico degli egocentrici, prima scagliano pietre per mettersi in mostra e poi si offendono se prendono bastonate, meritate ovviamente!
            Ma guarda che dovresti scusare te stesso! Perdonami, ma sei una contraddizione ambulante… e sostenere che la pensi come me è davvero il top!
            Scusa ma era da tanto che non mi facevo grasse risate! Grazie!

          • Michele ha detto:

            Veramente ho riso perché ho compreso quanto sei ancora infantile!
            Stammi soldatino, e buona fortuna!

          • Michele ha detto:

            Ah dimenticavo.. per tua sfortuna non sono incazzato.
            Vedi quanto sei egocentrico, riesci pure ad inventarti i toni di una discussione virtuale senza avere il confronto diretto, pur di attirare l’attenzione.
            Faresti meglio a tenerti queste infantili interpretazioni chiuse nel tuo taschino da arrogante, povero l’offeso infantile soldatino!
            Ripijateeee

    • danielabanini61 ha detto:

      BRAVO, BRAVISSIMO! Ma tanto non capiscono. Te lo dice una che c’è stata per ben 30 anni fra quegli invasati da in basata come loro. Per fortuna ne sono uscita… ma loro non capiscono

      • Alessandro ha detto:

        Ciao, come mai ci hai messo ben 30 anni (30 anni, mica bruscoletti…) a capire che la Soka Gakkai è un luogo d’invasati? Cos’è che i membri della Soka Gakkai non capiscono? Per avere oggi un giudizio così negativo tanto da farti ritenere “fortunata” da esserne uscita immagino che tu abbia aperto gli occhi, possiamo anche definirla una sorta d’illuminazione già che siamo in tema. Posso chiederti quale insegnamento/pratica segui ad oggi?

        Io grazie a questa pratica buddista ho trasformato aspetti della mia vita che mi facevano soffrire molto e che una volta risolti mi hanno reso immensamente felice e migliore da qualsiasi punto di vista. Aspetti che, attraverso innumerevoli strade e strategie non ero mai riuscito a sbloccare e che grazie al Buddismo ho risolto in pochi mesi. Sono stato e penso di essere d’esempio a molte persone, non tanto l’esempio che per essere felici si deve per forza far parte della Soka Gakkai, non c’è niente di più falso in questo. Ognuno segue il proprio insegnamento, la propria pratica e il proprio cammino di fede o non di fede per essere felici. La storia ci ha dato milioni di esempi di persone che hanno cambiato il mondo e che non hanno mai sentito neanche una volta nominare la Gakkai nella loro vita. Io ne faccio parte perché lì dentro siamo tutte persone che imparano a superare i propri limiti, ci sforziamo costantemente e quotidianamente per raggiungere i nostri obiettivi, realizzare i nostri sogni e di permettere di fare la stessa cosa a tutte le persone che incontriamo. Si parla spesso di ‘pace nel mondo’, quest’apparente utopia fanatica che tutti hanno in bocca ma in cui pochi credono veramente, perché se sono felice io e mi sforzo che allo stesso modo possa esserlo anche tu, allora la pace nel mondo è già qui. La Gakkai non ha altro motivo d’esistere se non in questi termini.

        Ciao e grazie 🙂

  10. Eliana ha detto:

    Come al solito gli invasati pro soka gakkai non perdono tempo a cercare di continuare vanamente la loro campagna di proselitismo, addirittura suu internet, ostentando le loro presunte ragioni, convinti che o si diventa come loro o nessuno sarà mai felice e realizzato.
    Sono d’accordo con Michele quando sostiene che chi è attaccato a qualcosa, qualunque essa sia, pur di non perderla sarebbe disposto a difenderla con qualunque mezzo, generando violenza che sfocia facilmente nel fanatismo. Ovviamente questo accade quando non si ha innanzitutto compreso chi siamo veramente e non si ha ancora imparato ad abbandonare, a scegliere di fluire con la vita invece di opporsi a questo flusso, generando tra l’altro, soltanto sofferenza e dispersione di energia, sprecata appunto per difendersi.
    Pienamente d’accordo anche sul loro assillante egocentrismo.

    • Michele ha detto:

      Attenta Eliana, che adesso il soldatino si offende e corre a dirlo al suo responsabile di gruppo, che a sua volta lo dirà a quello di settore, e poi quello di territorio e quello nazionale e quello continentale e poi al maestro illuminato intoccabile e poi si salvi chi può… ah caspita, una gerarchia. Ma tu pensa, come nei migliori eserciti ahah.. che casualità. Il soldatino in missione virtuale comandato dall’esercito pseudo buddista, che ripete la stessa solfa a memoria come solo un burattino può fare! Eh ma poverini, ce l’hanno tutti con loro.. ma come è possibile? Sai lo dice anche Berlusconi… tu guarda quante cose casuali oggi! Olè… avanti tutta!

    • silvio ha detto:

      mi torna molto alla mente il test C.a.g.e. che fanno ai potenziali soggenti dipendenti da alcolismo..appena qualcnuno erpsiem critiche sulla soga..si imbufaliscono…quelli in pace col mondo..

  11. Paolo Subioli ha detto:

    Per favore, non vi accapigliate a favore o contro la Soka Gakkai. Ho scritto questo articolo proprio per cercare di esporre un punto di vista non imparziale, ma quanto meno aperto.
    Consiglio a tal proposito la lettura di quest’altro articolo:
    http://zeninthecity.org/preferisci-avere-ragione-o-essere-felice/

    • Alessandro ha detto:

      Paolo Subioli, credimi sono allibito e scioccato dalle reazioni di chi segue i miei commenti, perché io tutto stavo facendo tranne che alzare i toni della conversazione, anzi.

      Il mio obiettivo era quello di trovare un confronto pacifico e costruttivo, visto che è facile parlare di Soka Gakkai con chi ne fa parte. A mio parere è molto più stimolante il confronto con persone che non ne fanno parte.
      Evidentemente ho esposto in modo poco efficace le mie ragioni, viste le reazioni che ho suscitato e per questo rinnovo le mie scuse. Comunque niente di più vero su quello che hai scritto su questo articolo: l’argomento Soka Gakkai fa arrabbiare tantissimo (e penso proprio di sapere anche il perché)
      😀 😀 😀 e di questo ne sto avendo continue conferme.

      Ho letto le informazioni dell’articolo e quelle degli altri utenti proprio perché volevo capire cosa spinge le persone a pensare male della SG, e se mi fossero giunti dei punti di vista pertinenti, educati accompagnate con prove concrete avrei anche abbandonato. Invece ho letto informazioni e pensieri inesatti, maleducati accompagnati da superficialità. E non lo dico per offendere, eh! Sto semplicemente riportando quello che è scritto nero su bianco. Credo che alla domanda “cosa spinge le persone a pensare male della SG” la risposta è: la cattiveria e l’ignoranza.

      Ma poi, la cosa che più mi lascia perplesso è il pregiudizio e il giudizio (come risultato di malainformazione o di informazione superficiale) che porta a leggere tra le mie righe pensieri, opinioni e parole totalmente al di fuori della mia persona.

      • cav ha detto:

        In realtà ciò che porta le persone a criticare ( non a parlar male) della Soka Gakkai e’ proprio l’informazione. Ignoranti sono coloro che ripetono come animaletti addomesticati quello che non conoscono. Contrariamente a quello che insegnava il Buddha storico che anche secondo Nichiren era ed e’ uno solo. L’aggressività che vi contraddistingue e di cui non siete consapevoli e’ frutto di insegnamenti esteriori che probabilmente hanno conquistato le masse proprio a causa della loro fruibilità. Ma quel che piace alle masse non sempre e’ positivo. Basta vedere il fascismo o i vari regimi che nel corso della storia hanno appassionato e confuso le menti della gente.
        Quindi la mala informazione e’ tua. Documentati sulla storia del buddhismo prima di scrivere cose di cui non conosci l’origine. Poi basta scrivere su qualche gruppo SGI per constatare come si scannano verbalmente senza il minimo ritegno.

  12. Michele ha detto:

    “Ma poi, la cosa che più mi lascia perplesso è il pregiudizio e il giudizio (come risultato di malainformazione o di informazione superficiale) che porta a leggere tra le mie righe pensieri, opinioni e parole totalmente al di fuori della mia persona”.
    Esattamente quello che hai fatto tu in risposta ad un mio commento.
    Vedi, io non ti ho chiesto di rispondere ad un mio commento sull’articolo. Nessuno ti ha chiesto di interpretare male i commenti degli altri. Tu non vuoi nessun confronto. I confronti si fanno quando ci si può vedere e sentire. Qui ognuno è libero di pensare come crede, quindi la prossima volta stai nel tuo e rispondi soltanto se qualcuno scrive qualcosa in tuo riferimento o ubterpellando il tuo nome, cosa che nessuno qui ha mai fatto! Tecapì signor saccente e so tutto io perché gli altri sono tutti ignoranti. Ripijateee e due!

  13. leonardo maraviglia ha detto:

    Una riflessione dai primi tre dei 14 Addestramenti

    Il Primo Addestramento: Apertura
    Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall’intolleranza, siamo determinati a non idolatrare né ritenere vincolante alcuna dottrina, teoria o ideologia, neppure quelle buddhiste. Ci impegniamo a considerare gli insegnamenti buddhisti come strumenti che ci guidano e ci aiutano a imparare a guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire. Comprendiamo che il fanatismo nelle sue molte forme, è il risultato di una percezione dualistica e discriminante delle cose. Ci addestreremo a guardare ogni cosa con apertura e con la visione profonda dell’interessere, per trasformare il dogmatismo e la violenza in noi stessi e nel mondo.
    Il Secondo Addestramento: Non attaccamento alle opinioni
    Consapevoli della sofferenza creata dall’attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Siamo determinati a imparare e praticare il non attaccamento alle opinioni e l’apertura alla visione profonda e alle esperienze degli altri, così da trarre beneficio dalla saggezza collettiva. La visione profonda si rivela attraverso la pratica dell’ascolto compassionevole, dell’osservazione profonda e del lasciar andare le nozioni, non attraverso l’accrescimento della conoscenza intellettuale. Siamo consapevoli che la conoscenza che possediamo al momento non è l’immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita in noi e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

    Il Terzo Addestramento: Libertà di pensiero
    Consapevoli della sofferenza che si genera quando imponiamo agli altri le nostre opinioni, siamo determinati a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni, con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Ci impegniamo a rispettare il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia impareremo ad aiutare gli altri ad abbandonare e trasformare la ristrettezza mentale utilizzando la parola amorevole e il dialogo compassionevole.

    Sto cercando di imparare…Un inchino
    Leonardo

  14. NemoZack ha detto:

    permettemi di ripetere qui un mio commento già usato, perchè mi sembra appropriato, forse più di dove lo abbia postato in origine:
    banalizzare il mondo, nel suo raccontarlo, riducendolo ad una semplicità che non è per forza in ogni caso la sua caratteristica peculiare, è fare un pessimo lavoro a favore di grandi valori come verità, libertà, bellezza, giustizia, felicità, etc. che in questo modo ugualmente vengono ridotti ad una loro povera icona, ma facile da imporre a uomini deboli nello spirito, nel psicosoma complessivo di mente e corpo insieme.
    e questo lo si può fare che noi si faccia parte di un organizzazione dichiarata con le sue finalità di espansione o semplicemente per imporre il nostro unico ego. un bisogno, per esempio ma non a caso proprio da quanto leggo nei commenti di questo blog, che facilmente si può dichiarare di aver superato, ma molto più difficilmente dimostrarlo praticamente.
    per cui io inizierei col dire che dire di ogni cosa “sempre” è fare quel pessimo lavoro di cui sopra. il conflitto, e la determinazione a vincerlo in ogni caso, fino allo stesso omicidio possono avere ottimi motivi d’essere, e farci felici. trovatevi di fronte a un uomo nell’atto di uccidere vostro figlio e non avrete alcun dubbio. per poi magari scoprire che a quell’uomo era stata detta troppe volte la parola “sempre”, perdipiù unita insieme al nome dei più grandi valori a cui voi stessi ugualmente fate riferimento. per esempio, convincere altri di poter essere “sempre” più felici di quanto non siano già, è uno degli atti a cui con maggiore probabilità conseguirà un conflitto, che io conosca.
    l’idiozia, ovvero la stupidità portata a dimensioni di massa, è il più grande nemico di ogni autentica consapevolezza spirituale e felicità (e infelicità, spesso in prima istanza) condivisa che potrebbe produrre, e insieme il suo più grande alleato. tutto dipende da che spiritualità e felicità e che genere di uomo incarni la prima e provi la seconda, poi si tratti. e così siamo di nuovo di fronte a un paradosso troppo poco affrontato davvero, specie ove si parli di spiritualità con troppa facilità: “la strada che porta all’inferno è lastricata di buoni propositi”.

  15. NemoZack ha detto:

    Parecchi anni fa la mia ragazza era una buddista che seguiva la scuola di Nichiren, se così posso chiamarla. E’ di certo stata una delle persone più spiritualmente libere, mentalmente aperte, e artisticamente vive, e con un autentico fervore disposte alla ricerca, che io abbia mai conosciuto (e le persone aperte alla ricerca sono quelle che ho frequentato di più, per affinità, con questo senza voler significare altro, come che io sia per questo migliore, ma solo che non era certo l’unica per cui, come si dice: “vinceva facile”) ma non ha mai avuto neanche una sola volta un atteggiamento di proselitismo, tant’è vero che io, un ateo convinto allora, così mi ci sono avvicinato. e ho capito quanto fosse sincera nel suo credere in quel che faceva, per quanto fosse distante dal mio, e mi sembrava tutt’altro che indottrinata, nè nessuno fece pressioni nel periodo in cui si era allontanata dal suo gruppo di qui. per cui tutti gli altri “liberi” buddhisti, o seguaci del Buddha o come preferite essere appellati a questo riguardo (“illuminati”? non siate ridicoli), dovrebbero ringraziare se una della Soka Gakkai (nome che lei non usava mai) mi abbia avvicinato al Buddha, e li rispetti per questo (pur restando un agnostico che semplicemente pratica yoga). che visti i tempi mi sembra tutt’altro che poca cosa.

    “non si ha ancora imparato ad abbandonare, a scegliere di fluire con la vita invece di opporsi a questo flusso” Eliana, se tu come Michele l’aveste fatto capireste che anche etero-ortodossie diverse dalla tua fanno parte dello stesso flusso del tutto e non ti accaniresti così tanto a contrastarlo, ma lo accoglieresti come un buon punto in un percorso diverso dal tuo.
    che poca accettazione della diversità quando si tocca il nostro orticello più intimo! mi sembra che Gakkai o no i buddhisti siano come tutti gli altri, la “scuola” a cui appartengono conta ben poco, la differenza la fa che persona sei, che strada davvero hai fatto, non l’etichetta che porti sul vestito. e qui di gente con parecchia strada da fare prima di ritenersi, anche lontanamente, “liberi” ce n’è parecchia. che ha scambiato il Buddhismo per un’assicurazione sulla vita. ma che purtroppo è un destino inevitabile per ogni sapere quando si struttura (che poi lo faccia con un organizzazione è del tutto secondario) in un -ismo, dato vita una ideologia, una pensiero sistemico in grado di dare una seppur generica spiegazione a tutto, di cui le religioni sono state i più antichi precursori. perchè è esatto quando si dice che siano nate per dare una risposta alla paura dell’ignoto. ma normalmente si equivoca questo con i vari regni dell’aldilà per l’ignoto del dopo morte, mentre l’ignoto è ogni cosa con cui ci confrontiamo nella vita che ci pone una questione a cui non riusciamo a dare una risposta da soli.

  16. Luca ha detto:

    FANTASTICI….. 🙂

  17. Gio ha detto:

    E’ una setta per fanatici che credono alle favole. Per fortuna ne sono uscito fuori

  18. cav ha detto:

    La setta Soka Gakkai oltre ad essere una vera lobby economica e politica e’ stata radiata persino dagli stessi monaci Nichiren ai quali dice di ispirarsi. Volendo fare un parallelo, vi sono analogie simili nel rapporto tra i testimoni di Geova e i Cattolici. Ha preso le parole e un sutra molto complesso ( probabilmente nemmeno attribuibile al Buddha ma ai prelati mahayana) e lo ha interpretato per le masse, creando equivoci nella comprensione dei suoi contenuti.
    Infatti i discepoli in genere hanno un comportamento superomista e superstizioso che nulla ha a che fare con il buddhismo. Fa comodo a certe tipologie di persone che trovano facili illusioni in seno a una pratica tutta esteriore. Se poi pensiamo che uno dei suoi fondatori più famosi e’ ammalato ( così dicono voci di corridoio) ci rendiamo conto che il tema del Karma non e’ così banale come vorrebbero illustrarci costoro.

  19. cav ha detto:

    La Soka Gakkai e’ stata radiata dalla chiesa di Nichiren che era il loro ispiratore. E’ una setta molto potente in termini economici e politici. Il testo sul quale fa perno la loro scuola, il Sutra del loto, e’ un sutra molto complesso che la Soka ha semplificato e banalizzato per le masse con l’esito di depistare l’allievo in pratiche esteriori lontane o diametralmente opposte all’insegnamento del Buddha storico. Nichiren non ha mai dichiarato di essere il Buddha storico e ha sempre indicato il Buddha come riferimento. E facile che il sutra del loto sia un prodotto dei filosofi mahaiana che firmavano le loro opere con il nome di Buddha per conferire più credibilità agli scritti. I frutti di tale depistaggio sono ben visibili nel comportamento dei praticanti della Soka Gakkai che spesso tendono all’egocentrismo, al super omismo e alla superstizione.
    Spero non applicherete la censura a questo mio scritto perchè sarebbe negativo dal punto di vista dell’affidabilità del sito. Per me sarebbe solo una conferma della serietà delle informazioni che ho postato.
    Cordiali Saluti

  20. cav ha detto:

    Alcuni esempi:

    Il monaco Nichiren nei suoi scritti non sostenne mai di essere il Buddha.
    Non e’ nemmeno scritturale che ripetendo il mantra del Sutra del Loto accada qualcosa di positivo. La recitazione sintetizza quello che il discepolo dovrebbe aver studiato e praticato nella sua quotidianità. Il karma non si estingue ripetendo delle frasi. Potete verificarlo personalmente. Il karma individuale persiste comunque. Nel senso che le conseguenze del karma ci sono anche se praticate. Quindi tutte le superstizioni che circolano attorno ai miracoli prodotti dalla semplice ripetizione, non solo sono pericolosamente illusori ma anche a scritturali. Per questo alcuni praticanti dopo anni si rendono conto che i problemi li hanno lo stesso. Nichiren e tanto meno Buddha non hanno mai detto di pregare per ottenere cose materiali. Semmai il sutra del Loto insegna che l’individuo in qualsiasi condizione temporanea versi può cominciare il cammino della liberazione. Per questo il Sutra del Loto comprende ma non annulla gli altri Sutra. E’ solo più approfondito.
    Tutto questo non viene insegnato dalla Soka. C’è poco da arrabbiarsi. Ognuno e’ libero di praticare quel che gli pare, o credere di essere già un Buddha ( altra fesseria) E’ chiaro che si e’ già Buddha secondo il buddhismo. E’ la consapevolezza di tale condizione che non e’ presente nella mente ordinaria.

    • Alessandro ha detto:

      Forse devo ammettere che questo sito è il luogo meno idoneo per confronti sull’argomento e, ancor più avvilente, è dover ‘correggere’ le affermazioni che leggo cercando in tutti i modi di non apparire il maestrino che mi credete. Continuo a ripetere che mi permetto di intervenire perché apprendo di inesattezze che m’impediscono di non rispondere. Tanto madornali sono.
      Il Buddismo di Nichiren Daishonin NON ha mai sostenuto che ripetendo il mantra Nam Myoho Renge Kyo si estingue definitivamente il Karma. Piuttosto sostiene che, attraverso la recitazione, il nostro stato vitale si alza e, studiando buddismo con conseguente applicazione dei suoi insegnamenti nella vita quotidiana, si affrontano i problemi con un atteggiamento rinnovato, alleggerendo il Karma. E, udite udite, il Buddismo di ND NON ha mai sostenuto che recitando il praticante smette di avere problemi, chi asserisce cose del genere non solo sta praticando nel modo più scorretto possibile ma sta anche dicendo delle boiate colossali e che, a dire il vero, mi fanno anche un po’ sorridere…
      Inoltre, Shakyamuni è considerato il Budda storico del Primo giorno della Legge, mentre Nichiren il Budda dell’Ultimo giorno della Legge. Nessun Budda è superiore ad un altro Budda, ciò che sta al di sopra è la Legge di Causa ed Effetto, legge che ha permesso a i tutti Budda dall’infinito passato (Shakyamuni compreso) di manifestare la Buddità.
      Inoltre, nessuno ha MAI parlato di miracoli.
      Infine, invito tutti quanti a smettere di considera le parole ‘Budda’ e/o ‘Buddità’ come a condizioni divine irraggiungibili, il Budda è colui che si risveglia al fatto di essere GIÀ perfettamente dotato di tutto ciò che gli è necessario per essere felice in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. In poche parole Budda=Essere umano.
      ????????????

  21. cav ha detto:

    Non fai che riconfermare quanto scritto sopra. E il fatto che tu sorrida non aggiunge nulla a quanto scrivi e dimostra solo la tua voglia di primeggiare ( senza riuscirvi per altro) Nichiren scrive di seguire la via del Buddha Sakyamuni, non si autodefinisce Buddha in alcun modo. Purtroppo di miracoli e presunte buddità ne parlano i tuoi compagni di pratica in ogni social network nelle rare pause in cui non litigano. E i pochi che ho conosciuto sul posto di lavoro erano esattamente così. Un essere umano ordinario non e’ nella condizione di buddità. Altrimenti basterebbe nascere umani per essere illuminati. Questa si che e’ una ingenuità. E’ quello che vorrebbe farvi credere la Soka per farvi sentire ok, illuminati. In realtà la rinascita umana segna solo la possibilità di accedere alla buddità. Infatti il comportamento tipo dei praticanti Soka gakkai e’ ben lungi dall’apparire buddico. Semmai molto umano. Dovresti studiare approfonditamente il buddismo ( tutto) e poi scegliere. In questo momento sei solo in grado di sorridere, ma invano.

    • Alessandro Occhipinti ha detto:

      Mi sembrava chiaro che la frase “[…] dicendo delle boiate colossali e che, a dire il vero, mi fanno anche un po’ sorridere…” era riferito al concetto in sè che, concorde a quanto tu stesso avevi scritto, non fa altro che rafforzare la tua tesi, permettendomi di aggiungere un accento ironico su quanto fosse assurdo.

      Ma a quanto pare è un po’ il cavallo di battaglia di questi commenti il fatto di sentirsi immediatamente attaccati sul personale semplicemente perché si risponde ad un commento.

      Non ho nessun motivo di primeggiare, ho solo il diritto come te e come chiunque altro di dissentire su concetti che (contrariamente a quel che pensi tu) studio frequentemente e che non hanno nulla a che vedere con questa pratica buddista. Piuttosto continui a confermare la mia tesi che la maggior parte dei commenti a questo articolo è mosso da informazioni derivate da fonti totalmente inesatte e studiate con una certa accuratezza per smontare la verità. Ma siete così convinti di ciò che dite che diventa anche inutile spiegarvelo.

      • Cav ha detto:

        Io non ho preso nulla sul personale, mi attengo al linguaggio che spesso utilizzano gli appartenenti di questa scuola di pensiero. I concetti su cui dissenti purtroppo si evidenziano spesso nei social network, e non credo siano tutti dei fake quelli che ci scrivono. Per quanto concerne l’idea di buddhità che la Soka tende a ridimensionare seguendo dei concetti via via sempre più laicisti, riducendola quasi ad una sorta di consapevolezza filosofica e sociale spesso farcita con ideologie occidentali quali il vegan, l’antinucleare, il pacifismo ( sigh!) , dissento completamente. Sembra una condizione facilmente fruibile mentre la storia del buddismo non conferma questa tesi e anzi, lungi dal farla apparire come una utopia la descrive come una condizione alla quale si può accedere attraverso una serie di processi e trasformazioni interiori che richiedono un certo impegno in termini spirituali. Non ho letto tutti i commenti di questo articolo ai quali fai riferimento ( mi riserverò di farlo) e nemmeno sono mosso dall’intenzione di smontare “la tua verità”. Sono convinto che in ogni pratica che non lede il genere umano vi possa essere uno spazio per migliorarsi. In ogni caso le affermazioni andrebbero documentate.
        Ti potrei fare diversi esempi nei quali testualmente Nichiren stesso afferma quanto ho postato. Di conseguenza la filosofia Nichiren che viene proposta attraverso la Soka Gakkai per quanto mi riguarda non e’ esattamente il pensiero del monaco Nichiren che e’ piuttosto complesso. Ma questi studi li puoi fare solo equiparando e confrontandoti con altri pensieri riguardo il buddhismo. Altrimenti e’ chiaro che tutto ciò che ti viene insegnato per te sarà l’unica verità possibile.

  22. cav ha detto:

    Ci sarà una ragione per cui la Soka non e’ ritenuta appartenente alle associazioni buddiste. Per cui la chiesa Nichiren originale ha rotto i ponti con essa. Io parlerei piuttosto di Soka Gakkai come di una religione a sè, che ha mescolato elementi del buddhismo e della cultura e pedagogia nipponica creando un sistema da offrire alle masse. Buddha diceva ben altro, anche in merito alla illuminazione. Ma siete così manipolati che diventa anche inutile spiegarvelo.

  23. Alessandro Occhipinti ha detto:

    Grazie per la risposta ????

    Certamente abbiamo molto da imparare l’uno dall’altro e continuo a commentare perché purtroppo non posso fare a meno di notare che in molti punti dei tuoi commenti (e di altri) leggo un dissenso *non* su livello ideologico (che è il motivo che mi ha spinto a giungere in fondo a quest’articolo e per cui ogni parola spesa a favore di un differente punto di vista sarebbe più che giustificata). Bensì un dissenso basato su una base informativa riguardo la Soka Gakkai che, purtroppo, è per un buon 90% totalmente erronea.
    E’ come se tra matematici ci mettessimo a parlare di matematica e qualcuno mi viene a dire “la tua scuola di pensiero dice che 2+2 fa 5, che fandonia immensa!” quando invece è documentato e noto a tutti che magari la mia scuola di pensiero non ha mai detto che 2+2 fa 5.
    Con questo, quindi, non sostengo che le informazioni che hai in possesso riguardo alla scuola di Nichiren siano errate, né tantomeno che le mie sono migliori delle tue piuttosto, in quanto membro della Gakkai, mi permetto di dirti che hai un’opinione sbagliata su quest’organizzazione perché quello che hai raccolto in giro e i commenti sui social non la rappresentano. Se litighi con qualcuno in strada e assumi un atteggiamento non proprio decoroso nei confronti di qualcuno, ti piacerebbe che la tua intera famiglia ne uscisse etichettata da questo episodio? Non credo. E non solo sarebbe infinitamente scorretto, ma il giudizio che gli altri maturerebbero sulla tua famiglia sarebbe anche totalmente errato.
    Infine ti pongo una domanda personale, e non mi aspetto necessariamente una risposta, però mentre è chiara qual è la mia posizione mi piacerebbe sapere che filosofia segui, se ne segui qualcuna.
    Io ho scelto di seguire il Buddismo di Nichiren Daishonin così come lo insegna la Soka Gakkai perché mettendo in pratica i suoi insegnamenti ne ho tratto e ne traggo beneficio per la mia vita e per quelle delle persone con cui interagisco. Non c’è mai stato nessun lavaggio del cervello da parte di nessuno, è stata una mia libera scelta prenderne parte.

    Ciao ????

    • cav ha detto:

      Apro una parentesi e poi ti rispondo.
      Purtroppo l’impressione che diamo conta molto nella percezione che gli altri hanno della nostra persona, quindi delle nostre abitudini, pensieri e modi di rapportarci con gli altri. Nei social network ho sentito ribadire spesso dai tuoi
      presunti compagni di pratica e dai presunti responsabili dei siti che non e’ la persona ma il sistema da prendere ad esempio. E’ anche vero che se un sistema produce tante persone irascibili, presuntuose e attaccabrighe, viene da pensare automaticamente che quel pensiero che stanno seguendo ha qualcosa di storto, non ti pare?
      Mi sono documentato sul Nichiren proprio perchè inizialmente ero incuriosito. L’ho equiparato ad altre scuole sia Nichiren che classiche. Per questa ragione sento di affermare che la Soka Gakkai ( ma posso benissimo essere contraddetto) tende a semplificare il pensiero di Nichiren fornendo ai praticanti una versione molto terra terra di questo pensatore buddhista.
      Senza contare la somiglianza del suo sistema con quello Nenbutsu che egli stesso attaccava pur avendolo in parte assorbito. Non si tratta di lavaggio del cervello ma di una visione univoca che appartiene purtroppo al mondo delle cosiddette sette. Ho un amico ex testimone di Geova che ad esempio non riesce a leggere la Bibbia con un occhio diverso da quello studiato all’interno della sua comunità. Se poi ritieni che ho informazioni errate al 90% riguardo alla filosofia della Soka Gakkai, portami pure degli esempi.
      Attualmente potrei definirmi un cristiano con la mente molto aperta, ostile al relativismo imperante del nostro secolo e interessato alle filosofie orientali. Sono abbastanza vicino alle scuole psicologiche di Yoko Beck e al buddhismo zen.
      Saluti

      • Alessandro ha detto:

        Grazie ancora per la risposta.
        Trovo che i tuoi interessi siano davvero stimolanti e sono il primo a incoraggiarti nell’approfondire, anche se certamente non ti serve il mio incoraggiamento. Questo te lo dico anche per approfittarne nel dimostrare che un adepto della Gakkai non pone le proprie conoscenze su un piano di assolutezza deridendo le altre, come ci viene spesso rimproverato in giro.
        Diciamo che ti credo sulla parola quando dici che dai social network hai dedotto che i membri della Gakkai sono pressoché irascibili, presuntuosi e attaccabrighe (anche qui bisognerebbe verificare le tue fonti per esser tutti d’accordo) ma credo di intuire anche il perché appaiono in questo modo.

        Io stesso sono stato frainteso dai precedenti commenti, potendo dare certamente l’impressione di essere irascibile e presuntuoso. Il fatto è che in rete troverai moltissime persone di una fede differente mista a seguaci di altre scuole buddiste che ringhiano e additano i membri della Gakkai che recitano Nam Myoho Renge Kyo, facendolo di propria spontanea volontà. Invece sarà rarissimo vedere un seguace della Gakkai che di propria spontanea volontà comincia a smontare le altre scuole buddiste attaccandole o deridendole o cercando in tutti i modi di trovare argomenti che confutano le loro pratiche. Almeno, questo è quello che ho percepito io. Le reazioni fraintendibili come ‘irascibili’ avvengono proprio perché vediamo diffondere sulla Gakkai notizie totalmente false e prive di ogni fondamento. Veniamo spesso rimproverati da altri di assumere atteggiamenti che all’interno della Gakkai stessa ci vengono indicate come quello di una pratica non corretta. Posso apparire irascibile quando rimprovero chi ci mette in bocca parole come “miracoli” o peggio ancora “fine dei problemi se si recita Nam Myoho Renge Kyo”. Posso affermare in tutta tranquillità che termini e concetti del genere non sono neanche contemplati all’interno della Gakkai, neanche per scherzo. Altro che miracoli, qui tutti quanti si fanno il mazzo così per trasformare e migliorare le proprie vite! Quindi per questo sono tranquillo nell’affermare che le fonti delle tue informazioni sono fuorvianti, sia per te che ti stai facendo un’idea scorretta su un argomento per il quale hai prestato attenzione per cercare di capirci qualcosa, sia per chi ti legge o ti ascolta credendo che ci hai capito qualcosa a riguardo.

        T’invito a visitare il sito: http://www.sgi-italia.org/ a dare un’occhiata, anche col pregiudizio se vuoi, per ritrovare almeno una sola delle cose che affermi. Ma il mio invito più serio è quello di partecipare ad una riunione di discussione buddista. Sarei curioso di sapere se senti anche solo per sbaglio la parola “miracolo”.

        C’è in giro una rabbia e un feroce accanimento contro la Gakkai che mi lasciano sinceramente perplesso, perché non ne vedo davvero il motivo. E, per esser chiari, non ti metto in questa lista perché dopotutto i tuoi commenti sono stati quelli più pacati.
        Mi ripermetto di riutilizzare la frase “il tutto mi lascia sorridere” perché mi pare di vedere animali feroci assetati di sangue che se la prendono con un albero, un albero che sta lì, cresce e germoglia diffondendo i suoi frutti e facendo crescere altri alberi senza far del male a nessuno, neanche a quegli animali feroci.
        Quindi la domanda (retorica) che nasce spontanea è: perché?
        Forse perché questo buddismo cresce così rapidamente e trova consenso in (quasi) tutto il mondo?

        Infine concludo dicendoti che, MENOMALE e STRAMENOMALE (per come la vedo io) che qualcuno ha “semplificato” terra-terra, come dici tu, concetti profondi del buddismo facendo lo sforzo di renderli comprensibili e accessibili anche a mio nonno. Uno dei punti di forza di questa pratica è che tutti abbiamo il diritto di apprendere le discipline buddiste. Che poi i tre pilastri di questa pratica sono Fede-Pratica-Studio, e con studio s’intende tutto quello che, anche se semplificato, va comunque approfondito con molta serietà. E ti garantisco che anche nel Buddismo di Nichiren Daishonin così come lo diffonde la Gakkai, c’è davvero tanto di così profondo da imparare, anche se spiegato terra-terra ????

        Ciao e grazie per lo stimolante confronto ????

  24. cav ha detto:

    Forse non ci siamo capiti, almeno su alcuni punti che reputo importanti. Intanto definire “feroci animali assassini” degli esseri umani che dissentono magari animosamente sulla pratica della soka Gakkai mi sembra solo un altra “gaffe” che rivela il vero spirito della scuola che stai praticando. Non e’ assolutamente un atteggiamento buddhista, e te lo dico pacatamente dal momento che mi hai risposto quantomeno educatamente. Devi tenere conto che potrebbero essere persone scottate dalla permanenza nella tua scuola, o parenti di persone che hanno avuto problematiche inerenti ad essa. Sul fatto che una scuola abbia tanti adepti, poco conta secondo me. Non ho mai pensato che la qualità vada pari passo con la quantità. Questo in generale a prescindere dalla Soka Gakkai. Mentre per quanto riguarda la tua ipotesi circa le mie competenze riguardo alla Soka Gakkai o al pensiero del monaco Nichiren, e’ una tua opinione, non dimostrata dai fatti e dalle parole. Penso invece, senza presunzione, di saperne molto pur non avendo mai praticato tale disciplina. Parole come ” miracoli” o ” fine dei problemi per chi recita l’Odaimoku ” erano semplicemente delle sintesi di quanto purtroppo mi e’ capitato di leggere nei social network, dove sono stato anche attaccato verbalmente solo per aver portato tesi differenti.
    Il problema e’ che ( te lo scrivo senza ostilità) e’ tipico non dimostrare niente della vostra cosiddetta teologia ( passami il termine) rifiutando qualsiasi contraddittorio.
    Nichiren non ha mai scritto di essere il Buddha. Mentre la Soka lo venera come Buddha e menziona pochissimo il Buddha storico. L’atteggiamento di altezzosità molto diffuso nella Soka Gakkai ha origine secondo me dall’idea che praticando per lungo tempo l’Odaimoku si può raggiungere la buddhità in questa stessa esistenza. Certamente una buddhità ridotta a misura d’uomo. Ma in realtà dire che Buddha e’ presente nei dieci mondi non significa che uno e’ Buddha per ciò che e’. Questo richiede una consapevolezza non solo concettuale. Insomma, in poche parole hai detto poco per dimostrare la tua posizione, e ti sei limitato come tanti tuoi compagni di fede ad affermare senza dimostrare. Però lo hai fatto perlomeno in maniera civile. Credo che gli altri siano in grado di valutare se le cose che scrivo sono veritiere o meno senza bisogno del tuo contributo. O se vuoi, contribuisci a smentire, ma con argomentazioni.
    Saluti

    • Alessandro Occhipinti ha detto:

      Non ho mai definito “feroci animali assassini” esseri umani che dissentono animosamente sulla pratica della Gakkai, non la considero una gaffe perché mi pare chiaro che l’intenzione era quella di descrivere con un’immagine l’atteggiamento di chi si scaglia contro l’organizzazione. E poi, “animali feroci” non è necessariamente un’offesa piuttosto io l’ho usata come una descrizione, però è ormai chiaro che peserai ogni cosa che dico per avvalorare la tua tesi nel fare dei membi della Gakkai di tutta l’erba un fascio e, nella fattispecie, un fascio marcio. Da quanto scrivi sarà difficile smuoverti da questa convinzione. E forse con questa frase ti ho servito l’occasione su un piatto d’argento, ne prendo atto.

      Inoltre, quando parli di “Odaimoku” con la “O” iniziale, quando parli di “venerazione” di Nichiren da parte della Gakkai, “buddità ridotta a misura d’uomo” e che “Buddha e’ presente nei dieci mondi” (riferendoti a “Buddha” in continuazione come a un personaggio) non fa che confermare il fatto che purtroppo le informazioni che hai riguardo a questa pratica buddista sono insufficienti e inesatte. T’invito, con sincero tono cordiale e amichevole, ad informarti meglio a riguardo e scoprirai tu stesso di quanto ciò che ascrivi alla Gakkai è falso.
      Nonostante ciò non ti biasimo, poiché in Giappone esistono circa 80 scuole buddiste che recitano Nam Myoho Renge Kyo (credo più o meno con lo stesso accento e con lo stesso ritmo della mia scuola, però su questo sono poco informato) e quindi la probabilità di fare confusione e farsi un’idea inesatta è molto alta.

      L’Odaimoku credo sia proprio della Nichiren Shu, quindi la Gakkai non c’entra nulla. In questa pratica si parla invece di Daimoku (traduzione: “titolo”), si tratta di una vocale, ma la differenza non è solo grammaticale.
      Nella mia pratica buddista non viene mai neanche per errore utilizzato il termine “venerazione”, tantomeno nei confronti del fondatore Nichiren. Se di venerazione hai letto da qualche parte, ti prego di contestualizzarla e di capire che non ha la stessa accezione di quello che noi occidentali consideriamo “venerazione”. Qui nessuno venera nessuno, al centro di tutto c’è la Legge di Causa ed Effetto, ovvero la Vita stessa. Josei Toda, secondo Presidente della Soka Gakkai, si è illuminato al fatto che Budda=Vita. Nessuna venerazione nei confronti di monaci o altri personaggi storici, e questa è una delle risposte al perché la Gakkai non ha più riconosciuto il potere del Clero che, invece, riconosceva il potere dei sacerdoti.

      Quando dici che non viene mai menzionato il Buddha storico (con la “h” come piace a te, a me non cambia nulla) devo correggerti anche qui, poiché nella preghiera di Gongyo che recitiamo quotidianamente 2 volte al giorno la mattina e la sera, leggiamo 2 capitoli del Sutra del Loto che è sostanzialmente un dialogo tra Shakyamuni (O sempre Buddha storico come lo definisci tu) e il suo discepolo Shariputra. Nei Gosho (lettere che Nichiren scriveva ai suoi seguaci) Shakyamuni è menzionato continuamente, Nichiren stesso lo cita in continuazione e tutto il suo pensiero ruota proprio intorno al fatto di restituire dignità al messaggio originale di Shakyamuni. Con questa frase capisco benissimo che dal tuo punto di vista ti sto facendo venire l’orticaria, poiché il messaggio originale del Buddha storico così come lo ha interpretato Nichiren non è neanche lontanamente condiviso da quello delle altre scuole buddiste, ma qui sto parlando del pensiero di Nichiren.

      Il principio dei Dieci Mondi non dice che in ognuno c’è Buddha, “[…] Il cuore del concetto del “mutuo possesso dei Dieci mondi” è quindi che ogni condizione vitale contiene il mondo di Buddità. […]” (fonte: http://www.sgi-italia.org/approfondimenti/DieciMondi.php). Per info i Dieci Mondi sono (dal basso verso l’alto): Inferno, Avidità, Animalità, Collera, Umanità, Cielo, Apprendimento, Realizzazione, Bodhisattva e Buddità.
      Detto questo mi spiace davvero molto che sei stato attaccato verbalmente in rete da membri della Soka Gakkai. Però mi chiedo: come mai giustifichi l’accanimento di coloro che (secondo tua conclusioni) si scagliano contro la Gakkai perché hanno avuto esperienze negative all’interno di essa e invece condanni l’accanimento dei membri della Gakkai che vengono quotidianamente additati per seguire una fede diversa da quelle riconosciute invece senza alcun dubbio buddiste? Io, personalmente, la trovo una grave contraddizione ma se vuoi puoi anche smentirmi.
      Ti ho fornito argomentazioni sufficienti? Mi auguro di sì.

      Ciao e Grazie 🙂

      • cav ha detto:

        Se vuoi puoi documentarti circa il Sutra del Loto e le probabili origini mahayaniche. In libri come storia del buddhismo di Contze e di altri noti studiosi. Non voglio rubarti il mestiere ma tale sutra e’ raramente citato dal Dalai Lama. Credo sia considerato un testo a se. Nessuna orticaria, semplicemente e’ altamente improbabile e anche un po irrazionale pensare che Sakyamuni abbia insegnato una dottrina e in seguito l’abbia negata o ridimensionata in favore di un sutra successivo…
        per quanto concerne le sottolineature grammaticali e non, vorrei ricordarti che l’ Odaimoku o Daimoku ( a seconda della scuola) non dovrebbe essere pronunciato nam o renge kyo laddove nam non significa nulla. La parola corretta e’ namu.
        Non credo sia solo la volontà di non venerare i vari personaggi del pantheon buddhista della scuola Nichiren ad avervi allontanato ( mi pare abbiano preso loro le distanze) bensì delle forti divergenze sul significato della dottrina. Che io sappia avete sostituito il Buddha storico con Nichiren ( su questo potrei confondermi viste le varie scuole che fanno riferimento a questo maestro) con una serie di voli pindarici tali da identificarlo con il Gohonzon in quanto rappresentazione fisica del Buddha eterno. Ma questo mi sembra meno importante rispetto a quella che definite la vera dottrina del Buddha, che raramente viene espressa nei fatti nelle modalità della Soka Gakkai. Dovresti capire il mio linguaggio informale quando parlo di Buddha.
        Qualsiasi buddhista sa che la condizione di Buddha e’ accessibile a qualsiasi essere umano. Buddha non e’ un personaggio, non e’ quindi più o meno di qualsivoglia individuo che acceda all’illuminazione. Dovrebbe esserti anche chiaro che quando parlo di “venerazione”, intendo in senso lato. Ammirazione incondizionata o meno verso i pedagoghi della Soka Gakkai. Poi anche non volendo fare di tutta l’erba un fascio devi ammettere che raramente un buddhista tradizionale si esprimerà con frasi così accese come quella che hai scritto tu e che probabilmente non e’ nemmeno farina del tuo sacco. Per quanto riguarda la mia breve esperienza internet con la Soka Gakkai devo dire che ha avuto un che di grottesco. I casi sono due. O tutti i siti ai quali mi sono iscritto erano fake ( a parte uno, forse) oppure siamo nell’assurdo. Appena accennavo alla mia posizione cristiana o discettavo sugli argomenti buddhisti venivo prima invitato a esprimermi, poi redarguito, in seguito insultato ed infine bannato. C’era gente che si faceva la guerra dicendo che era cintura nera di buddhismo. Praticanti che sostenevano di saperne più degli altri perchè praticavano da vent’anni, eccetera. Uno strazio. Quando ponevi delle domande dirette nessuno sapeva rispondere e ti rimandavano al sito ufficiale. Buddha ha sempre insegnato a verificare i suoi insegnamenti a prescindere dall’autorità del maestro. Invece in quei siti c’era solo un tifo sfegatato che poco aveva da invidiare a quello degli ultrà.
        Non e’ che io difenda solo coloro che attaccano la Soka Gakkai, personalmente credo che ognuno debba poter praticare nel rispetto degli altri ciò che gli e’ più affine. Semplicemente non ho mai notato dei buddhisti classici aggredire verbalmente i praticanti di altre fedi. Anche perchè e’ contrario alla educazione buddhista. Mentre gli aderenti della Soka ( forse lo fate inconsciamente non lo so…) sono quasi sempre presuntuosi e talvolta anche arroganti. In poche parole non sembrano buddhisti. Poi ufficialmente non mi pare che vengano riconosciuti dal Dalai Lama. Quella cosa della h e senza h l’avete inventata voi del resto.
        Ad esempio cosa avrei detto di diverso sulla teoria dei dieci mondi? La sostanza e’ la stessa. Ogni mondo ( inteso come condizione psicologica transitoria) ha in se il seme della buddhità. Ma questo insegnamento può facilmente essere frainteso dalle masse. Infatti spesso accadeva che gli utenti sfogassero la loro litigiosità come se fosse lecito e coerente con la loro dottrina. Ma ti posso tranquillamente dire che secondo me il Sutra del loto non aggiunge nè toglie niente ai sutra precedenti. Quando ho letto alcuni passi ho ritrovato le stesse cose. Sono i neofiti che lo ritengono diverso, semplicemente perchè non lo capiscono. Un’ altra cosa risibile ( ma forse a te non apparirà tale) erano le risposte rabbiose malcelate da frasi di convenienza quali ” ti ringrazio, con la tua critica, mi hai dato l’opportunità di elevarmi al disopra della condizione tal dei tali…” Ma anche questo e’ inesatto. Sarebbe bello se tale elevazione non fosse accompagnata da una evidente presunzione e ricerca di autoaffermazione . Mi sembri una persona equilibrata, e sinceramente non mi diverte passare del tempo a criticare gli altri. Ti ho scritto la mia esperienza, le mie idee, le mie impressioni. Ma ti auguro di trovare la tua via, e se e’ davvero quella che hai scelto spero ti aiuti a trovare ciò che cerchi.
        Saluti

  25. cav ha detto:

    Ho letto nel link del sito sgi che Buddha si sarebbe risvegliato attraverso il sutra del loto. Questa e’ una assurdità. Il sutra del loto e’ quasi certamente opera dei filosofi mahayana. Storicamente firmavano le loro opere con il nome di Buddha per conferirgli più credito davanti ai discepoli. Queste non sono informazioni fuorvianti ma fonti storiche e letterarie molto più credibili di quelle che tu sembri accettare come oro colato. Del resto i praticanti della sgi sono soliti ribadire la loro presunta superiorità verso le altre scuole buddhiste contrariamente a quanto sostieni tu. Raramente troverai invece un praticante del Dalai Lama criticare le altre scuole. E non e’ una fortuna semplificare un sutra comunque complesso e interessante come il sutra del loto per darlo in pasto alle masse. Il sutra del loto andrebbe studiato dopo aver approfondito i sutra precedenti. In realtà non e’ che una spiegazione più variegata che dice le stesse cose degli altri sutra in una forma stilisticamente suggestiva. Altrimenti si cade in forme ideologiche e anche politiche che proprio non c’entrano nulla. In primis il concetto di buddhità che la sgi travisa completamente riducendolo ad una specie di presa di coscienza concettuale. Il successo o presunto tale della sgi dipende dalla facilità della pratica e dalle promesse di una illuminazione certa ma umana e quindi più prossima psicologicamente. Recitare delle frasi illudendosi di accedere più rapidamente ad una presa di coscienza superiore, la grande adesione ( che tu stesso porti come valore) ad ideali condivisi da altri sono il punto di forza di questa scuola, come e’ stato evidenziato dall’autore di questo articolo.
    E’ che non avete argomenti, e allora vi nascondete dietro a slogan ( ad esempio che c’entra con il buddhismo il successo mediatico ed economico che può avere la sgi?) o ad atteggiamenti di difesa che sfociano troppo spesso nell’arroganza. Non per gusto della sfida nè per amareggiarti, per me puoi praticare la tua via nel pieno rispetto mio e degli altri. Ma scrivimi alcuni aspetti dottrinali e vedrai che si possono confutare tranquillamente alla luce del buddhismo. Quello con la h . Già questo dovrebbe far pensare.

  26. cav ha detto:

    Diciamo che non siete buddhisti perchè non avete come maestro il Buddha ma dei pensatori di origine giapponese che a loro volta si rifanno a Nichiren. Non appartenete ufficialmente al consorzio buddhista. Non siete nemmeno in accordo con l’originale scuola Nichiren dalla quale siete partiti come laici. Siete una religione o piuttosto un movimento, diverso.
    Queste sono informazioni assolutamente verificabili. Poi ognuno può scegliere di praticare la sgi o meno in base ai suoi interessi.

  27. cav ha detto:

    Sorridere, sorridiamo tutti.
    Saluti

  28. Bigwig ha detto:

    Scusate, ma non credo sia davvero possibile, concentrare così tanta attenzione, verso un fenomeno di massa così povero come quello della soka gakkai. Cercate di capire, ma che senso ha dibattere su una organizzazione religiosa come tante, nè carne, nè pesce, di cui tutto è dubbio, persino le origini… così come di altre strutture organizzate che fanno della tanto decantata fede, un ideale. E’ solo un continuo voler primeggiare, perennemente in competizione con il prossimo. Il mio dio è migliore del tuo, la mia fede è migliore della tua, la mia verità è migliore della tua ecc. Con tutti i problemi che ci stanno nel mondo, ancora diatribe sulle religioni e le loro assurde filosofie di vita. Che tristezza!

  29. Joe ha detto:

    Davvero mi dispiace constatare l’ignoranza e soprattutto la presuntuosità di chi crede di avere la verità in tasca (compreso l’autore dell ‘articolo).
    Sono un membro della Soka Gakkai e mi trovo a dover puntializzare il fatto che il vero praticante di questo tipo di buddismo si pone al cospetto del Gohonzon non tanto per avere benefici materiali quanto per comprendere i motivi dei propri desideri…infatti, Nichiren afferma che i desideri sono illuminazione.
    I desideri sono illuminazione perchè spesso hanno a che fare con l’avidità, la collera e l’ignoranza.. sono quindi desideri illusori che vanno compresi con l’osservazione della mente..e comprendendoli si capisce se stessi e si evolve spiritualmente !.. spesso questo percorso inizia proprio con un desiderio stupido tipo “voglio la macchina nuova”..ok , perchè la vuoi????
    Purtroppo è vero, in Soka c’è chi recita per un parcheggio o per avere benefici materiali, ma la nostra pratica non è questo, anzi, queste persone ne hanno completamente travisato il messaggio.
    Certo, il lato mistico c’è ed esiste e si riferisce semplicemente al ritmo dell’universo, alla forza che ha creato la vita.., ma nulla a che vedere con una bacchetta magica.
    Il buddismo di Nichiren ha una grande importanza perchè è quello che si pratica nella realtà..tutti possono essere felici e sereni isolati in un monastero, ma il buddismo non è questo, il buddismo si fa tra la gente, nel mondo reale con problemi reali quindi a mio parere questa pratica riesce davvero a mettere insieme tutto quello che il Buddha voleva dire..non ha certo detto di divinizzarlo facendo statuette con la sua effige e non ha mai predicato la mortificazione del corpo e l’annullamento dei desideri( se non all’inizio e in via del tutto propedeutica) quindi, ribaltiamo le cose, qual’è il vero buddhismo?

    • Bigwig ha detto:

      Eccone subito un altro che parla di cosa è più vero, quel buddismo o quell’altro. Ma lo fate apposta? Ma cosa è una gara? Una competizione?
      Ma vi rendete conto che pensate, parlate e scrivete tutti allo stesso modo?
      E basta con sti discorsi su cosa è più vero, chi se ne frega se il tuo buddismo è meglio o peggio, ma tienitelo!
      E poi scusa ma qui gli unici ignoranti e presuntuosi vi state dimostrando solo voi che venite a puntualizzare il vostro orgoglio e testardaggine, e nient’altro!
      Imparate ad accettare che al mondo ci siano anche persone che non hanno interesse a quello a cui vi siete attaccati con avidità!

      Buonanotte

  30. Joe ha detto:

    Carissimo Bigwig, ovviamente dal tuo mondo di collera hai travisato completamente il mio messaggio..
    Volevo solo dire sarebbe bello che chi critica la soka gakkai si informasse prima di parlare e soprattutto che si capisse che il dalai lama , come nessun altro praticante di alre scuole può pontificare sul buddismo visto che anche loro hanno le loro contraddizioni..tutto qui.
    NMR

  31. Bigiwg ha detto:

    Carissimo joe, dal tuo mondo di arroganza e superbia ti auguro di trovare pace ed equanimità! Quando scendi dal piedistallo facci un fischio, ma stai tranquillo che il mondo va avanti anche senza di te e il tuo buddismo 🙂

  32. Joe ha detto:

    lascio agli altri l’interpretazione della tua risposta..NMR

  33. Bigiwg ha detto:

    Bravo, a cuccia adesso 🙂

  34. Joe ha detto:

    wow..che buddità!..complimenti!..ma a cuccia di che non vedi che non hai più argomentazioni valide? 🙂

  35. Joe ha detto:

    Sai dire solo questo? quanta rabbia e disprezzo, ricordati che il buddhismo è tolleranza e compassione. contento te per il tuo percorso non posso che esserlo pure io..

    • Bigwig ha detto:

      Ma basta che la finisci di abbaiare e ti assicuro che tutto il mondo è felice, non solo io! Torna a cuccia ora, dormi

  36. Stef ha detto:

    Troppo interessante questa discussione, almeno prima che arrivasse Bigwig. Ho letto quasi tutto e mi chiedevo se un discorso simile avrebbe senso se riferito al cristianesimo. Gesu era ebreo, non ha scritto il Vangelo o i vangeli, che anzi è stato scritto almeno due secoli dopo la sua morte e rimaneggiato nel tempo. È il vero cristianesimo qual’è? Quello dei cattolici o degli ortodossi o dei calvinisti o dei testimoni di Geova, così fedeli alle scritture.
    Io di buddismo so poco ma credo che il Nam mio ho renge kyo sia come recitare il rosario o l’ohm!!! È meno noioso e più facile della meditazione silenziosa e quindi funziona.
    Sulla SG, beh, ma perché la chiesa non fa il lavaggio del cervello sin da bambini col catechismo? E non è forse uno dei poteri economici più forti del mondo?

    • Marcello ha detto:

      Ciao Stef, solo una piccola notazione da parte di chi quotidianamente medita: non so se recitare Nam mio ho renge kyo sia salutare o meno (sono un theravadin e non conosco bene la SG), ma di certo per me sedersi sul cuscino per 30/40 minuti è tutto tranne che noioso. Non c’è alcun intento polemico in qesta mia precisazione, ho solo voluto esprimere un punto di vista diverso.
      Buona pratica.

  37. Simone Chiomenti ha detto:

    Grazie Paolo per questo intervento. Volevo puntualizzare un paio di informazioni inesatte:
    – Dal testo sembra che i membri della Soka Gakkai recitino il daimoku in giapponese per via del fondatore Makiguchi. In realtà la cosa deriva da Nichiren Daishonin (come si può evincere anche nel link di Paolo Barone che hai riportato =) )
    – Il Gohonzon contenuto tipicamente nelle librerie in soggiorno mi sembra arbitrario, credo sia più corretto dire semplicemente che viene custodito in casa dai membri della Soka Gakkai.

  38. Marta Pilato ha detto:

    Quando ho lasciato la soka ho inviato una semplice richiesta, nessuno ha detto mezza parola X trattenermi, ho ricevuto una lettera in cui mi veniva confermato che il mio nominativo era stato rimosso…..continuo a praticare da sola ormai da anni.

  39. Mario Di Palma ha detto:

    Ho passato piú un’ora leggendo tutti i post e posso assicurarvi che il dibattito é stato molto avvincente e passionale, sicuramente ci vedo del positivo nel confronto, basta che non ci si cada nella presunzione e nella difesa del proprio piccolo ego.

    Per la mia personale esperienza, posso dire che sono stato 5 anni nella soka gakkai dal 2000 al 2005 ricevendone anche il Gohonzon, dopodiché ho cominciato a sentire la voglia e la necessitá di approfondire altre scuole buddhiste tanto che dopo averla abbandonata, con gli anni ho poi praticato buddhismo tantrico ngalso con lama Ganchen e lama Michel e successivamente ho praticato zen e vipassana, a parte aver partecipato in India ai 10 giorni di discorsi di primavera del Dalai Lama a Dharamsala in India e ho letto e studiato vari sutra a parte quello del Loto, fra tutti il sutra del Cuore e il sutra del diamante, tutte queste pratiche ed insegnamenti hanno arricchito la mia pratica buddista che effettivamente nella Gakkai era un po limitata ai soli scritti ed incoraggiamenti del Presidente Daisaku Ikeda e lettura dei gosho di Nichiren, il quale é stato un prete riformatore che anche nella sua epoca ha vissuto conflitti con altre scuole buddiste giapponesi quali la zen e la nembutsu su tutte, ma parliamo del medioevo e dell’epoca dei samurai… detto questo nam myoho renge kyo o namu myoho renge kyo (come recitano nella scuola nichiren shu) sento che é il mantra che mi smuove di piú ed effettivamente il piú efficace e potente per la mia vita, infatti dopo anni nei quali ho bevuto e assaporato altre pratiche, ho potuto constatare per la mia esperienza personale e diretta, e non teorica, che nam myoho renge kyo é il mantra che sento piú efficace per la mia vita quotidiana nella mia attuale esperienza umana; ció nonostante non sento il bisogno di affiliarmi a una scuola o organizzazione per difenderne il suo valore e potenziale, ed il fatto che lo pratichi costantemente non é ne motivo di orgoglio ne di supremazia ma solo quello che sento piú consono e che si sposa con il mio spirito e punto. Altrettanto potenti e beneficiose possono essere altre pratiche o mantra come om mani padme hum o gate gate parasamgate bodhi soha o muni muni shakyamuni soha o altri centinaia che esistono tanto nella sfera buddista che induista; ma altrettanto efficaci sono le pratiche silenziose di zazen nel zen o la vipassana (che ho integrato nella mia pratica diaria meditativa dopo aver cantato o recitato nam myoho renge kyo) un’esperienza davvero profonda soprattutto se si “resiste” a stare 10 giorni soli ed in silenzio con se stessi circondati d’ altre persone che vivono nella loro interioritá un’esperienza unica. Secondo il mio parere, bisogna uscire dalla diatriba soka gakkai versus altre scuole buddiste o viceversa, credo nella buona fede di tutti coloro che si avvicinano a qualunque delle pratiche menzionate sopra, sicuramente spinte dalla curiositá o dalla voglia di conoscenza e di crescita personale attraverso l’esperienza diretta.

    Per quanto mi riguarda, posso dire che tutte sono ottime pratiche e che ognuno sceglie quella che piú gli si confá in un dato momento della vita, senza giudizio né pregiudizio, il Buddha Shakyamuni parlava spesso di equanimitá e di via di mezzo, non di assolutismi ed estremismi, sarebbe come catalogare o classificare tutti coloro che mangiano in un ristorante cinese come cattive persone di poca sensibilitá pensando a tutto ció che i cinesi hanno inflitto o infliggono al tibet e i tibetani, che c’entra il povero ristoratore cinese con tutto questo? o che noi italiani perché abbiamo avuto il fascismo allora abbiamo nel nostro Dna i semi del razzismo e quindi dovremmo essere tutti filo-fascisti…non ha senso… quindi dibattere su cosa é meglio o peggio credo che limita il nostro spazio mentale, cosí come offendere chi pratica o fa un’esperienza diversa dalla propria.

    Nella Gakkai ho conosciuto persone bellissime di cui ancora ne sono amico cosí come in altre pratiche di altre scuole buddiste, non mi sono mai sentito ossessionato dai praticanti su cosa fosse giusto o meno, credo che al di fuori, come giustamente dice Alessandro, ci siano ingiuste accuse verso questa organizzazione la quale é molto operativa nel sociale in vari ambiti come organizzatrice di manifestazioni per il dialogo tra popoli e altre religioni, mostre itineranti per la pace nel mondo e azioni dirette nelle scuole per una educazione di valore e nella vita quotidiana, ricordiamoci che il suo fondatore Makiguchi era un educatore, quindi in commenti che ho letto sopra, questa “setta” non é certo nata per ceti medio-alti, tutto il contrario, é nata proprio dall’esigenza di creare valore partendo dalla base….cosa che non ho visto in altre tradizioni buddiste che si decantano tanto compassionevoli…la mia uscita dall’organizzazione era solo perché volevo ampliare la mia visione verso altre realtá buddiste e non per tutte quelle sciocchezze che si raccontano sulla soka gakkai….

    quello che conta é sentirsi Umani al di lá del credo o pratica, esistono tanti fiori bellissimi…rose, tulipani, margherite, gigli e quant’altri e ognuno ha la sua speciale essenza e bellezza…lo stesso siamo gli umani, dovremmo darci piú abbracci e ascoltarci di piú e ricordarci che tutti stiamo viaggiando nella stessa direzione, quella della consapevolezza, é come decidere di andare da milano a napoli, cé chi sceglie andandoci in macchina, chi in treno,chi in aereo, chi in moto, chi a cavallo o chi a piedi, poco importante il mezzo come ci si arrivi, l’importante che se l’obiettivo é comune ognuno si senta libero di scegliere il mezzo piú idoneo alla sua personalitá ed esperienza di vita.

    Detto questo, auguro di tutto cuore a tutti voi tanto amore da poter condividere con ogni essere si presenti lungo il cammino, tutti abbiamo da insegnare ed imparare allo stesso tempo, da chiunque, tutti siamo maestri e studenti, in tutto ció che ci succede sempre c’é un insegnamento per crescere e per migliorarci.

  40. Elisabetta67 ha detto:

    Grazie di cuore

  41. Elisabetta67 ha detto:

    Domani festeggio 21 anni di gohonzon. Pratico da 25 anni nella soka gakkai. Volevo solo dire che vorrei invitarvi tutti per vedere veramente quando è bella la nostra organizzazione, bella come le altre nel mondo che lottano insieme per la pace. Ho imparato ad accogliere veramente la diversità perché è ricchezza . A trattare la materia umana con rispetto. È vero siamo attaccati noi membri della soka , come Green peace, come i cattolici e i testimoni di Geova…ma perlomeno ci proviamo ad entrare in relazione positiva con chi la pensa diversamente da noi. È se anche qualche volta ci incazziamo beh …chi ha detto che siamo perfetti? Siamo comuni mortali anche noi! Un bacio a tutti.

  42. Roberto ha detto:

    Volevo leggervi tutti ma non ce la faccio.Sono stato membro della soka per alcuni anni.Tutto molto bello ed interessante ma che non ci riguarda. La nostra storia, sono di Roma, che vogliamo fare buttarla nel cesso? Ragazzi è ora di tirare fuori gl attribbuti e riprenderci quello che è gia nostro. Chiaramente ce tanto lavoro da fare e ognuno il suo.Faccio un esempio;parlare con i parroci,anche se vi stanno sulle balle,di quello che si puo fare insieme per tornare comunita. Cosi facciamo solo il giuoco del dividi e impera,dai muoviamoci andiamo a rompere le scatole e facciamoci valere come facevano gia nel 1600 e poi li bruciavano.Oggi non ci bruciano ma hanno creato ad arte ,anche noi da da soli,delle prigioni per le nostre menti.Io sono cattolico per nascita ma non pratico perche i frutti continuano a non piacermi.Faccio un po di meditazione sul respiro e basta.Frequento sia dei cattolici ed il mio migliore amico e buddista della soga. Ci dobbiamo riprendere le nostre vite e la nostra dignita,basta con le parole ci vogliono i fatti.Grazie a tutti.

  43. Agata ha detto:

    Santo Paradiso Che Vespaio..!

    Anch’io ero partita con l’intenzione di leggervi tutti, ma ho dovuto rinunciare.
    E’ proprio vero che parlar di religione, politica (e calcio ma quest’ultimo solo in Italia 😀 o quasi) divide.

    Eppure i toni dell’articolo di Paolo Subioli mi sembravano in effetti sufficientemente pacati, le affermazioni sufficientemente circoscritte, per quanto trapelava una sua scarsa simpatia per la Soka Gakkai… Legittima, d’altronde, come tutte le simpatie o antipatie di chiunque.

    Evito di entrare nel merito qui, però faccio una domanda a tutti quelli che vogliono raccoglierla (e ve la lascio, perché so già che tornare a vedere cosa mi avete risposto è per me ora da evitare: mi coinvolgerebbe troppo, ed invece ho in questo momento bisogno di dare la priorità ad altro).

    La domanda è:
    E se accettassimo l’uno il percorso degli altri come il loro?

  44. Filippo Serra ha detto:

    Trovo alcune piccole discrepanze. “La versione originale del Sutra era in sanscrito, ma il suo titolo viene recitato in giapponese, essendo di tale nazionalità Tsunesaburo Makiguchi, l’iniziatore del movimento (1930)” il titolo del sutra del Loto, non è recitato in questa lingua per questo motivo, ma poiché tramandato da Nichiren Daishonin nel 13° secolo. Makiguchi dovreste vederlo per ciò che realmente è: un educatore, pedagogo, che alla veneranda età di settant’anni scopre le bellissime idee di pace di Nichiren, le segue, afferma che ogni bambino e persona che le conoscesse saprebbe meglio come stare al mondo e decide di basare i suoi anni di studio su questa pratica. Arrivando a morire in prigione per la convinzione nelle sue idee di libertà.
    Giudicare queste persone come “Toh! ora invento una frase cretina da ripetere all’infinito così tutti mi seguono” oppure giudicare i praticanti di questa religione come persone a cui serve solo per avere benefici materiali o parcheggio in centro, è abbastanza qualunquista.
    Questa recitazione dà pace. A te e chi ti sta intorno. Punto.
    Qualsiasi altra definizione è irrilevante e fuorviante. Si potrà dire poi “Eh ma Baggio va a caccia” o qualsiasi altra cosa ma se davvero non si sa nemmeno di che si sta parlando(quindi occorrerebbe provare questa recitazione nella propria vita) sarebbe giusto provare a vedere di che si tratta.

  45. Damiano ha detto:

    Per chi è interessato a capire il Buddismo, vista la grande e apparente (dico io) confusione che regna qui, consiglio modestamente questo libro.

    Mente zen, mente di principiante. Conversazioni sulla meditazione e la pratica zen https://www.amazon.it/dp/8834002784/ref=cm_sw_r_cp_api_6cdDybQ74WW4C

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