Il mio passato
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare
il mio presente.
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La panchina di un parco pubblico è il tipico luogo dove, in città, è possibile trovare momenti di quiete e relativo silenzio. Ma anche qui non è facile sperimentare la solitudine. Eppure, anche il parco più frequentato, nel quale il canto degli uccelli si mescola al rumore del traffico, può offrire momenti di intensa consapevolezza del momento presente. Dello stare con quello che c’è qui ed ora.

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Meditazione nuotata

21 luglio 2011

L’Estate, se si sta in vacanza al mare – ma anche l’ora di piscina che eventualmente ci regaliamo – è il tempo ideale per la meditazione nuotata, o nuoto consapevole. Che cos’è? Una delle tante possibili forme di meditazione di consapevolezza – come quella seduta o camminata – che ci consentono di prendere contatto in pieno col momento presente, con la vita.

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Stando seduti tutto il giorno al computer a lavorare, va a finire che si perde la consapevolezza di se stessi: del corpo, delle emozioni, delle sensazioni, e persino dei pensieri. Così è facile diventare preda di emozioni negative, come l’ansia e la rabbia; di lasciarsi divorare dalla stanchezza e di contrarre involontariamente parti cruciali del nostro corpo, come le spalle e il collo. Ma c’è un software che ci viene in aiuto, in questo; lo hanno inventato nel Maryland e si può usare gratuitamente.

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Vorrei tornare sulla questione della distrazione, quando si medita: la tendenza a lasciarsi andare a pensieri vari, senza riuscire a focalizzarsi sul momento presente. A parte l’articolo sui cinque modi per trasformare la distrazione, avevo proposto tre modi gentili per lasciare andare i pensieri. Ebbene, ecco il quarto, che è anche il più semplice di tutti.

Appena ci accorgiamo che un pensiero si è manifestato, nella nostra mente, diciamogli:

“non ora, per favore!”

È un modo molto gentile di lasciarlo andare, perché, invece di rifiutarlo, lo rimandiamo ad un altro momento. Se quel pensiero è utile, probabilmente si manifesterà di nuovo.

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La metropolitana è un posto molto adatto, per meditare, perché, in quanto mezzo di traporto pubblico, ci consente di avere del tempo a disposizione senza dover fare niente in particolare. Non c’è silenzio ed è piena di stimoli visivi, ma è comunque un’ottima occasione per esercitare la consapevolezza, sia rispetto alle nostre sensazioni e stati mentali, sia rispetto al corpo. Ma anche come puro godimento del momento presente. Rispetto ad altri mezzi, come l’autobus, ci consente inoltre di mantenere una certa stabilità, nel senso fisico del termine. Ed è anche un po’ più facile trovare posto a sedere. Ma per chi non vive in una città dotata di questa meraviglia della tecnologia, immagino che possa andare bene anche l’autobus.

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