Perché le nostre emozioni non ci appartengono

Siamo talmente abituati a identificarci con le nostre emozioni, a figurarcele come qualcosa che ci appartiene (la “mia” rabbia, la “mia” paura), che non ci rendiamo conto di quello che accade realmente, come ci spiega Jeff Foster in poche parole e in modo molto efficace in questo video sottotitolato in italiano.

Le emozioni non sono qualcosa che “produciamo”, ma dei fenomeni che appaiono nello spazio della nostra coscienza, in modo del tutto indipendente dalla nostra volontà. Non posso decidere che tra un istante avrò paura, né provare dolore con la forza del pensiero.

Il problema è che continuiamo ad identificarci con le emozioni e soprattutto a distinguerle in buone e cattive.

Il dolore non va bene, dunque non devo provarlo!

Ma questo non fa che provocarci sofferenza, sia perché accogliamo in modo negativo fenomeni che in molti casi sono semplicemente neutri, sia perché mettiamo a confronto due cose troppo diverse: una reale (la sensazione del dolore), l’altra immaginaria (l’idea che non dovremmo provare dolore).

Dovremmo imparare a vedere la coscienza come uno spazio aperto dove i vari fenomeni (sensazioni, percezioni, pensieri, sentimenti, ecc.) entrano, rimangono per un certo tempo e poi se ne vanno. Ma per farlo, abbiamo bisogno di abbandonare l’idea che ci sia un sé separato dal resto, che ha così tante esigenze da soddisfare!

Per questo sono utili gli insegnamenti di persone come Jeff Foster, maestro riconosciuto del “non dualismo“, definito come “la comprensione filosofica, spirituale e scientifica della non-separazione e della fondamentale unità” (vedi anche questa spiegazione in inglese).

[Ringraziamenti: a Science and Nonduality (SAND), per aver pubblicato il video e inserito i sottotitoli in italiano di Zen in the City; a Mauro Bergonzi, che mi ha fatto scoprire Jeff Foster]

Letture

Jeff Foster, La pace che non può essere distrutta

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Una risposta

  1. Shamal (@shamal64) ha detto:

    Trovo questo insegnamento e tutto il “punto di vista” di jeff Foster estremamente chiaro e chiarificante, e molto adatto a essere calato molto facilmente nel nostro quotidiano. Anche per me è stata una scoperta preziosa. Grazie Paolo di contribuire ad allargare gli orizzonti della consapevolezza.

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