Respira, sei on line

9 marzo 2012

Clicca per scaricarne una versione stampabileQuesta calligrafia del maestro zen Thich Nhat Han, realizzata nel gennaio 2012, può costituire un utile strumento di consapevolezza, per chi usa spesso il computer. Quando stiamo su internet (anche con lo smartphone o il tablet), la mente è del tutto assorbita da quello che stiamo facendo o vedendo, e così perdiamo completamente il contatto col momento presente. Col qui e ora.

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Il 22 novembre è la data ufficiale di avvio di “Tre mesi con il corpo“, un’interessante proposta di pratica di consapevolezza on line, sorta di ritiro virtuale aperto a chiunque si voglia collegare dal proprio computer, in parallelo al più tradizionale ritiro invernale che i monaci zen del monastero di Plum Village, in Francia, tengono ogni anno, seguendo una tradizione che dura da millenni.

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È difficile dedicarsi alla risata in modo artificioso, ma, visto che, di occasioni per ridere, ce ne sono quasi sempre, a disposizione, possiamo assumerla di proposito come sana pratica da perseguire. Un bel brano di Vrigina Woolf, recentemente apparso sul Sole-24 Ore, mi spinge a riassumerne brevemente i benefici, proponendovi una mini-antologia sul tema.

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Camminata dell’amore

22 settembre 2011

Ecco una pratica di consapevolezza tipica per la città, in grado di rendere molto piacevole spostarsi a piedi da un posto all’altro, lungo i marciapiedi. La si può praticare ogni volta che dobbiamo fare un percorso, anche breve. E ci aiuta a vedere la città (e i suoi abitanti) in un modo molto diverso dal solito. È una variante in movimento della tradizionale pratica di “metta“, che consiste nel coltivare, mediante l’esercizio, la benevolenza verso se stessi e verso gli altri.

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Meditare con lo smartphone

12 settembre 2011

Lo smartphone è sempre più diffuso tra la popolazione, specie sotto forma di iPhone e di Android, tanto che gli esperti ritengono possa diventare molto presto il principale mezzo di accesso ad internet. Tra chi pratica la meditazione, gente in genere poco avvezza al consumismo, è meno diffuso, ma io penso ancora per poco. Chi lo usa già, potrà trovare molte risorse utili per la meditazione, tra cui questi due bei programmi (gratuiti) di cui vi voglio parlare.

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Thich Nhat Hanh tag cloudQuali sono le parole chiave del maestro zen Thich Nhat Hanh? Ho fatto un piccolo esperimento, per scoprirlo: estrarre tutte le parole usate in una collezione di 20 suoi “discorsi di Dharma“, in inglese, tenuti tra il 1996 e il 1999, per ricavarne una “nuvola” composta dalle parole, ciascuna di grandezza proporzionale alla sua frequenza. In gergo internet questa cosa si chiama tag cloud (nuvola di etichette) e si usa perché rappresenta in modo efficace, a colpo d’occhio, i temi presenti in un certo repertorio informativo.

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Foto da Flickr di D. Sinclair TerrasidiusOgni giorno, capita a ciascuno di noi di inviare diversi messaggi email e Sms. Possono essere tutte ottime e continue occasioni per nutrire la propria mente in modo positivo e, di conseguenza, stare meglio, con effetti anche nel futuro. La nostra mente, infatti, si nutre non solo degli stimoli provenienti dal mondo (per così dire) esterno, ma anche dei nostri stessi pensieri, parole e azioni; i quali sono in grado, a loro volta, di influenzare potentemente i nostri stati d’animo, presenti e futuri.

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La metropolitana è un posto molto adatto, per meditare, perché, in quanto mezzo di traporto pubblico, ci consente di avere del tempo a disposizione senza dover fare niente in particolare. Non c’è silenzio ed è piena di stimoli visivi, ma è comunque un’ottima occasione per esercitare la consapevolezza, sia rispetto alle nostre sensazioni e stati mentali, sia rispetto al corpo. Ma anche come puro godimento del momento presente. Rispetto ad altri mezzi, come l’autobus, ci consente inoltre di mantenere una certa stabilità, nel senso fisico del termine. Ed è anche un po’ più facile trovare posto a sedere. Ma per chi non vive in una città dotata di questa meraviglia della tecnologia, immagino che possa andare bene anche l’autobus.

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Meditazione del telefono

11 maggio 2010

Ci sono infiniti modi, anche in una vita piena di occupazioni, di praticare la consapevolezza. Di guardare ed ascoltare in profondità quello che succede. Uno di questi è la “meditazione del telefono”, una bella pratica ideata dal maestro zen Thich Nhat Hanh, che qui vi propongo.

Il telefono è uno strumento per tutti indispensabile, di uso così abituale, che ci chiediamo veramente quale sia il modo migliore di usarlo solo quando ci à fastidio. Di solito per la sua invadenza. Perché ci toglie il tempo per altro. Oppure, al contrario, perché non chiama chi desideriamo lo faccia.

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