Meditazione al semaforo n. 2
10 maggio 2012
Ho già descritto, una volta, la meditazione al semaforo, quale pratica mirata a sfruttare le soste forzate del rosso per rilassarsi e tornare a se stessi.
Ma il semaforo può essere anche un grande maestro di equanimità.
Può persino insegnarci a vivere meglio, se frequentato con regolarità. Ecco come.
E se in noi non ci fosse nulla da cambiare?
23 gennaio 2012
“Quanti passi ci vogliono per arrivare dove sei? Quanto tempo ci vuole per arrivare all’adesso? Quanto ti devi sforzare per diventare quello che già sei?” Il libro di Mauro Bergonzi, “Il sorriso segreto dell’essere“, è una lettura molto utile per chiunque pensi che sia possibile raggiungere una forma di liberazione o di illuminazione tramite pratiche come la meditazione. È tutto inutile, finché non si rimuove l’ostacolo principale: l’illusione di essere separati dalla realtà, cioè che esista un confine tra l’io (il dentro) e il mondo (il fuori). Se ci accorgessimo che siamo già ciò che cerchiamo, che non c’è nulla da trovare – né alcuna illuminazione da raggiungere – il nostro atteggiamento cambierebbe radicalmente.
Come prendersi cura di rabbia e paura
4 gennaio 2012
Sentimenti come la rabbia e la paura sono i principali nemici della nostra felicità. Ecco un metodo molto semplice (e facile) che possiamo usare per prenderci cura delle emozioni forti: la respirazione “di pancia”, cioè il semplice respirare in consapevolezza con l’addome, grazie alla stretta correlazione tra mente (con le sue emozioni) e corpo.
Un seme di mais, per capire chi siamo
12 dicembre 2011
Questo discorso di Thich Nhat Hanh, sottotitolato in italiano nel video, è rivolto ai bambini, e comincia con una meditazione guidata, che ci consente di entrare in connessione coi nostri genitori e antenati, per poi trattare di come possiamo considerarci la continuazione dei nostri genitori, proprio come la pianta di mais lo è del proprio seme.
Meditare nel corridoio dell’ufficio
5 novembre 2011
Anche il corridoio dell’ufficio (della scuola o di qualsiasi altro edificio dove si svolga attività umana) può diventare luogo deputato alla pratica della meditazione. Non è necessario che sia proprio un corridoio. Stiamo parlando di un luogo nel quale ci capita spesso di passare, vicino al nostro posto di lavoro.
Meditazione del laghetto
24 ottobre 2011
Questo laghetto – realizzato secondo la moda neoclassica, tendente al romanticismo, tipica della fine del 17° secolo – sta a Roma, in Villa Borghese. Si presta molto bene – così come tanti altri laghetti nel mondo – per una pratica di consapevolezza che vorrei proporvi. La pratica della mente quieta che accetta la realtà per quello che è, senza voler trattenere nulla.
Ridere, una pratica di meditazione
12 ottobre 2011
È difficile dedicarsi alla risata in modo artificioso, ma, visto che, di occasioni per ridere, ce ne sono quasi sempre, a disposizione, possiamo assumerla di proposito come sana pratica da perseguire. Un bel brano di Vrigina Woolf, recentemente apparso sul Sole-24 Ore, mi spinge a riassumerne brevemente i benefici, proponendovi una mini-antologia sul tema.
Meditare con lo smartphone
12 settembre 2011
Lo smartphone è sempre più diffuso tra la popolazione, specie sotto forma di iPhone e di Android, tanto che gli esperti ritengono possa diventare molto presto il principale mezzo di accesso ad internet. Tra chi pratica la meditazione, gente in genere poco avvezza al consumismo, è meno diffuso, ma io penso ancora per poco. Chi lo usa già, potrà trovare molte risorse utili per la meditazione, tra cui questi due bei programmi (gratuiti) di cui vi voglio parlare.
La pratica, vero terreno di dialogo tra religioni
7 agosto 2011
Le diverse pratiche spirituali faticano in genere a trovare terreni comuni. Si parla al massimo di “tolleranza“, come forma minima di rispetto, ma molto di rado si riconosce un’autentica validità a quello che fanno gli altri. Ma proprio la pratica può essere l’elemento che unisce, anziché dividere. Lo dimostra questo esempio, realizzato a Piacenza e raccontato in una mailing list da un praticante del buddhismo zen.
Meditazione nuotata
21 luglio 2011
L’Estate, se si sta in vacanza al mare – ma anche l’ora di piscina che eventualmente ci regaliamo – è il tempo ideale per la meditazione nuotata, o nuoto consapevole. Che cos’è? Una delle tante possibili forme di meditazione di consapevolezza – come quella seduta o camminata – che ci consentono di prendere contatto in pieno col momento presente, con la vita.