I 7 chakra non sono proprio una ‘fake news’, ma quanto meno una rielaborazione dello yoga moderno

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2 risposte

  1. paola ricca mariani ha detto:

    “Il concetto buddhista di designazione convenzionale può aiutarci ad apprezzare le cose per la loro utilità, prima ancora che per la loro presunta aderenza al vero” Presunta aderenza al vero. Quale vero? Cosa è vero e cosa non lo è? Su questo si interroga la filosofia da sempre e molte sono state le risposte. Anche le cosiddette “verità scientifiche” sono vere entro il paradigma di pensiero del metodo scientifico (e soggette a revisione quando emergono prove contrarie). Ho trovato la verità storica ricostruita da Passavanti sicuramente interessante e utile, per chi, come me, tiene in grande considerazione quello che va sotto il nome di Storia. Penso che a questo punto sarebbe bello, da parte di chi sostiene e pratica gli approcci non convenzionali, che si tendesse a unirsi, piuttosto che dividersi, per mettere insieme le conoscenze e gli approcci con sguardo critico. Da parte di chi si schiera, invece, nettamente ed esclusivamente per il metodo scientifico sperimentale, mettere in discussione la base ontologica delle proprie credenze e contribuire a sgombrare il campo “avversario” da false convinzioni.

  1. 12 Maggio 2021

    […] prevalentemente sulla respirazione. Lo Yoga che conosciamo oggi, basato sulle posture, è solo una rielaborazione recente. Nello Yoga classico dell’India, ormai scomparso, la respirazione era la protagonista. E lo era […]

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