Camminata dell’amore
22 settembre 2011
Ecco una pratica di consapevolezza tipica per la città, in grado di rendere molto piacevole spostarsi a piedi da un posto all’altro, lungo i marciapiedi. La si può praticare ogni volta che dobbiamo fare un percorso, anche breve. E ci aiuta a vedere la città (e i suoi abitanti) in un modo molto diverso dal solito. È una variante in movimento della tradizionale pratica di “metta“, che consiste nel coltivare, mediante l’esercizio, la benevolenza verso se stessi e verso gli altri.
Meditare in metropolitana
2 luglio 2010
La metropolitana è un posto molto adatto, per meditare, perché, in quanto mezzo di traporto pubblico, ci consente di avere del tempo a disposizione senza dover fare niente in particolare. Non c’è silenzio ed è piena di stimoli visivi, ma è comunque un’ottima occasione per esercitare la consapevolezza, sia rispetto alle nostre sensazioni e stati mentali, sia rispetto al corpo. Ma anche come puro godimento del momento presente. Rispetto ad altri mezzi, come l’autobus, ci consente inoltre di mantenere una certa stabilità, nel senso fisico del termine. Ed è anche un po’ più facile trovare posto a sedere. Ma per chi non vive in una città dotata di questa meraviglia della tecnologia, immagino che possa andare bene anche l’autobus.
Meditazione del telefono
11 maggio 2010
Ci sono infiniti modi, anche in una vita piena di occupazioni, di praticare la consapevolezza. Di guardare ed ascoltare in profondità quello che succede. Uno di questi è la “meditazione del telefono”, una bella pratica ideata dal maestro zen Thich Nhat Hanh, che qui vi propongo.
Il telefono è uno strumento per tutti indispensabile, di uso così abituale, che ci chiediamo veramente quale sia il modo migliore di usarlo solo quando ci à fastidio. Di solito per la sua invadenza. Perché ci toglie il tempo per altro. Oppure, al contrario, perché non chiama chi desideriamo lo faccia.
Godersi il privilegio di camminare in città
18 febbraio 2010
Da abitante di una metropoli italiana quale sono, tutti i giorni mi impegno a ricercare il benessere in questo ambiente apparentemente così poco amichevole, che, in fin dei conti, però, è il mio ambiente.
E così ti propongo, mio caro lettore, un’occasione di meditazione da praticare in qualsiasi momento in città, facendo tesoro degli insegnamenti dello zen, una delle possibili vie per trasformare ogni atto della vita quotidiana in un’opportunità di liberazione.