Meditare sulla panchina di un parco pubblico
27 febbraio 2012
La panchina di un parco pubblico è il tipico luogo dove, in città, è possibile trovare momenti di quiete e relativo silenzio. Ma anche qui non è facile sperimentare la solitudine. Eppure, anche il parco più frequentato, nel quale il canto degli uccelli si mescola al rumore del traffico, può offrire momenti di intensa consapevolezza del momento presente. Dello stare con quello che c’è qui ed ora.
Meditazione del laghetto
24 ottobre 2011
Questo laghetto – realizzato secondo la moda neoclassica, tendente al romanticismo, tipica della fine del 17° secolo – sta a Roma, in Villa Borghese. Si presta molto bene – così come tanti altri laghetti nel mondo – per una pratica di consapevolezza che vorrei proporvi. La pratica della mente quieta che accetta la realtà per quello che è, senza voler trattenere nulla.
Meditazione dell’albero
28 febbraio 2011
L’albero è un maestro di stabilità, quiete, equilibrio ed equanimità. È per questo che può impartire, a ciascuno di noi, grandi insegnamenti. Oggi quindi vi propongo di andare a lezione da un albero, con questa semplice pratica di meditazione, che io stesso – come ogni altra proposta in questo blog – ho sperimentato ripetutamente in prima persona. Un vantaggio di questa pratica è che è molto facile a realizzarsi. Serve solo un albero, e di alberi ce ne stanno parecchi, in giro. Ed è molto adatta per chi, come me, vive in una grande città, e può stare in contatto con gli alberi andando in un parco pubblico. Per tutti gli altri, è ancora più adatta.
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Meditazione della pipì
8 settembre 2010
Andare al bagno è una di quelle azioni preziose che compiamo più volte al giorno; e così, per fortuna, abbiamo ogni volta l’occasione per distoglierci dalle nostre occupazioni, rilassarci e tornare in noi stessi.
Quello della pipì è anche il momento giusto per meditare. Un momento perfetto, anche se breve, perché ci consente di realizzare quell’unione di mente e corpo, nella presenza mentale, che è l’essenza stessa della meditazione. Ecco dunque quello che suggerisco, sulla base della mia esperienza personale, per cogliere questa occasione, facendo tesoro specialmente di quanto ci hanno tramandato i maestri zen, che non hanno mai posto vincoli alle circostanze più opportune per la presenza mentale.