La recente introduzione, all’interno di Facebook, della funzione diario personale (“timeline”) ci può aiutare a capire meglio il significato di “karma“, un concetto a mio parere molto importante e utile per la nostra vita, indipendentemente dalle proprie credenze (o non credenze) religiose.

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Questo discorso di Thich Nhat Hanh, sottotitolato in italiano nel video, è rivolto ai bambini, e comincia con una meditazione guidata, che ci consente di entrare in connessione coi nostri genitori e antenati, per poi trattare di come possiamo considerarci la continuazione dei nostri genitori, proprio come la pianta di mais lo è del proprio seme.

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Guarda direttamente su Overstream questo video, che è stato pubblicato grazie a Vodpod.

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«Nessuno vuole morire, neppure quelli che vogliono andare in paradiso hanno voglia di morire per arrivarci. Eppure la morte è il destino che ci accomuna tutti. Nessuno è mai riuscito a sfuggirvi. È così come deve essere ed è probabilmente la miglior invenzione della vita. È un agente di cambiamento: spazza via il vecchio per fare largo al nuovo». Ecco cosa ha detto Steve Jobs.

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Ecco di seguito un brano che mi è di particolare conforto, quando penso alla morte. Immagini come questa non sono solo poetiche, ma anche sorprendentemente reali, perché basate sull’osservazione profonda di ciò che sta sempre davanti ai nostri occhi e che ha già molte cose da insegnarci, se le sappiamo vedere. La foglia (e non solo lei) mi ha aiutato a vedere la recente scomparsa di amici e conoscenti come qualcosa di naturale, innanzi tutto. E poi a coglierne la natura paradossale: un amico che ho visto tante volte, ora non c’è più; ma tutte le cose che mi ha detto – e tutti i suoi modi di fare – sono pienamente vivi dentro di me, proprio qui ed ora.

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Cimitero - Foto di AndreA da flickrOggi è il giorno dei morti. I cimiteri si affollano di vivi, col loro carico di parole e movimenti. Normalmente, però, i cimiteri sono luoghi di grande pace, da cui è possibile trarre molto nutrimento benefico. Ecco un esempio di meditazione che può essere svolta all’interno di questi quieti recinti, in compagnia di coloro che ci hanno preceduti.

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Propongo un semplice esercizio di meditazione di consapevolezza, soprattutto per aiutare tutti coloro che, pensando alla morte, provano un certo e sentimento di paura o di angoscia.

Avere paura della morte è una cosa molto comune e naturale. Ma penso che non sia inevitabile. Prova allora a mangiare un’arancia: magari la tua visione del “momento finale” cambierà un po’.

Ecco di seguito le istruzioni per la pratica dell’arancia.
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