Cosa ci fa un monaco buddhista nella più importante azienda della Silicon Valley? Un video – che abbiamo sottotitolato in italiano – testimonia un evento eccezionale: la visita del maestro zen Thich Nhat Hanh presso il quartier generale di Google.

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Sull’ultimo Domenicale del  Sole-24 Ore, un lettore pone a Mons. Gianfranco Ravasi questa domanda: “Può un cristiano lasciar uccidere gli animali?“. L’occasione è buona per riprendere il tema, già trattato, dell’etica cristiana sulla vita degli animali. Ma anche per interrogarci tutti su cosa significa per noi ucciderli.

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Il maestro zen Thich Nhat Hanh è tornato di recente sul tema del cibo, con un discorso molto interessante, di cui vi propongo una breve sintesi. Il tema è quello del mangiare consapevole come forma di meditazione, al pari della meditazione seduta e di quella camminata. Ma emerge anche una curiosa definizione dello Zen come “un tipo di cibo”, una forma di alimentazione. Vediamo cosa significa.

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Foto da Flickr di Bruce TutenIl maestro zen Thich Nhat Hanh è particolarmente impegnato, ultimamente, sul fronte dell’alimentazione, poiché ritiene vitale il nostro abituale modo di mangiare. Ha da poco pubblicato un libro, assieme alla nutrizionista Lilian Cheung, dal titolo “Savor: Mindful Eating, Mindful Living”, non ancora tradotto in italiano. Da questa intervista, in cui parla degli argomenti trattati nel libro – al di là dei messaggi indirizzati specificamente al popolo americano – emerge in modo molto chiaro e semplice un’efficace sintesi dell’insegnamento di questo grande maestro.

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foto da flickr di Daniel RossiSe lavori in città e ti capita di trascorrere in solitudine la tua pausa pranzo in un bar, sei una persona fortunata, perché tutto ciò può facilmente trasformarsi in un’esperienza meravigliosa, anche se non hai l’abitudine mentale di mangiare da solo o da sola.

Il cibo, in tutte le culture, più o meno, costituisce un importane momento di socializzazione. Leggi il seguito di questo post »

Propongo un semplice esercizio di meditazione di consapevolezza, soprattutto per aiutare tutti coloro che, pensando alla morte, provano un certo e sentimento di paura o di angoscia.

Avere paura della morte è una cosa molto comune e naturale. Ma penso che non sia inevitabile. Prova allora a mangiare un’arancia: magari la tua visione del “momento finale” cambierà un po’.

Ecco di seguito le istruzioni per la pratica dell’arancia.
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