Un seme di mais, per capire chi siamo

Questo discorso di Thich Nhat Hanh, sottotitolato in italiano nel video, è rivolto ai bambini, e comincia con una meditazione guidata, che ci consente di entrare in connessione coi nostri genitori e antenati, per poi trattare di come possiamo considerarci la continuazione dei nostri genitori, proprio come la pianta di mais lo è del proprio seme.

Thich Nhat Hanh inizia il discorso raccontando del ritiro italiano a Castelfusano, nel 2008, nel corso del quale distribuì a ciascuno dei tanti bambini presenti (ed anche agli adulti) un seme di mais, dando loro il compito di piantarlo in un vaso ed osservarne la crescita.

La pianta di mais probabilmente non ricorderà di essere stata un piccolo  seme, un tempo – dice il maestro vietnamita – ma noi, grazie alla meditazione, possiamo essere consapevoli di essere stati a nostra volta un minuscolo seme,  e di avere ancora i nostri genitori come parte di noi.

Il seguito del discorso – intitolato “Il fiume della mente” – è in corso di traduzione e presto verrà pubblicato su questo stesso sito.

La traduzione di questa parte del discorso è di Silvia Ventriglia.

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2 Risposte

  1. biagio laprea ha detto:

    Un inchino, sono biagio laprea, pratico, nella tradizione di thich nhat hanh, da qualche anno, nel sangha di milano.
    Grazie a Silvia Ventriglia per la traduzione del discorso “un seme di mais”. A proposito, volevo chiedere se posso avere e utilizzare la traduzione per una seduta di meditazione con i miei compagni del sangha di Milano.
    Resto in attesa, fiducioso, grazie. biagio laprea

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