Yoga o meditazione? Tre criteri per scegliere

Stephanie Young, Yoga Man & DogYoga, meditazione e body-scan sono le tre pratiche utilizzate nell’ambito degli interventi di mindulness, la corrente psicologica che sta prendendo sempre più piede in tutto il mondo, grazie al suo efficace mix di buddhismo Vipassana, Zen e Yoga. Uno studio ha messo a confronto le tre tecniche.

Scopo dell’indagine,  pubblicata sulla rivista Mindfulnes, era di confrontare gli effetti sulla salute psichica di ciascuna delle tre pratiche, qualora venissero adottate separatamente. Ecco quali sono state le conclusioni:

  1. lo yoga ha maggiori effetti sul benessere psicologico, rispetto alle altre due pratiche;
  2. sia la meditazione seduta sia lo yoga aiuterebbero di più a diminuire le difficoltà a gestire le proprie emozioni, rispetto al body-scan;
  3. la meditazione seduta aiuta più delle altre pratiche ad assumere un atteggiamento non giudicante, rispetto a ciò che viene osservato.

La ricerca è stata effettuata su un campione di 141 studenti, sottoposti ciascuno, per 3 settimane, ad una delle tre pratiche:

  • la meditazione seduta, che consiste nel rimanere seduti in posizione eretta ma rilassata, in un atteggiamento di attenzione consapevole rispetto alle sensazioni del corpo e della mente, mantenuta con l’aiuto del respiro;
  • il body scan, che consiste nel passare in rassegna in modo scrupoloso ogni singola parte del proprio corpo per osservarne lo stato;
  • lo yoga, la pratica che consente di stabilire un legame diretto tra mente e corpo assumendo determinate posizioni in modo del tutto consapevole.

Prima e dopo il periodo di 3 settimane agli studenti è stato somministrato un questionario, che chiedeva loro di descrivere il proprio stato rispetto a stati come la depressione, l’ansia, lo stress, la gestione delle emozioni, la mindfulness (cioè la capacità di osservare in modo non giudicante e non reattivo e di agire con consapevolezza), la sensazione di benessere, l’auto-compassione.

Tra i fattori, era inclusa anche la “ruminazione“, cioè l’attenzione ossessiva verso un’esperienza negativa, quel continuo rimuginio rispetto a malesseri o a torti subiti che può accompagnarci anche per molti anni e che non serve ad altro che aumentare il nostro malessere.

Mindfulness e benessere

Il risultato è stato positivo per tutti e tre i tipi di pratica, perché tutti i partecipanti hanno dichiarato minori livelli di ruminazione, una maggiore benevolenza verso se stessi (self-compassion) e una maggiore sensazione di benessere, a parte le differenze tra i tre tipi già dette. Tali risultati non fanno altro che confermare decenni di studi e ricerche sugli effetti della meditazione sulla salute.

La ricerca si colloca sulla scia del successo crescente delle pratiche di mindfulness applicate a scopo terapeutico, un filone fondato dal medico e scienziato statunitense Jon Kabat-Zinn, che ha messo a punto il metodo MBSR (“Mindfulness Based Stress Reduction”, cioè riduzione dello stress basata sulla meditazione), adottato in un numero sempre maggiore di ospedali di tutto il mondo,  in collaborazione con i medici che seguono le cure sanitarie.

Dunque in quest’ottica di uso “strumentale” della meditazione, secondo i curatori dello studio, le persone che si sentono sopraffatte dalla rabbia, verso se stessi o gli altri, devono puntare di più sulla meditazione seduta; mentre chi si sente spesso stanco o malato è bene che si dedichi allo yoga. Il body scan da solo non sembra portare benefici specifici, a meno che non sia abbinato, come rafforzativo, ad una delle altre due pratiche.

[Ringraziamenti: al sito Mindful, che ha diffuso i risultati di questa ricerca] [L’immagine è una rielaborazione da una foto di Stephanie Young, Usa]

Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?

Inserisci il tuo indirizzo per ricevere notifiche alla pubblicazione di nuovi contenuti:


Ora condividi la tua esperienza lasciando un commento, gli altri lettori ne saranno felici!

Potrebbero interessarti anche...

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: