Nello Yoga Somatico il corpo insegna alla mente

Lisa Campeau, cat yogaYoga Somatico è una delle tante espressioni insolite che attira la nostra attenzione in vista dello Yoga Festival 2014, che sta per avere luogo a Roma (dal 19 al 21 settembre) e a Milano (dal 10 al 12 ottobre). Siccome non ci è sembrata l’ennesima trovata commerciale, abbiamo chiesto di saperne di più a Olivia Casadei, fondatrice dell’Associazione Spazio Corpo e direttrice dello “Studiolo” di Roma, dove i seminari sullo yoga somatico e l’anatomia esperienziale sono all’ordine del giorno, grazie anche a ricercatori del calibro di Jader Tolja, autore del celebre “Pensare col corpo“. L’intervista è anche un’utile occasione per esplorare il significato di termini apparentemente oscuri, come “somatica”, “embodiment”, “anatomia esperienziale”, tutti dal significato bastanza simile, riconducibile a una tendenza molto interessante: quella di considerare il corpo quale mezzo di conoscenza.

Cos’è lo Yoga Somatico, un nuovo metodo?

Yoga Somatico non è un metodo. “Yoga Somatico” è piuttosto un terreno di ricerca, un crocevia di esperienze multiformi, dove la “somatica” incontra la tradizione dello yoga. Somatica deriva dal termine greco soma, “corpo vivente”. La somatica non studia il corpo come qualcosa da osservare, come un oggetto, ma come un processo attivo di conoscenza. Dunque il “polo magnetico” dell’intera ricerca è l’embodiment, la stella che orienta la navigazione di Yoga Somatico.

Se non è un metodo, allora è una nuova tecnica?

Direi piuttosto che si tratta di una meta-tecnica. Yoga Somatico è nato per valorizzare gli stili tradizionali e facilitarne la comprensione, in risposta alle infinite derive dello yoga contemporaneo e alla continua proliferazione di nuove scuole. Nel testo Vijnanabhairava-Tantra, la divinità Shiva elenca centododici metodi per raggiungere lo “stato supremo”, anuttara. Noi non ne insegneremo nessuno!

Quali sono i suoi maggiori benefici dello Yoga Somatico?

Vorrei approfittare per citare T. K. V. Desikachar, figlio di Sri Tirumalai Krishnamachary, il maestro di BKS. Iyengar e Pattabhi Jois: egli amava affermare che “è lo yoga che si adatta a noi, non siamo noi che ci adattiamo allo yoga.” Quando questa massima viene rispettata i benefici sono moltissimi e non ci sono rischi di forzare il corpo.

Per chi è indicato in particolare lo Yoga Somatico?

È indicato a tutti coloro che cercano un lavoro strutturale, profondo. Chi al contrario continua a pensare che lo yoga sia solo un esercizio fisico, è naturale che non venga attratto da un approccio somatico. Un approccio somatico è un approccio profondo, trasformativo.

Quali sono le posizioni tipiche dello yoga somatico?

Sono le stesse dello yoga moderno. L’obiettivo è quello di esplorare le posizioni dello yoga (“āsana“) dando valore all’intelligenza del corpo, per liberarne le infinite potenzialità, al fine di una migliore gestione delle proprie energie. Voglio ricordare che Yoga Somatico vuole fornire una bussola, non la mappa, uno strumento di orientamento.

Lo Yoga Somatico si ispira ad alcuni maestri in particolare? A quali?

Il nostro corso di Yoga Somatico si ispira ai grandi maestri dello yoga contemporaneo, ma il proposito è quello di evitare identificazioni con un determinato metodo, dando valore all’approccio puramente esperienziale. Gli āsana dello yoga vengono vissuti secondo un approccio “fenomenologico”: la percezione, unico mezzo indiscusso di conoscenza in tutta la filosofia dell’India, diviene processo attivo di conoscenza e punto di partenza per cogliere l’essenza di ciò che sperimentiamo nel corso della pratica. Lo yoga non è vissuto come strumento, ma come dimensione, āsana diviene un’esplorazione per cogliere le caratteristiche essenziali delle esperienze, e per indagare come le persone abitano i corpi, intesi come entità biologica e come base esistenziale della cultura e del sé.

Chi non ha mai fatto yoga, può praticare lo Yoga Somatico?

Sì, certo: è un’esperienza adatta sia a chi non ha alcuna conoscenza dello yoga, sia ai praticanti esperti o insegnanti, che vogliano sperimentare un approccio basato sull’embodiment.

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[La foto è di Lisa Campeau, Usa]

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