A cosa serve la meditazione secondo uno dei più grandi maestri contemporanei

A cosa serve la meditazione? Perché dovremmo imparare a meditare e cercare di farlo ogni giorno? Anche chi medita da anni dovrebbe porsi questa domanda, perché c’è il rischio di continuare a meditare solo per abitudine. Una risposta semplice, che tutti potrebbero dare, è che la meditazione aiuta a ridurre lo stress, trovare calma e raggiungere la pace interiore.
D’accordo, ma la meditazione può fare qualcosa di molto più importante per noi. Ne ha parlato Joseph Goldstein nel corso di un incontro che si è tenuto di recente all’A.me.co. di Roma. Joseph Goldstein è un insegnante di meditazione vipassana e uno dei pionieri della mindfulness in Occidente, co-fondatore dell’Insight Meditation Society insieme a Sharon Salzberg e Jack Kornfield. L’A.me.co. (Associazione per la Meditazione di Consapevolezza) è un centro dedicato alla pratica e all’insegnamento della meditazione fondato da Corrado Pensa e Neva Papacristou, punto di riferimento essenziale per il Buddhismo in Italia.
Ho avuto la fortuna di partecipare dal vivo a tale incontro. Il precedente c’era stato non 2019 e anche da quello avevo estratto alcuni insegnamenti per voi lettori del blog. Anche se oggi le tecnologie digitali ci danno la possibilità di usufruire a distanza degli insegnamenti di tanti maestri, negli incontri dal vivo si ha la possibilità davvero di entrare in contatto con l’energia di persone speciali come Joseph Goldstein.
La colonna sonora che ci manipola
La funzione della meditazione è spiegata dal primo verso del Dhammapada, uno degli testi della tradizione buddhista più importanti, il quale dice che la mente è il precursore di tutte le cose. Qui è necessaria l’avvertenza che per “mente” non si intende solo l’intelletto, ma, più in generale, la capacità di conoscere. Dunque la mente, negli insegnamenti buddhisti, include sia gli aspetti cognitivi che quelli emotivi.
Un’altra traduzione popolare di quel verso è “tutto ciò che siamo è generato dalla mente“. In sostanza, siamo continuamente condizionati dalla nostra stessa mente, ma senza rendercene conto. Una cosa di cui ci si accorge praticando la meditazione è che la nostra mente vaga di continuo da un pensiero all’altro, senza sosta, giorno e notte. Di solito le persone estranee a questo tipo di pratica non se ne accorgono nemmeno. Tutti questi pensieri, che per lo più sono molto brevi, sorgono e si sviluppano spontaneamente. Non siamo noi a decidere di averli.
Joseph ha paragonato questo flusso di pensieri alla colonna sonora di un film. Mentre assistiamo alla scena di un film, siamo completamente presi dal contenuto della scena, senza far troppo caso alla colonna sonora. Ma essa è lì, e svolge un ruolo fondamentale nel manipolare le nostre emozioni. Provate ad esempio a immaginare la scena finale di “2001 Odissea nello spazio” senza la colonna sonora. Che effetto avrebbe sullo spettatore?
Oppure considerate la famosa scena della doccia in “Psycho” il più celebre film di Alfred Hitchcock. Guardandola, provereste le stesse sensazioni senza quella musica?
Ebbene, quel flusso continuo di pensieri nella nostra testa svolge lo stesso ruolo della colonna sonora di un film. Ci condiziona, manipola i nostri stati emotivi. Svolge un ruolo fondamentale nella qualità della nostra vita. Il problema è riuscire a vederli.
La meditazione serve a vedere le nostre motivazioni
Con la meditazione ci addestriamo a familiarizzare con la nostra mente. Una delle prime intuizioni (“insight”) che si hanno quando si intraprende un cammino basato sulla meditazione, è proprio quella della mente che vaga per via dell’insorgere continuo di pensieri. Quando ci rendiamo conto di questo, abbiamo fatto il primo passo fondamentale.
Il passo successivo che possiamo compiere è vedere i contenuti di quei pensieri. Che cos’è che domina così tanto i nostri pensieri? Da dove viene? Sono domande molto interessanti. Poi possiamo chiederci in che modo quei pensieri colorano la nostra vita. Che sapore le danno? Come ci fanno sentire? Su questi aspetti si gioca veramente la qualità della nostra vita e la capacità di svolgere un ruolo positivo nella vita delle persone intorno a noi.
Dopo aver visto tutto questo, il punto è capire come addestrare la propria mente, per renderla più abile nel rispondere in modo saggio ai continui stimoli che la vita ci pone davanti. Quando siamo in grado di vedere i nostri pensieri e gli stati emotivi che insorgono nelle varie situazioni, diventiamo più bravi nel rispondere anziché reagire. È un grane dono che ci fa la meditazione.
La capacità di “vedere” i nostri pensieri ci rende in grado si assumere il ruolo di testimoni di noi stessi e dunque osservare i nostri comportamenti con maggiore distacco e obiettività, proprio come farebbe un bravo psicoterapeuta. Un vantaggio è che questa facoltà ci rende in grado anche di capire quali sono le reali motivazioni dietro i nostri pensieri, parole e comportamenti. Osservandole, ci rendiamo conto che spesso sono miste. Diverse motivazioni, con origini del tutto diverse, convergono nello spingerci a pensare, parlare o agire in un certo modo.
Una meditazione guidata per provare a cosa serve la meditazione
Per concludere vi invito a provare una breve meditazione guidata, della durata di soli 10 minuti, che ci fa capire come approcciare la pratica meditativa in modo da ottenere i vantaggi che ho descritto. È una meditazione proposta dallo stesso Joseph Goldstein, che ho trascritto, tradotto e registrato per voi. Buona pratica!
Audio della meditazione guidata:
Accedi se sei registrato
Per approfondire:
Jack Kornfield – Ci sono 2 modi per osservare i pensieri
Conoscere la mente: scopri la meditazione sulla consapevolezza dei pensieri
Consulta l’indice tematico per approfondire i temi trattati qui: perché meditare, consapevolezza dei pensieri, motivazione, testimone, rispondere anziché reagire.
Vuoi ricevere gli aggiornamenti da Zen in the City?
Inserisci il tuo indirizzo per ricevere aggiornamenti (non più di 1 a settimana):



